Pallacanestro Trieste

Aggiornato Dom 28 Giu 2026 alle 13:04

La Pallacanestro Trieste attraversa una delle fasi più turbolente della sua storia recente. Tra cambi di proprietà, incertezze infrastrutturali e un futuro ancora tutto da definire, le ultime notizie sul club biancorosso dipingono uno scenario complesso che tiene con il fiato sospeso tifosi, istituzioni e addetti ai lavori.

La nuova proprietà e le dimissioni di Matiasic

Il capitolo più recente si è aperto con le dimissioni di Paul Matiasic dalla carica di presidente, confermate dalla TGR Rai del Friuli Venezia Giulia. L’avvocato californiano, che per settimane aveva tenuto aperta l’opzione di trasferire il titolo sportivo del club a Roma nell’ambito del suo Cotogna Sports Group, ha infine fatto un passo indietro cedendo le proprie quote a un fondo di investimenti americano. Quest’ultimo, insieme agli attuali soci, controlla ora il 99% della società giuliana. Secondo quanto confermato dalla redazione Rai del Friuli-Venezia Giulia, il nuovo assetto societario vedrebbe come presidente il ex giocatore di football Conor Barwin, figura di riferimento del fondo statunitense subentrato nella gestione del club.

La mossa ha di fatto scongiurato lo spettro del trasferimento del titolo sportivo, ma ha aperto una nuova fase di incertezza sulla governance. In questo contesto si inserisce la voce di Gianluca Mauro, che in un comunicato stampa ha voluto fare chiarezza sulla propria posizione. L’ex artefice del rilancio del club in Serie A ha dichiarato di aver presentato una manifestazione d’interesse concreta e strutturata per rilevare la Pallacanestro Trieste 2004 S.r.l., avvalendosi della consulenza dello Studio Usoni & Partners e dell’Avvocato Maurizio Miculan. “A tale manifestazione d’interesse non è seguito alcun riscontro. Nessuna risposta formale, né alcun confronto nel merito”, ha affermato Mauro, che ha comunque confermato la propria disponibilità al dialogo: “La porta resta aperta: qualora vi fosse la reale volontà di costruire qualcosa di serio e duraturo per la pallacanestro a Trieste, siamo pronti a sederci al tavolo”. Un messaggio chiaro, che chiude con lo slogan diventato simbolo della sua filosofia: “La gente come noi non molla mai”.

Il nodo del PalaRubini e la mobilitazione popolare

Alla questione societaria si intreccia un problema infrastrutturale ancora irrisolto. La Pallacanestro Trieste ha comunicato di non aver partecipato alla gara per la concessione del PalaRubini, motivando la scelta con le condizioni economiche e gestionali fissate nel bando, ritenute non sostenibili. Il club ha contestualmente richiesto un nuovo incontro urgente con le autorità locali, dichiarandosi impegnato nella ricerca di sponsor e nuovi investitori come elemento essenziale per perfezionare l’iscrizione al prossimo campionato di Serie A.

La città non è rimasta a guardare. I tifosi biancorossi si sono mobilitati con manifesti affissi in diversi quartieri e una petizione online che ha raccolto migliaia di firme, con lo slogan “Tutto questo non può finire” diventato il simbolo della resistenza della piazza giuliana. Anche il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga ha preso posizione, dichiarando di voler fare chiarezza sulla situazione e auspicando “una via d’uscita che riesca a mettere assieme tutte le esigenze”. Una mobilitazione che ha persino ispirato i tifosi di Basket Torino, alle prese con problemi simili, a lanciare una propria petizione sul modello triestino.

Una stagione sportiva da ricordare

Paradossalmente, tutto questo caos societario arriva dopo una delle stagioni più esaltanti nella storia recente del club. Sul campo, la Pallacanestro Trieste ha disputato un campionato di altissimo livello, con Jahmi’us Ramsey che si è laureato miglior marcatore della regular season con 540 punti totali e una media di 19,3 punti a partita, conquistando l’Antonello Riva Trophy. Un riconoscimento che certifica la supremazia offensiva della guardia americana, capace di segnare con continuità e varietà di soluzioni per tutta la stagione.

Ai playoff, i giuliani hanno trascinato la Germani Brescia fino a Gara 5 nei quarti di finale, in una serie combattutissima che ha messo in mostra il carattere e la qualità tecnica della squadra guidata da coach Francesco Taccetti. La difesa è stata la chiave del gioco triestino, come sottolineato dallo stesso allenatore dopo la vittoria in Gara 4: “Tenere una squadra del genere solo a 77 punti vuol dire fare una grandissima partita in difesa”. Brescia ha poi chiuso la serie in Gara 5, ma il cammino di Trieste ha lasciato il segno nell’intera pallacanestro italiana.

A rendere ancora più amaro il momento attuale è l’addio di Jeff Brooks, pilastro fondamentale del progetto nelle ultime due stagioni. L’ala italo-americana ha voluto precisare che non è stata una sua scelta lasciare il club: “Non è stata una mia scelta, ma quando qualcosa finisce, bisogna ricordare che quando l’uomo fa progetti, Dio ride”. Brooks, autore di momenti indimenticabili come il canestro decisivo in Coppa Italia contro Trapani e il tap-in in Ungheria in Basketball Champions League, sembra destinato a una nuova avventura, con la Dinamo Sassari che si fa avanti come possibile destinazione.

Le ultime notizie sulla Pallacanestro Trieste restituiscono dunque l’immagine di un club sospeso tra un passato glorioso e un futuro ancora incerto, tra una tifoseria che non vuole arrendersi e una governance in piena ridefinizione. L’iscrizione al prossimo campionato di Serie A rimane l’obiettivo immediato, ma la strada appare ancora lunga e tortuosa.