Jannik Sinner-Carlos Alcaraz, la rivalità resta accesa anche lontano dal campo

Articolo di Nicola Lama

I due non si sfideranno nemmeno a Wimbledon, visto l'infortunio del murciano, ma il loro dualismo resta uno dei temi più discussi.

Non serve che Jannik Sinner e Carlos Alcaraz si affrontino in campo perché la loro rivalità faccia discutere. I due fenomeni della nuova generazioni si sono sfidati in gare ufficiali solo una volta in questo 2026 (in finale a Monte Carlo con vittoria dell’Azzurro) e, per un motivo o per l’altro, non si vedono in campo da diverso tempo.

Eppure il dibattito su chi sia davvero il leader dell’attuale era del tennis continua a restare acceso: del resto, i due hanno trasformato il ranking in un territorio esclusivo visto che dal 10 giugno 2024, cioè da quando Sinner scalzò Novak Djokovic, l’altoatesino e il murciano si sono alternati al numero 1 senza lasciare spazio a nessun altro, monopolizzando la vetta della graduatoria maschile.

In questo contesto si inserisce la voce di Stan Wawrinka, tre volte campione Slam, che si prepara al suo ultimo Wimbledon e ha deciso di sbilanciarsi. Pur riconoscendo la grandezza di entrambi, lo svizzero ha spiegato perché oggi darebbe un leggero vantaggio ad Alcaraz: “Ha più versatilità e opzioni tattiche – ha detto intervenendo nel podcast ‘First & Red’ -. Entrambi sono molto migliori degli altri giocatori, e quando si affrontano è una partita che tutti vogliono vedere, ma se dovessi proprio scegliere direi che preferisco Alcaraz”.

Quella di Wawrinka è solo l’ultima opinione sulla rivalità che sta illuminando il tennis mondiale, in un periodo in cui c’è anche chi si è espresso in maniera opposta: è il caso, ad esempio, di Todd Woodbridge, re del doppio negli anni Novanta, secondo cui Sinner è l’erede designato di Novak Djokovic, incarnandone la continuità, la solidità mentale e la capacità di mantenere standard altissimi settimana dopo settimana, al di là di episodi isolati come quello che lo ha estromesso dal Roland Garros.

C’è, in realtà, anche una terza corrente, rappresentata da figure come Patrick Mouratoglou, che nelle sue dichiarazioni ha sempre cercato di evitare di scegliere, definendo la loro rivalità un patrimonio da godersi senza schierarsi apertamente. L’ex coach di Serena Williams, Holger Rune e Naomi Osaka, tra gli altri, ha preferito sottolineare in più occasioni della capacità di Sinner e Alcaraz di elevare l’intero movimento, costringendo gli altri a inseguire standard sempre più alti e riportando il tennis a un livello di attenzione globale che mancava da anni.

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