Julio Velasco

Aggiornato Sab 05 Set 2026 alle 22:32

Le ultime notizie su Julio Velasco raccontano di un commissario tecnico che non si ferma mai, capace di costruire un ciclo vincente straordinario con la Nazionale femminile di pallavolo e ora proiettato verso un nuovo obiettivo: i Campionati Europei 2026. Dopo l’oro olimpico di Parigi 2024 e il titolo mondiale conquistato in Thailandia nel settembre 2025, il tecnico argentino guida un gruppo che ha riscritto la storia del volley italiano, e non ha alcuna intenzione di smettere di farlo.

Gli Europei 2026: la lista delle 14 Azzurre e il debutto a Göteborg

La novità più recente riguarda la convocazione ufficiale per gli Europei femminili di pallavolo 2026, in programma dal 21 agosto al 6 settembre in quattro Paesi: Turchia, Repubblica Ceca, Azerbaigian e Svezia. Velasco ha definito la lista delle 14 azzurre che prenderanno parte alla rassegna continentale, con l’Italia inserita nel Gruppo D di Göteborg insieme a Croazia, Montenegro, Svezia, Slovacchia e Francia. Il debutto è fissato per il 21 agosto contro la Croazia allo Scandinavium.

Tra le convocate figurano i nomi più attesi: in regia Alessia Orro e Carlotta Cambi, in banda Myriam Sylla, Ekaterina Antropova, Stella Nervini e Gaia Giovannini. Al centro la capitana Anna Danesi, Sarah Fahr, Linda Nwakalor e Denise Meli, mentre nel ruolo di opposto ci saranno Paola Egonu e Merit Adigwe. I liberi saranno Ilaria Spirito ed Eleonora Fersino. Assente Loveth Omoruyi, ferma per infortunio rimediato durante il torneo in Polonia. La preparazione estiva ha incluso il collegiale di Cavalese e il Memorial Agata Mróz-Olszewska in Polonia, chiuso con la vittoria finale.

La motivazione è chiara: nella precedente edizione degli Europei le Azzurre erano rimaste fuori dal podio, eliminate in semifinale dalla Turchia e sconfitte nella finale per il terzo posto dall’Olanda. Campionesse del mondo e olimpiche in carica, le ragazze di Velasco vogliono prendersi una rivincita a livello continentale. Scopri le 14 convocate per gli Europei 2026.

La VNL 2026 e la fine dell’esperimento Antropova in posto quattro

Prima di arrivare agli Europei, la stagione 2026 dell’Italvolley è passata attraverso una Volleyball Nations League ricca di spunti tattici e qualche rimpianto. Il dato più significativo emerso durante la VNL riguarda la decisione di Velasco di chiudere definitivamente l’esperimento di Ekaterina Antropova nel ruolo di schiacciatrice in posto quattro. Dopo alcune settimane di test, il ct ha riportato la giocatrice nel suo ruolo naturale di opposta, ottenendo subito risposte convincenti: «L’esperimento di Antropova in posto quattro è da ritenersi chiuso. Voglio essere da subito chiaro. Secondo me per noi Kate è troppo importante come opposto», ha dichiarato Velasco dopo il netto 3-0 al Giappone.

Il percorso in VNL 2026 si è concluso con un terzo posto, dopo la sconfitta in semifinale contro il Brasile per 3-2. Una battuta d’arresto che ha interrotto una striscia di imbattibilità durata quasi due anni, ma che lo stesso Velasco ha interpretato in chiave costruttiva: «Dobbiamo accettare questo ko e imparare a giocare dopo una sconfitta. Penso che questo ci farà crescere». Egonu e Antropova erano state ben controllate dalla difesa brasiliana, e la top scorer del match era stata la verdeoro Ana Cristina con 23 punti. Il ko contro il Brasile in semifinale di VNL.

Nel corso della preparazione estiva, Velasco ha anche aperto le porte della Nazionale maggiore a Safa Allaoui, giovane palleggiatrice della ChorusLife Volley Bergamo classe 2006, fresca vincitrice dell’oro europeo Under 22. La convocazione al collegiale di Cavalese ha rappresentato un segnale preciso della volontà del ct di ampliare il bacino delle palleggiatrici di alto livello in vista del futuro.

Un ciclo storico e la continuità fino a Los Angeles 2028

Per comprendere appieno il contesto in cui si inseriscono queste ultime news su Velasco, è necessario ricordare la portata del ciclo vincente costruito dal tecnico argentino. Dopo l’oro olimpico di Parigi 2024, le Azzurre hanno conquistato il titolo mondiale in Thailandia nel settembre 2025, battendo il Brasile in una semifinale epica al tie-break e poi vincendo la finale. «Questa vittoria mi ha dato emozioni maggiori rispetto all’Olimpiade, perché questa è stata una competizione lunga, difficile e piena di insidie», aveva dichiarato Velasco dopo il trionfo iridato.

A tutto questo si aggiungono due titoli in Nations League e una gestione del gruppo che ha fatto scuola anche al di fuori della pallavolo: nell’ottobre 2025 Velasco era stato ospite del raduno dell’Italrugby a Verona, su invito del ct Gonzalo Quesada, per uno scambio di metodologie e filosofie di allenamento. Un riconoscimento trasversale del suo valore come allenatore, confermato anche dalla laurea magistrale ad honorem in Psicologia conferitagli dall’Università di Trieste nel maggio 2025.

Sul fronte della continuità, Velasco aveva già sciolto le riserve nell’ottobre 2024, annunciando la volontà di proseguire sulla panchina azzurra fino alle Olimpiadi di Los Angeles 2028: «Sento ancora gli occhi da tigre». Un impegno confermato dai fatti, con un ct che continua a rinnovarsi — come dimostra l’apertura ai giovani talenti — senza mai perdere di vista l’obiettivo principale. Le parole di Velasco dopo il titolo mondiale.