Luciano Darderi

Aggiornato Mar 15 Set 2026 alle 22:15

Le ultime notizie su Luciano Darderi raccontano la storia di un tennista in costante crescita, capace di ritagliarsi un ruolo da protagonista nel tennis italiano e internazionale. L’aggiornamento più recente arriva direttamente da Flushing Meadows: l’italo-argentino ha conquistato gli ottavi di finale degli US Open 2026, battendo l’australiano Dane Sweeny con un netto 6-4, 6-3, 6-3 in meno di due ore e un quarto. Una vittoria autorevole, che assume un sapore ancora più dolce considerando che Sweeny era lo stesso giocatore che aveva eliminato Lorenzo Musetti al turno precedente, approfittando del malore accusato dal carrarino a causa del caldo estremo di New York.

Darderi diventa così l’unico italiano rimasto nel tabellone maschile di uno Slam che si presenta particolarmente aperto, soprattutto in assenza di Jannik Sinner — numero uno del mondo e campione in carica nel 2024 — costretto al forfait per un’infiammazione ai tendini del ginocchio destro. Anche Flavio Cobolli, quinta testa di serie, ha salutato il torneo al terzo turno, sconfitto a sorpresa dal belga Alexander Blockx in quattro set. In questo scenario, ‘Luli’ si trova a recitare un ruolo da protagonista inatteso per i colori azzurri.

Il cammino a New York: carattere e solidità

Il percorso di Darderi verso gli ottavi non è stato privo di ostacoli. All’esordio contro Wendelken, l’azzurro aveva dovuto fare i conti con un campo reso scivoloso dalla pioggia, vincendo comunque in quattro set con 15 ace e 147 punti complessivi. Al secondo turno, invece, era arrivata una battaglia vera contro il ceco Dalibor Svrcina, numero 134 del ranking ATP: oltre tre ore di gioco, racchette rotte da entrambe le parti, 20 doppi falli del ceco e un tie-break perso nel secondo set prima di imporsi con il punteggio di 6-3, 6-7(5), 6-4, 6-4. Contro Sweeny, infine, è arrivata la prova più convincente: solida, continua, dominante dall’inizio alla fine.

Questo approdo agli ottavi di finale Slam è il secondo della carriera per Darderi, dopo quello raggiunto agli Australian Open 2026, dove era stato fermato solo dallo strapotere di Jannik Sinner con il punteggio di 6-1, 6-3, 7-6. Una crescita evidente, costruita con pazienza e lavoro su una superficie — il cemento — che in passato non era certo il suo terreno preferito.

Una stagione da incorniciare, tra alti e bassi

Le ultime news su Darderi fotografano una stagione 2026 ricca di soddisfazioni, ma anche di momenti difficili che ne hanno messo in luce sia le qualità che le fragilità. Il punto più alto era arrivato a maggio, con la straordinaria cavalcata agli Internazionali d’Italia: l’azzurro aveva eliminato in sequenza Hanfmann, Tommy Paul e il numero 3 del mondo Alexander Zverev — rimontando da un set a zero e annullando quattro match point nel tie-break del secondo — prima di battere alle 2 di notte Rafael Jodar in una partita sospesa per il fumo dei fuochi d’artificio dell’Olimpico. La semifinale contro Casper Ruud, persa 6-1, 6-1, era arrivata con le energie quasi esaurite dopo una settimana logorante, ma il pubblico del Foro Italico lo aveva comunque salutato con applausi convinti.

A luglio, sulla terra rossa di Bastad, Darderi aveva raggiunto la finale del Nordea Open, cedendo ad Andrey Rublev 6-4, 6-3 e mancando la difesa del titolo vinto nel 2025. Sull’erba, invece, la stagione era stata avara di soddisfazioni: eliminato al primo turno di Wimbledon dall’americano Ethan Quinn e ai quarti di Maiorca da Nuno Borges, confermando le difficoltà su questa superficie. A Montreal aveva raggiunto per la prima volta in carriera i quarti di finale in un Masters 1000, superando in rimonta Borges, prima di cedere all’americano Brandon Nakashima in un’ora e 17 minuti. La settimana successiva, a Winston-Salem, era arrivata una sconfitta pesante contro l’olandese Van De Zandschulp con il mortificante 6-1, 6-0, che aveva fatto da contraltare alle ambizioni in vista degli US Open.

Come aveva osservato Diego Nargiso, ex tennista azzurro e commentatore di Supertennis: ‘Conosco Luciano da quando era piccolo. Ha fatto un salto incredibile, ma credo dovrà mettere un po’ da parte spregiudicatezza e spirito da lottatore, trovando un’identità, perché sul veloce gioca davvero bene’. Parole che sembrano trovare conferma proprio nel percorso di Darderi a New York, dove l’italo-argentino ha mostrato una maturità tattica e mentale crescente, capace di gestire le difficoltà senza perdere il filo del gioco. Ora, con gli ottavi di finale conquistati a Flushing Meadows, il classe 2002 si candida a sorpresa positiva di uno Slam tra i più aperti degli ultimi anni.