Il telecronista della Rai ha esaltato gli ascolti del Mondiale paragonandoli a quelli dell'Azzurro
Fanno discutere le parole del telecronista della RAI Alberto Rimedio su Jannik Sinner in una intervista rilasciata a TG1 Talks. Il giornalista dell’emittente pubblica ha rivendicato il successo della RAI durante il Mondiale in Nordamerica, mettendo a confronti i numeri degli ascolti con quelli della finale di Wimbledon di un anno fa tra l’Azzurro e Carlos Alcaraz.
“Si parla tanto e giustamente del grande merito di Sinner. La finale di Wimbledon tra lui e Alcaraz, nel 2025, ha però fatto registrare 6 milioni di telespettatori. Se l’Italia avesse raggiunto la finale del campionato del mondo gli spettatori sarebbero stati almeno 20 milioni, Spagna-Argentina ne ha fatti ugualmente 12. Quindi la passione per il calcio è radicata, fa parte della cultura del nostro paese. Non si può dimenticare questo concetto, non è vero che il calcio in Italia abbia perso seguito”.
I tifosi si sono scatenati sui social: “Rimedio che si vanta di aver battuto Sinner come ascolti è la conferma che il fiato sul collo i calcini lo sentono, eccome”, “È preoccupante che a professionisti del mezzo televisivo bisogna anche spiegare che mettere a confronto ascolti di prime time sulla rete ammiraglia, con ascolti di pomeriggio su canali diversi non ha senso”, “Ma che paragone é la finale di un mondiale con Sinner”, “Roba di cattivo gusto citare Sinner in questa maniera”, “Ma che cavolo c’entra, mandate Sinner o Antonelli sulla RAI”, “Gente che lavora sulla tv pubblica che non sa l’incidenza che può avere che una qualsiasi partita vada in onda sulla Rai o meno”, “Ha avuto ascolti doppi rispetto a Sinner perché la #Rai non sa commentare le partire di tennis”, “La finale di Sinner non è stata trasmessa dalla rai, che confronto del ca…o”.
Rimedio ha poi difeso dalle critiche il commentatore Lele Adani: “Quando io sento delle critiche riferite a Lele, per le quali sostanzialmente si parla di un’esagerazione finalizzata a non so quale scopo, quello che io voglio sottolineare è che lui non finge. Ovviamente per saperlo bisognerebbe stare con lui. Noi abbiamo vissuto praticamente in simbiosi per 40 giorni circa, quelli durante i quali si è svolto il Mondiale, e quindi ho avuto la possibilità di conoscerlo ancora meglio. Non c’è alcuna finzione, lui è così”.