Del Potro si improvvisa dottore per Jannik Sinner e Carlos Alcaraz

Articolo di Aldo Seghedoni

L'ex campione della racchetta ha voluto dare un consiglio ai due fuoriclasse evidenziando una grossa differenza rispetto ai suoi tempi.

Sempre più tennisti stanno alzando la voce contro i calendari fitti e tra i principali sostenitori della protesta c’è sicuramente Carlos Alcaraz. Il tennista murciano, sfinito dai tantissimi impegni, ha più volte chiesto all’ATP di prendere provvedimenti ma finora non si è mosso nulla.

Giocare così spesso espone inevitabilmente i tennisti a infortuni più frequenti e lo sa bene anche Juan Martín del Potro, che in un’intervista concessa a Marca ha volto dare un consiglio a Jannik Sinner e Carlos Alcaraz: “Il tennis è lo sport più impegnativo che ci sia, tanto più che ci sono tornei praticamente ogni settimana. Questi due sono così forti che possono permettersi di fermarsi per cinque o sei mesi senza perdere posizioni in classifica né molti punti”.

“Ho sentito l’altro giorno che Alcaraz ha dichiarato che avrebbe giocato i tornei che gli andavano. Penso che sia una decisione intelligente e che anche altri giocatori dovrebbero seguire il suo esempio. La grande differenza è che ai miei tempi, quando mi infortunavo, saltare uno o due tornei poteva farmi scendere dal quarto all’ottavo o addirittura al decimo posto in classifica. Oggi, con Sinner e Alcaraz che dominano il resto del circuito, è molto importante che ascoltino il proprio corpo” ha suggerito l’argentino.

Lo stesso del Potro nei giorni scorsi si è sbilanciato sulla sfida tra Sinner e Alcaraz: “Per me Carlos è il migliore al giorno d’oggi. Nessuno ha la completezza di Carlos. Lui e Sinner si stanno contendendo i titoli più prestigiosi. Jannik ha un gioco che assomiglia a quello di Novak Djokovic, perché è molto costante nel rendimento, ma lo spagnolo può fare ogni tipo di colpo ed è magico. Per questo sono un suo grande estimatore”.

Del Potro ha comunque poi sottolineato il potenziale dei connazionali: “Abbiamo una buona generazione di giocatori. A volte sono vittime di troppi saliscendi, ma in generale si esprimono ad alto livello e possono piazzare la zampata quando sono in forma”.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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