Olimpia Milano

Aggiornato Lun 05 Ott 2026 alle 23:40

L’Olimpia Milano è reduce da una settimana intensa e ricca di emozioni, culminata con la vittoria nel derby italiano di Eurolega contro la Virtus Bologna. Le ultime notizie raccontano di una squadra in crescita, capace di vincere in volata ma ancora lontana dalla migliore versione di sé stessa, come ammesso dallo stesso coach Peppe Poeta.

Il match dell’Unipol Forum di Assago si è concluso 87-85 grazie al canestro sulla sirena di Devon Hall, un buzzer beater che ha scatenato l’entusiasmo del tecnico campano: ‘Lo dico dal giorno uno, è il giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero. Ha sempre il body language giusto, gioca tre ruoli, è un leader positivo. Siamo andati volutamente da lui’. Una vittoria sofferta, la seconda consecutiva in tre giorni dopo quella contro Trieste in campionato, che porta il bilancio dei biancorossi a quattro successi su cinque gare stagionali.

L’analisi di Dan Peterson: pregi e difetti delle due italiane

Sulle colonne della Gazzetta dello Sport, il popolare ex coach Dan Peterson ha analizzato con occhio critico la prestazione di entrambe le squadre. Peterson ha individuato i punti deboli dell’EA7, sottolineando come il principale margine di miglioramento per i biancorossi risieda nella circolazione della palla: ‘Più passaggi e meno palleggi’. Tra i pregi, invece, ha elogiato la zona press a tutto campo e la capacità di disorientare gli avversari con i cambi difensivi.

Sulla Virtus Bologna, Peterson ha evidenziato come la squadra di Mumbrù abbia sprecato almeno venti punti tra tiri sbagliati e palle perse, pur riconoscendone le qualità atletiche e la capacità di recupero. Un giudizio che si intreccia con quello dello stesso coach spagnolo, che nel post-gara aveva ammesso le difficoltà nei momenti finali pur rivendicando l’atteggiamento combattivo dei suoi: ‘Sono orgoglioso di come la squadra ha lottato fino all’ultimo minuto’.

Mumbrù non ha però nascosto le perplessità su un episodio controverso nel finale: un fischio che aveva portato diversi giocatori della Virtus a interrompere l’azione, mentre Milano aveva continuato a giocare segnando una tripla pesante. ‘Non posso capire come a questo livello, in Eurolega, nell’ultimo minuto di una partita importante, qualcuno possa fischiare e tutti si fermino’, le sue parole, accompagnate però dalla precisazione che non era stato quello il fattore determinante della sconfitta.

Tensioni in campo e fuori: il derby continua sui social

La partita ha lasciato strascichi ben oltre il fischio finale. In campo, Garrison Mathews e Daniel Hackett erano entrati in contatto durante una pausa di gioco, agganciandosi e spintonandosi più volte, con gli arbitri costretti a rivedere a lungo l’episodio prima di assegnare un fallo tecnico a entrambi. La tensione non si era esaurita con la sirena: i due avevano continuato a scambiarsi parole a distanza anche dopo la conclusione della gara.

Non è la prima volta che il capitano della Virtus finisce al centro di episodi disciplinari a gioco fermo. Appena qualche mese fa, nei playoff di Serie A contro la Reyer Venezia, Hackett era stato squalificato per due gare dopo un contatto testa contro testa con Leonardo Candi, squalifica poi ridotta a una sola giornata dalla Corte Sportiva d’Appello. Un precedente che i tifosi milanesi non hanno mancato di ricordare sui social nelle ore successive al derby.

La Curva del Milano ha diffuso un comunicato per esprimere ‘totale sdegno’ per come era stato raccontato un episodio avvenuto sugli spalti, sostenendo di essere stata provocata in continuazione da un tifoso bolognese presente in un settore tradizionalmente riservato ai supporter milanesi più attivi. Pur riconoscendo l’eccesso della reazione, la tifoseria organizzata ha tenuto a ristabilire la propria versione dei fatti.

Il cammino europeo e il processo di crescita

Al di là delle polemiche, le ultime novità in casa EA7 parlano di una squadra che sta costruendo la propria identità partita dopo partita. Poeta ha più volte ribadito il concetto di ‘processo’, consapevole che il profondo rinnovamento estivo richiede tempo e rodaggio. Con nove giocatori nuovi in rosa, tra cui rookie come Mathews e Burnell, il tecnico ha chiesto pazienza pur sottolineando i progressi evidenti rispetto all’esordio europeo, quando il Partizan Belgrado si era imposto con un netto 92-76.

Il prossimo impegno europeo vedrà l’Olimpia affrontare il Baskonia di Paolo Galbiati a Vitoria venerdì prossimo, in una trasferta insidiosa per una squadra che vorrà riscattarsi dopo la pesante sconfitta a Valencia. I biancorossi arrivano all’appuntamento con la fiducia di chi ha già dimostrato di saper vincere le partite difficili, ma con la consapevolezza che c’è ancora molto lavoro da fare per esprimere il proprio potenziale completo.