Stando a quanto riferito da Superbasket il ministro dell'Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti ha lasciato intendere che, nel basket, la Federazione Italiana Pallacanestro potrebbe introdurre una doppia deroga per favorire l'ingresso di due nuove realtà a Roma.
Siamo ancora nel campo delle indiscrezioni, ma stando a quanto riferito da Superbasket il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti ha lasciato intendere che, nel basket, la Federazione Italiana Pallacanestro potrebbe introdurre una doppia deroga per favorire l’ingresso di due nuove realtà a Roma. Una sembrerebbe già individuata, legata al progetto passato da Cremona con la cordata Nelson; resta invece da chiarire se la seconda possa riguardare Trieste. Una situazione intricata che sta lasciando con il fiato sospeso più di una tifoseria mentre la regular season va verso la conclusione e ci sono ancora dei verdetti da emettere.
Sul fronte cremonese, il quadro si fa sempre più nitido nella sua amarezza. La Vanoli Cremona giocherà domenica al PalaRadi l’ultima partita casalinga della stagione contro la Reyer Venezia, in quella che potrebbe essere stata anche l’ultima della sua storia. Non è arrivato alcun annuncio ufficiale sulla fine del progetto, ma il clima attorno alla società lombarda lascia intendere che l’epilogo sia vicino. La sconfitta contro Varese ha del resto praticamente spento le speranze playoff, e Aldo Vanoli, che ha costruito questo progetto in oltre due decenni da sponsor e sedici anni da proprietario unico, sembra pronto a calare il sipario su una storia che ha regalato alla città traguardi importanti, dalla Coppa Italia conquistata nel 2019 a Firenze al “grande slam” in A2. Come ha scritto il giornalista Daniele Duchi su La Provincia di Cremona, Vanoli “sta vivendo questo momento con orgoglio per quanto fatto ma anche con sofferenza per un epilogo che, ve lo assicuro, neppure lui avrebbe voluto”.
Qualora Cremona dovesse effettivamente lasciare il posto libero senza un acquirente del titolo sportivo, si aprirebbe un ulteriore scenario da gestire per la FIP. In quel caso, oltre alla deroga per Roma legata alla cordata Nelson, si libererebbe un posto aggiuntivo in Serie A, e già iniziano a circolare le prime ipotesi su chi potrebbe beneficiarne: la seconda retrocessa tra Sassari, Treviso e Cantù, oppure la perdente dei playoff di A2 che stanno per prendere il via.
Sul versante romano, la partita si gioca su più tavoli contemporaneamente. Il progetto legato all’attuale proprietà di Trieste, guidato da Paul Matiasic, punterebbe su Ettore Messina come prima scelta per la guida tecnica della nuova franchigia capitolina. L’ex tecnico dell’Olimpia Milano, dimissionario lo scorso novembre, ha lasciato intendere in più occasioni la propria disponibilità a rimettersi in gioco, e il ruolo che gli verrebbe ritagliato a Roma sarebbe duplice, tecnico e dirigenziale, sul modello di quanto faceva il suo mentore Gregg Popovich ai San Antonio Spurs. In alternativa, circola anche il nome di Luca Banchi, attuale commissario tecnico della nazionale italiana e seguito pure dalla Reyer Venezia.
A conferire ulteriore peso strategico all’intera vicenda è lo sfondo NBA Europe, la nuova competizione che dovrebbe prendere il via nella stagione 2027-28 con dodici club ammessi di diritto e altri quattro attraverso un sistema meritocratico. Lo stesso presidente della FIP, Gianni Petrucci, ha confermato che le realtà interessate al progetto in Italia sono concrete: “Sulla carta oggi sono due le realtà che si stanno manifestando. E sono realtà vere, non sono chiacchiere”. Roma e Milano restano i due mercati italiani individuati come strategici dall’NBA per bacino d’utenza, visibilità e potenziale commerciale, e chi riuscirà a presentare il progetto più convincente si troverà in una posizione di vantaggio decisivo.