Fabio Capello

Aggiornato Mar 11 Ago 2026 alle 10:21

Le ultime notizie su Fabio Capello raccontano di un uomo ancora al centro del dibattito calcistico italiano, capace di influenzare l’opinione pubblica con analisi taglienti e proposte che fanno discutere. Dalle colonne della Gazzetta dello Sport ai microfoni di Sky Sport, Don Fabio continua a essere una delle voci più autorevoli e ascoltate del panorama sportivo nazionale.

Il Pallone d’Oro alla memoria per Franco Baresi: la proposta di Capello

La notizia più recente e commovente che riguarda Capello è legata alla scomparsa di Franco Baresi, il leggendario capitano del Milan con cui l’ex allenatore ha condiviso alcune delle pagine più gloriose del calcio italiano. In questo clima di dolore collettivo, Capello ha lanciato una proposta destinata a fare storia: assegnare a Baresi un Pallone d’Oro alla memoria. “Diamogli un Pallone d’Oro alla memoria. Adesso è tutto diverso, probabilmente con il suo carattere Franco non sarebbe stato molto sui social. Ma credo che un premio internazionale alla memoria lo meriterebbe. Per come era e per come si comportava”, ha dichiarato ai microfoni della Gazzetta dello Sport.

Le parole di Capello assumono un peso particolare considerando il rapporto profondo che lo lega a Baresi: lo ha allenato in due fasi diverse della carriera rossonera, prima nel 1987 e poi nel lungo ciclo tra il 1991 e il 1996, guidandolo verso una Coppa dei Campioni, quattro Scudetti e numerose Supercoppe. La proposta del Pallone d’Oro alla memoria ha trovato consensi unanimi tra addetti ai lavori ed ex calciatori, diventando rapidamente un appello condiviso da tutto il mondo del calcio. Baresi era stato sette volte candidato al Pallone d’Oro senza mai vincerlo, sfiorando il trionfo nel 1989 quando chiuse secondo dietro al compagno di squadra Marco van Basten.

Il caos della Nazionale italiana: Capello contro Mancini, fiducia in Conte

Sul fronte della Nazionale italiana, Capello è tornato a far sentire la sua voce con forza dopo settimane di turbolenze federali. Le dimissioni di Paolo Maldini e del suo advisor Leonardo dal ruolo di direttore tecnico hanno rimescolato le carte, costringendo la FIGC e il presidente Giovanni Malagò a ripartire da zero. In questo contesto caotico, le dichiarazioni di Capello sul futuro della panchina azzurra hanno acceso il dibattito: Don Fabio ha bocciato senza appello il possibile ritorno di Roberto Mancini, definendolo inaccettabile dopo l’abbandono della Nazionale per andare a guadagnare in Arabia Saudita. “Come si fa a lasciare la Nazionale senza nessun motivo per andare a prendere i soldi in Arabia Saudita? Quello che ha fatto, secondo me, è molto grave”, ha tuonato l’ex commissario tecnico di Inghilterra e Russia.

Il nome che Capello ha indicato come soluzione ideale è quello di Antonio Conte: “È un ottimo allenatore. Nel suo biennio aveva fatto quello che ci si aspetta da un commissario tecnico della Nazionale e lui lo fa sempre attraverso i risultati”. Una posizione coerente con quanto sostenuto già nei mesi precedenti, quando Capello aveva indicato Conte come il profilo perfetto per guidare la ricostruzione azzurra, sottolineandone la grinta e la capacità di trasmettere motivazione ai giocatori. Più scettico, invece, sulla candidatura di Pep Guardiola al ruolo di selezionatore: “La nazionale è un altro mestiere, non lavori tutti i giorni e la difficoltà è proprio questa: non sei un allenatore, sei un selezionatore”.

Capello aveva anche commentato con amarezza il mancato ripescaggio dell’Italia ai Mondiali: “Io faccio il tifo per l’Italia in tutti i modi e mi sarebbe piaciuto vedere gli Azzurri ai Mondiali”, aveva dichiarato in esclusiva a Sportal.it a margine della Milano Football Week. Una delusione che si inserisce in un quadro più ampio di preoccupazione per lo stato del calcio italiano, che secondo l’ex tecnico ha perso la propria identità cercando di imitare modelli stranieri.

Le analisi sul campionato: Inter, Milan e la lotta scudetto

Nelle ultime settimane e nei mesi precedenti, le ultime notizie su Capello hanno riguardato anche le sue analisi sul campionato italiano. Particolarmente seguiti i suoi giudizi sull’Inter di Cristian Chivu, che Don Fabio ha osservato con occhio critico nel corso della stagione. Dopo il derby vinto dal Milan, Capello aveva individuato un problema psicologico nei nerazzurri: “Una caratteristica pericolosa dell’Inter è che quando segna poi diventa piatta e monotona, perde la determinazione che aveva prima”. Parole dure, che avevano alimentato le speranze rossonere di rimonta in campionato.

Sul Milan, invece, Capello non aveva risparmiato critiche nemmeno alla gestione di Massimiliano Allegri, definendo i rossoneri “una squadra che va per tentativi” e priva di quella personalità necessaria per competere ai massimi livelli. Le bordate di Capello al Milan di Allegri avevano fatto discutere, soprattutto per il confronto con l’Inter, definita una squadra con “una personalità unica”. Un filo conduttore che attraversa molte delle sue analisi recenti: la convinzione che il calcio italiano abbia bisogno di carattere, identità e coraggio, valori che Capello ha sempre incarnato sia come calciatore che come allenatore, e che oggi ritrova nel ricordo commosso del suo Franco Baresi.