Portogallo
Aggiornato Ven 02 Ott 2026 alle 17:43Il Portogallo è stato assoluto protagonista della scena calcistica internazionale negli ultimi mesi, con una serie di eventi che hanno tenuto banco dalle qualificazioni mondiali fino alle ultime news di Nations League. Le ultime notizie raccontano di una nazionale in piena transizione, alle prese con il delicato passaggio generazionale tra la leggenda di Cristiano Ronaldo e la nuova generazione di talenti guidata da Gonçalo Ramos.
Gonçalo Ramos si risveglia con il Portogallo
La novità più fresca riguarda proprio il centravanti del Milan, che in Nations League ha ritrovato il feeling con il gol contro la Norvegia a Oslo. Ramos decisivo contro la Norvegia: il numero 9 rossonero ha firmato il gol del definitivo 2-1 al 54′, realizzato con un pregevole pallonetto dopo aver strappato il pallone dai piedi del portiere avversario Nyland. Un gol di classe e cinismo, a cui ha fatto seguito un secondo centro al 59′ — poi annullato dal VAR — che ha comunque confermato lo stato di forma ritrovato dell’attaccante. Un segnale importante per il nuovo ct Jorge Jesus, che aveva scelto Ramos come titolare preferendolo persino a Cristiano Ronaldo nel ballottaggio per una maglia da titolare.
Il tempismo non è casuale: Ramos arrivava da un avvio di stagione difficile con il Milan, dove aveva segnato un solo gol in campionato dopo essere stato acquistato per circa 70 milioni di euro — cifra record nella storia del club rossonero. La prestazione con la Seleção das Quinas rappresenta dunque un segnale di risveglio atteso, che il Milan spera possa tradursi presto anche in Serie A.
Il lungo addio di Cristiano Ronaldo alla Nazionale
Parallelamente, le ultime notizie sul Portogallo non possono prescindere dalla figura ingombrante e affascinante di Cristiano Ronaldo. Il fuoriclasse di Madera, 41 anni compiuti, ha vissuto un Mondiale 2026 tra luci e ombre: eliminato agli ottavi di finale dalla Spagna con un gol di Merino al 91′, CR7 ha chiuso la sua avventura iridata in lacrime, salutando i tifosi con la consapevolezza che quello era il suo ultimo Mondiale. Le lacrime di Ronaldo ai Mondiali hanno fatto il giro del mondo, simbolo di un’era che si chiude.
Durante il torneo, le polemiche non erano mancate. Dopo il deludente pareggio all’esordio contro la Repubblica Democratica del Congo, la stampa portoghese — in testa il quotidiano A Bola — aveva chiesto apertamente l’esclusione di Ronaldo, sostenendo che «a 41 anni non puoi reggere 90 minuti ad alta intensità». Il ct Roberto Martinez aveva invece continuato a schierarlo titolare, scatenando un dibattito che aveva coinvolto anche i social e persino le compagne dei giocatori. Nonostante le polemiche, CR7 aveva risposto sul campo segnando una doppietta contro l’Uzbekistan e diventando il primo giocatore nella storia a segnare in sei diverse edizioni dei Mondiali — un record che Messi non potrà mai battere, avendo saltato il Mondiale 2010.
Ora, con Jorge Jesus nuovo commissario tecnico, Ronaldo è stato comunque convocato per la Nations League. In conferenza stampa, l’ex stella di Real Madrid, Manchester United e Juventus ha risposto con la consueta grinta alle critiche: «Non posso dire tutto quello che penso perché devo essere politicamente corretto, so bene che alcuni media hanno deciso di farmi fuori ma non è un problema per me: schiverò i loro proiettili». Ha poi ribadito i suoi due obiettivi: raggiungere i mille gol in carriera e vincere con il Portogallo, a partire dalla Nations League. La replica durissima di CR7 ha sorpreso molti addetti ai lavori, abituati a dichiarazioni più concilianti.
Una nazionale in transizione tra vecchie glorie e nuovi protagonisti
Il filo conduttore di questi mesi è dunque quello di un Portogallo che cerca la propria identità nel post-Ronaldo, pur non riuscendo ancora a fare a meno di lui. La generazione di talenti che affianca CR7 — da João Neves a Bruno Fernandes, da Rafael Leão a Gonçalo Ramos — è tra le più ricche d’Europa, ma ha faticato a esprimersi pienamente quando il peso del gioco veniva scaricato sulle spalle del capitano. Significativo, in tal senso, quanto riportato da A Bola durante i Mondiali: dopo l’uscita di Ronaldo nel corso di un’amichevole contro il Cile, il Portogallo era diventato «più mobile, più imprevedibile» e aveva sbloccato il risultato.
Con Jesus in panchina, la nazionale portoghese sembra voler trovare un nuovo equilibrio, valorizzando i giovani talenti senza rinunciare all’esperienza di Ronaldo, almeno per ora. La prestazione di Ramos contro la Norvegia è il segnale più concreto che il ricambio generazionale è in corso: il centravanti del Milan, acquistato in estate dal PSG, sta cercando di raccogliere un’eredità pesante, quella di essere il nuovo riferimento offensivo di una nazionale abituata a vincere e a fare notizia in tutto il mondo.