Jannik Sinner-Carlos Alcaraz, tutti i precedenti fra i due fenomeni del tennis mondiale

Articolo di Francesco Lucivero

La rivalità fra l'altoatesino e il murciano sta ridisegnando equilibri e gerarchie nell'era post-Big Three.

La rivalità fra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz è diventata il filo rosso del tennis contemporaneo, un duello che ha ridefinito equilibri e gerarchie nell’era post-Big Three. Classe 2001 l’altoatesino, di quasi due anni più giovane il murciano, i due sono talenti cresciuti in parallelo, esplosi quasi in sincrono e destinati a incrociarsi nei momenti decisivi. Il bilancio complessivo, all’inizio del 2026, sorride allo spagnolo, avanti 10-6 (11-6 contando l’unico match nei circuiti minori), ma ogni capitolo della loro storia ha avuto e avrà in futuro un peso specifico enorme in una saga fatta di rimonte clamorose, maratone infinite e colpi di scena con pochi eguali.

Il primo incrocio risale al 2019: un giovanissimo Alcaraz supera Sinner ad Alicante in un match dell’allora circuito ITF Futures (oggi MT400): 6-2, 3-6, 6-3 il punteggio dell’antipasto di ciò che sarebbe arrivato negli anni successivi. Nel 2020 i due non si affrontano, impegnati in percorsi ancora distanti nel ranking: il secondo capitolo arriva dunque nel 2021, a Parigi-Bercy, dove lo spagnolo si impone 7-6(1), 7-5 in un match decisamente equilibrato. In questo periodo la rivalità è solo un’idea, ma c’è già chi è pronto a scommettere sul talento speciale di entrambi.

Il 2022 segna la vera nascita del dualismo Sinner-Alcaraz. L’altoatesino conquista due vittorie pesanti: prima a Wimbledon negli ottavi, con il punteggio di 6-1, 6-4, 6-7(8), 6-3, poi a Umago nella prima di tante finali, vincendo 6-7(5), 6-1, 6-1. Alcaraz però risponde agli US Open in una maratona di cinque set, chiusa sul 6-3, 6-7(7), 6-7(0), 7-5, 6-3 che diventa subito un manifesto della loro generazione. Nel 2023 il duello s’intensifica: Alcaraz vince in semifinale a Indian Wells 7-6(4), 6-3, Sinner risponde sempre in semifinale prima a Miami, vincendo 6-7(4), 6-4, 6-2, e poi a Pechino, chiudendo sul 7-6(4), 6-1.

Il 2024 è l’anno in cui Alcaraz conquista tre scontri diretti su tre. Vince a Indian Wells 1-6, 6-3, 6-2 in semifinale, conquista un posto in finale al Roland Garros battendo Sinner 2-6, 6-3, 3-6, 6-4, 6-3 (il rivale azzurro si prende però, alla fine di quello stesso torneo, la vetta della classifica ATP) e si impone anche nella finale di Pechino, vincendo in rimonta 6-7(6), 6-4, 7-6(3).

È però il 2025 a portare la rivalità a un livello epico, con sei finali tra Slam, Masters 1000 e ATP Finals. Alcaraz si prende il successo a Roma 7-6(5), 6-1 e vince dopo una clamorosa rimonta il Roland Garros, chiudendo un match incredibile con il punteggio di 4-6, 6-7(4), 6-4, 7-6(3), 7-6(2), in più conquista anche Cincinnati (per ritiro di Sinner, bloccato da un malessere fisico, sul 5-0 nel primo set) e gli US Open, vincendo 6-2, 3-6, 6-1, 6-4. Sinner, però, firma due colpi storici: la finale di Wimbledon, con il 4-6, 6-4, 6-4, 6-4 che lo porta a diventare il primo italiano a vincere il torneo, e l’atto conclusivo delle ATP Finals di Torino, chiusa 7-6(4), 7-5.

Nato nel 1986, giornalista pubblicista e speaker radiofonico appassionato di comunicazione sportiva e culturale. Nell'ambito di collaborazioni con importanti editori italiani, oltre che di uffici stampa, realizza articoli, interviste e contenuti per web, radio, televisione e social media.

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