"Quando lo vediamo ancora oggi, ritrovo la persona che ho conosciuto a quattro anni"
Andreas Schonegger, primo maestro di Jannik Sinner, ha raccontato a Tuttosport com’era il numero 1 del mondo da bambino: “Educato, ma anche molto vivace e con tanta voglia di divertirsi. Ed è rimasto così. Quando lo vediamo ancora oggi, ritrovo la persona che ho conosciuto a quattro anni”.
“Aveva grinta e testa. Anche giocando a calcio, già da piccolo, continuava ad allenarsi: andava da solo a tirare il pallone in porta. Penso che la sua forza sia proprio quella di non fermarsi mai, di voler sempre migliorare e andare avanti. Se uno è sportivo, in tutti gli sport riesce ad arrivare più velocemente a certi livelli. La mamma all’inizio non era molto contenta di farlo partire, ma Jannik aveva deciso. Per me era una cosa molto bella, una grande soddisfazione. Li abbiamo iniziato a capire che poteva diventare qualcosa di veramente serio. Alla fine è andata bene”
“Quanto opportunismo c’è nell’atteggiamento di chi oggi rivendica l’italianità di Sinner? Questa è una cosa che non riesco a capire, perché noi qui ci sentiamo italiani e siamo italiani. Io, per come sono fatto, non vorrei mai essere austriaco. Anche se parlo tedesco, quella lingua non deve decidere chi siamo. Quelle critiche erano inutili, anche perché certe decisioni non sono state prese da Jannik per una sua volontà di non giocare per l’Italia”, ha concluso.