Olimpia Milano, prove tecniche per la regia: tre nomi

Articolo di Aldo Seghedoni

La stagione non è ancora conclusa, ma l’Olimpia Milano, ancora in corsa per lo scudetto e reduce dall’ennesima delusione europea, si è già attivata sul mercato. Oltre ai nomi di Darius Thompson e Alessandro Pajola, il club starebbe valutando anche RJ Cole, attualmente alla Reyer Venezia. La società veneta vorrebbe trattenerlo, ma nel contratto del giocatore è presente una clausola che gli consentirebbe di liberarsi per approdare in Eurolega. Sullo sfondo c’è anche lo Zalgiris Kaunas, interessato a riportare in Lituania il classe 1999 di Union City, già messosi in luce con il Rytas Vilnius nel Paese di Arvydas Sabonis.

Cole ha vissuto una stagione di altissimo livello in Laguna, chiudendo il campionato con una media di 16,8 punti in LBA e con 12,9 punti, 2,4 rimbalzi e 4,4 assist a partita in EuroCup, toccando il picco di 25 punti nella sfida contro il Manresa. Numeri che lo hanno reso uno dei playmaker più ambiti del panorama europeo, con il suo nome finito nel taccuino di numerose società di Eurolega. Arrivato a Venezia nell’estate 2025, il giocatore si era presentato con le idee molto chiare sul proprio profilo: “Mi definisco sicuramente un playmaker, perché la cosa che mi piace di più in campo è coinvolgere i compagni. Detto questo, posso segnare e mi impegno per essere anche un ottimo difensore”.

Il contesto in cui si muove l’Olimpia è quello di una profonda ristrutturazione del reparto regia. La partenza di Quinn Ellis verso la NCAA e il possibile addio di Nico Mannion hanno spinto la dirigenza milanese a esplorare più piste in parallelo. Darius Thompson, playmaker statunitense naturalizzato italiano attualmente al Valencia, resta il nome in cima alla lista anche per la sua duttilità: vanta nove presenze con la Nazionale azzurra e conosce bene il campionato italiano, avendo vestito la maglia di Brindisi nel biennio 2019-2021. Alessandro Pajola, in uscita dalla Virtus Bologna, rappresenta invece l’alternativa di profilo difensivo, cercata da diversi club europei.

Non solo stranieri, però. Tra i profili italiani monitorati dalla società meneghina c’è anche Andrea Calzavara, il talento classe 2001 dell’APU Udine, ma in questo caso l’interesse sarebbe circoscritto a un’ottica futura. L’ex Brindisi, cresciuto nel settore giovanile della Pallacanestro Varese, ha scalato le categorie fino ad affermarsi in Serie A come uno dei punti fermi delle rotazioni di coach Adriano Vertemati, con la sua miglior prestazione stagionale arrivata proprio sul parquet dell’Olimpia, dove il 4 gennaio ha messo a referto 17 punti. I meneghini avrebbero valutato anche l’ipotesi di metterlo sotto contratto lasciandolo un anno in prestito in Friuli, proposta che Udine aveva già respinto con fermezza. Nelle scorse ore, però, lo stesso Calzavara, rispondendo ai tifosi sul proprio futuro, ha rotto gli indugi ammettendo che la permanenza in Friuli non dipende da lui, parole che suonano meno definitive rispetto a quelle del suo agente Riccardo Sbezzi, che in precedenza aveva dichiarato al Messaggero Veneto: “Andrea si trova bene a Udine e resta dov’è”. Sulla pista Calzavara ci sarebbe anche la Virtus Bologna.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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