L'Azzurro è finito nel mirino per avere rinunciato al Masters 1000 di Montreal: "E' un anti personaggio"
Continua la pioggia di accuse e critiche nei confronti di Jannik Sinner, nel mirino di diversi addetti ai lavori per aver deciso di saltare il Masters 1000 di Montreal e quindi di aver rinunciato alla possibilità di vincere tutti i 1000 in un anno solare. Ad unirsi ai critici del numero uno del mondo c’è anche il giornalista di Eurosport Simone Eterno, che non ha usato mezzi termini. “Uno sportivo per entrare nel mito ha anche bisogno di essere personaggio. Fossi stato in Sinner per come si era configurata la stagione sarei andato a Montreal per provare a fare la storia per provare a vincere tutti i Master 1000. Invece dobbiamo prendere atto che Sinner è un anti-personaggio, bisogna rendersi conto che Sinner è così”, ha detto al podcast “Schiaffo al volo”.
“L’analisi di Sinner termina alla stretta di mano con l’avversario. Ma fuori dal campo cosa abbiamo? La possibilità del record dei 9/9 poteva iscriverlo nella leggenda. Lo stesso Sinner non ha intenzione di dire e fare nulla. Se non ci provi non emozioni. È un peccato perché non provare nemmeno una cosa che non ha mai fatto nessuno dispiace. Su Sinner faremo sempre le analisi di campo, perché al di fuori c’è ben poco da dire”.
Eterno ha spiegato così il suo ragionamento: “Pensavo avesse il fuoco dentro per cercare di fare la storia vincendo tutti i Master del 2026, ma evidentemente a Sinner di fare la storia non interessa molto. Per me per diventare un mito come Ali, Jordan, Djokovic, Maradona devi essere personaggio, nel bene o nel male. Sinner per travalicare ed entrare in questa categoria dovrebbe vincere 40 Slam e non è neanche detto basti. Sinner se volessimo fare un paragone con i Simpson ricorda Ned Flanders”.
Tanti tifosi su X hanno difeso Sinner: “Il Sinner sweep è costato un Roland Garros. E mi fermo”, “Ho riletto due volte pensando fosse un meme”, “Questi dopo una battuta di Sinner sulle conferenze se la sono legata al dito, permalosi come un campo minato”, “Infatti è stato molto divertente sacrificare il Roland Garros per dare la caccia a tutti i Masters 1000”, “A fine carriera, a nessuno fregherà quanti 1000 ha vinto in un anno”, i commenti sono migliaia.
Anche il giornalista del NY Times Ben Rothenberg, sul suo profilo X, ha usato toni molto duri: “Il fatto che Jannik Sinner si sia ritirato da Montreal per porre fine al suo tentativo di una storica doppietta dei Masters 1000 è un enorme colpo e dovrebbe far suonare allarmi fortissimi all’ATP“. Rothenberg ha poi aggiunto: “Normalmente non ne faremmo un dramma ma Sinner ha voltato le spalle alla storia dicendo addio ai 9 Masters 1000 in un anno. La parte più difficile era già stata fatta, è in ottima forma, eppure ha deciso di non presenziare”.
La decisione di Sinner, tuttavia, ha una logica sportiva ben precisa. Per inseguire il record, l’altoatesino avrebbe dovuto disputare dodici partite in venti giorni tra Montreal e Cincinnati, con un passaggio immediato da un torneo all’altro e pochissimo tempo per recuperare in vista degli US Open. Un carico che il suo team ha ritenuto eccessivo, soprattutto alla luce di quanto accaduto al Roland Garros, dove la stanchezza accumulata dopo cinque Masters 1000 consecutivi aveva pesato sul rendimento del numero uno del mondo. La priorità, come ha spiegato lo stesso Sinner, è arrivare al meglio agli US Open: “Dopo aver valutato attentamente tutti i fattori insieme al mio team, abbiamo preso la difficile decisione di ritirarci da Montreal. Non è mai facile rinunciare a un evento così importante, ma crediamo che questa sia la decisione giusta per dare priorità alla mia salute. Sono dispiaciuto di non poter essere presente, ma non vedo l’ora di tornare a Montreal in futuro”.