Trapani Shark

Aggiornato Lun 04 Mag 2026 alle 11:27

La vicenda della Trapani Shark si è conclusa definitivamente il 31 marzo 2026, quando il Collegio di Garanzia del CONI, riunito a Sezioni Unite sotto la presidenza di Gabriela Palmieri, ha rigettato tutti i ricorsi presentati dal club siciliano. Una sentenza che ha scritto l’ultimo capitolo di una storia travagliata, iniziata mesi prima tra penalizzazioni, partite farsa e uno scontro frontale con le istituzioni del basket italiano.

La caduta della Trapani Shark: dalle penalizzazioni all’esclusione

Le ultime notizie sulla Trapani Shark raccontano una parabola discendente iniziata già prima dell’inizio della stagione 2025-2026, quando il club granata aveva dovuto fare i conti con una penalizzazione di quattro punti in classifica. Nonostante questo handicap, la squadra allenata da Jasmin Repesa aveva dimostrato grande valore sul campo, vincendo le prime tre partite e scalando la classifica. Ma i problemi amministrativi e finanziari continuavano ad accumularsi.

A novembre 2025 arrivò un ulteriore punto di penalizzazione per il mancato versamento di una rata all’Agenzia delle Entrate, seguito a fine dicembre da altri tre punti e dall’inibizione biennale del presidente Valerio Antonini. Il totale salì rapidamente a otto, poi a dieci punti di penalizzazione, rendendo la posizione in classifica sempre più precaria. Nel frattempo, il clima si surriscaldava: il direttore sportivo Valeriano D’Orta minacciò pubblicamente di non presentarsi alla gara contro la Virtus Bologna, accusando FIP e LBA di “accanimento persecutorio”.

La rottura definitiva avvenne tra il 6 e il 10 gennaio 2026. Prima la partita farsa in Champions League contro l’Hapoel Holon, durata meno di sette minuti con soli cinque giocatori a referto che si caricarono sistematicamente di falli fino all’interruzione sul 38-5. Poi il forfait nella gara di Serie A contro la Virtus Bologna, assegnata a tavolino 20-0 con una multa da 50.000 euro. Infine, il 10 gennaio, un’altra partita farsa in campionato contro Trento, conclusa dopo appena 4 minuti e 11 secondi con i granata rimasti senza giocatori disponibili.

Il 12 gennaio 2026 il Giudice Sportivo Nazionale emise il verdetto: esclusione dal campionato, annullamento di tutte le partite disputate, ammenda da 600.000 euro e inibizione di tre mesi per Antonini. Una decisione che stravolse la classifica, con squadre come Virtus Bologna, Tortona, Varese e Sassari che persero i punti conquistati contro i granata.

Il CONI chiude ogni porta: i ricorsi respinti

Dopo l’esclusione, la Trapani Shark aveva tentato ogni strada legale per ribaltare la situazione. La Corte Sportiva di Appello della FIP aveva già confermato il provvedimento a febbraio 2026, respingendo il reclamo del club. L’ultimo tentativo fu davanti al Collegio di Garanzia del CONI, che a fine marzo ha rigettato entrambi i ricorsi presentati dalla società: quello contro la penalizzazione di un punto deliberata dal Consiglio Federale a novembre 2025 e quello contro l’esclusione stessa dal campionato.

Il Collegio ha disposto in entrambi i casi la compensazione integrale delle spese del giudizio, sancendo in via definitiva la legittimità di tutte le sanzioni comminate. La Lega Basket aveva già preso posizione netta subito dopo l’esclusione, con l’assemblea dei club che aveva conferito mandato al presidente Maurizio Gherardini per tutelare l’immagine del campionato in ogni sede competente. FIP e LBA avevano parlato senza mezzi termini di comportamenti “lesivi dell’immagine dell’intero movimento”.

Le conseguenze sportive dell’esclusione sono state significative: il campionato di Serie A 2025-2026 si è disputato con quindici squadre anziché sedici, con una sola retrocessione prevista invece delle due originarie. La regular season tornerà a sedici partecipanti nella stagione 2026-2027.

Il futuro dei giocatori dopo il naufragio

Mentre la società combatteva nelle aule della giustizia sportiva, i giocatori avevano già iniziato a cercare nuove sistemazioni. Matthew Hurt, ex stella di Duke, aveva lasciato Trapani a inizio gennaio per accasarsi al Cedevita, dopo 18 partite con una media di 8,8 punti. Ryan Arcidiacono, il play statunitense con un passato in NBA tra Chicago Bulls e New York Knicks, era diventato free agent e a marzo risultava nel mirino del Napoli Basket, alla ricerca di rinforzi per il finale di stagione.

La vicenda Trapani Shark resterà nella memoria del basket italiano come uno dei casi più clamorosi degli ultimi anni: una società che aveva raggiunto le semifinali scudetto nella stagione precedente e partecipato alla Champions League, travolta in pochi mesi da una spirale di problemi finanziari, scontri istituzionali e scelte sportive incomprensibili. Il sigillo definitivo del CONI ha chiuso ogni possibilità di riscrittura della storia.