Rafael Leao e il peso della ‘7’ di Cristiano Ronaldo: appassionati divisi sulla prestazione dell’ex Milan

Articolo di Nicola Lama

La prova del calciatore attualmente al Galatasaray è stata interpretata in modi opposti dagli addetti ai lavori.

Per la prima volta dopo la clamorosa rottura tra Cristiano Ronaldo e il commissario tecnico Jorge Jesus, la storica maglia numero 7 del Portogallo è finita sulle spalle di Rafael Leao. Un dettaglio che non è passato inosservato, considerando che quel numero è stato identificato per oltre vent’anni con le imprese di CR7 e con alcune delle pagine più importanti della storia della selezione lusitana.

Contro la Danimarca, nella vittoria per 4-2 del Portogallo in Nations League, l’ex attaccante del Milan (oggi al Galatasaray) è partito titolare e ha disputato 63 minuti, prima di lasciare il posto a Trincao sul punteggio di 2-2. Una prestazione che probabilmente non rimarrà negli annali e che ha attirato diverse critiche negative fra appassionati e addetti ai lavori, pur trovando, dall’altra parte, anche qualche applauso nemmeno troppo timido.

Leao ha infatti contribuito alla manovra offensiva creando un’occasione da gol, completando il 90% dei passaggi tentati (18 su 20) e recuperando due palloni, mostrando disponibilità anche nella fase di non possesso. I numeri del classe 1999 descrivono una prova ordinata, pur senza le accelerazioni e le giocate decisive che tifosi e addetti ai lavori si aspettano da un calciatore del suo talento.

Il punto, però, è proprio questo. Indossare la numero 7 del Portogallo significa inevitabilmente fare i conti con il paragone più ingombrante possibile: Cristiano Ronaldo ha trasformato quel numero in un simbolo, costruendo una carriera leggendaria con la maglia della nazionale fatta di record, trofei e gol decisivi. Per chiunque venga chiamato a raccoglierne l’eredità, le aspettative si alzano automaticamente.

In una serata in cui il Portogallo ha trovato i gol da Cancelo, Gonçalo Ramos, Vitinha e Joao Felix, Rafael Leao ha svolto il proprio compito senza particolari acuti, ma anche senza commettere errori rilevanti. La sensazione, comunque, è che il dibattito sulla maglia numero 7 sia destinato ad accompagnarlo ancora a lungo. Perché se una prestazione sufficiente può bastare per un giocatore qualsiasi, quando sulle spalle c’è il numero che per due decenni è stato di Cristiano Ronaldo, il giudizio diventa inevitabilmente più severo.

Insieme con la musica lo sport è sempre stato al centro dei suoi interessi. Gli piace leggere e scrivere ed è anche appassionato di cinema: il suo idolo è Quentin Tarantino e il suo film preferito è Pulp Fiction.

TG SPORT

Articoli correlati