Aryna Sabalenka
Aggiornato Ven 24 Lug 2026 alle 08:01Aryna Sabalenka ha vissuto una stagione 2026 ricca di contrasti: trionfi esaltanti nella prima parte dell’anno, seguiti da una crisi profonda che ha messo in discussione persino la sua voglia di continuare a giocare. Le ultime notizie sulla tennista bielorussa raccontano di una campionessa che, dopo aver dominato il circuito WTA, si è ritrovata a fare i conti con fragilità mentali inaspettate, proprio nel momento in cui sembrava inarrestabile.
Dal dominio primaverile al crollo al Roland Garros
L’inizio del 2026 era stato da sogno per la numero uno del mondo. Sabalenka aveva conquistato il “Sunshine Double”, vincendo sia Indian Wells che Miami, diventando solo la quinta giocatrice nella storia a riuscire nell’impresa, sulle orme di leggende come Steffi Graf e Iga Swiatek. A Miami aveva superato in finale Coco Gauff con il punteggio di 6-2, 4-6, 6-3, portando a 24 il totale dei titoli in carriera. Una striscia di risultati impressionante, interrotta solo dalla sorprendente sconfitta ai quarti del WTA 1000 di Madrid contro Hailey Baptiste, che aveva annullato ben sei match point prima di imporsi 2-6, 6-2, 7-6.
Poi è arrivato il Roland Garros, e con esso il crollo più doloroso. Sabalenka si era trovata avanti 6-3, 5-3 nei quarti di finale contro la russa Diana Shnaider, con la partita apparentemente in pugno. Quello che è successo dopo ha dell’incredibile: dieci game consecutivi persi, eliminazione clamorosa e una conferenza stampa da dimenticare. «Non ho nessun pensiero, nessuna emozione, voglio solo smettere di giocare a tennis in questo momento», aveva dichiarato a caldo la bielorussa, aggiungendo di essere «finita in un baratro mentale molto profondo e oscuro». Parole che hanno fatto il giro del mondo e che hanno acceso i riflettori sulla tenuta psicologica di una delle tenniste più forti del pianeta.
La stessa Sabalenka aveva cercato di trovare spiegazioni esterne, puntando il dito contro le condizioni ambientali: «Non capisco perché abbiano tenuto il tetto aperto con quel vento fortissimo». Ma nel profondo sapeva che il problema era altrove. «Sono stanca di perdere partite in modo inaspettato, devo solo capire quel piccolo dettaglio che a volte non funziona per me», aveva ammesso lucidamente.
La terapia psicologica e la rincorsa a Wimbledon
Dopo Parigi, Aryna Sabalenka non è rimasta ferma ad aspettare che passasse la tempesta. A margine del torneo di Berlino, la bielorussa ha rivelato di aver intrapreso un percorso di terapia psicologica per affrontare le difficoltà di tenuta mentale che l’hanno accompagnata negli ultimi mesi. Una scelta coraggiosa e matura, che testimonia la consapevolezza di dover lavorare su qualcosa che va oltre la tecnica e la preparazione fisica.
Nel frattempo, l’ex campione americano Jim Courier aveva già indicato una strada alla numero uno del mondo, citando l’esempio di Jannik Sinner: «Dico ad Aryna di guardare Jannik. L’anno scorso perse in finale dopo aver avuto tre match point, ma poi si è rilanciato subito, è tornato a lavorare sull’erba ed è diventato campione di Wimbledon per la prima volta». Un paragone calzante, considerando che anche Sinner aveva vissuto un Roland Garros da dimenticare nel 2026, costretto al ritiro per un malore nel match contro Juan Manuel Cerundolo.
I destini di Sinner e Sabalenka si intrecciano idealmente in vista di Wimbledon: entrambi i numeri uno del mondo arrivano al terzo Slam dell’anno con ferite aperte e la voglia di voltare pagina. Per Sabalenka, che non ha mai vinto sull’erba londinese ma ha raggiunto la semifinale per tre volte, Wimbledon rappresenta un’occasione di riscatto speciale. La bielorussa vuole dimostrare che il crollo di Parigi è stato un episodio isolato e che la solidità mentale ritrovata grazie al lavoro con il suo psicologo può fare la differenza nei momenti cruciali.
Non è la prima volta che la Tigre di Minsk si trova a dover gestire la pressione delle grandi occasioni. Già nella stagione precedente aveva perso diverse finali importanti, tra cui le WTA Finals contro Elena Rybakina, e aveva chiuso l’anno con un bilancio in chiaroscuro nonostante la vittoria agli US Open 2025. La sconfitta al Roland Garros 2026 sembra però aver toccato corde più profonde, spingendola a cercare un supporto professionale che possa aiutarla a gestire quei momenti in cui, come lei stessa ha descritto, la mente smette di funzionare e il gioco le sfugge di mano in modo inspiegabile.
Quello che è certo è che Aryna Sabalenka rimane una delle tenniste più forti e carismatiche del circuito. La sua capacità di reagire alle avversità, dimostrata più volte nel corso della carriera, lascia ben sperare in vista della stagione sull’erba. Wimbledon è alle porte, e la numero uno del mondo sa che è lì che si misurerà davvero la sua rinascita.