Achille Polonara guarda in casa Olimpia Milano per il suo nuovo progetto

Articolo di Martino Davidi

Annunciato il ritiro da giocatore, Achille Polonara non vuole abbandonare il mondo del basket: lui stesso illustra i suoi prossimi piani.

Achille Polonara vuole restare nel mondo del basket anche dopo il ritiro da giocatore, annunciato lunedì scorso dopo la lunga assenza per malattia. Nel frattempo, però, il 34enne marchigiano ha rivelato di stare già lavorando su una nuova carriera da capo allenatore, e di stare guardando in casa Olimpia Milano per una delle sue principali fonti di ispirazione.

“Sto già raccogliendo informazioni per capire come questo progetto può evolvere. In quanto atleta azzurro ho già la possibilità di iscrivermi al corso regionale da allenatore in Campania e poi al nazionale a Bormio – ha spiegato Polonara alla ‘Gazzetta dello Sport’ -. Spero di poterlo già fare nel corso di quest’anno”.

Intenzionato a diventare un coach, Polonara ne ha individuati due dai quali vorrebbe trarre ispirazione. “Mi sento vicino a Pozzecco per mentalità – ha affermato -, anche se mi rendo conto del fatto che a volte gli capita di esagerare. Mi ritrovo però nel suo tipo di approccio per quanto riguarda l’atteggiamento e la comunicazione con i giocatori. Vorrei essere un allenatore diverso, più permissivo con la squadra. Vorrei essere empatico e costruire un rapporto basato sulla fiducia. Avere, insomma, uno stile alla Peppe Poeta“.

La decisione di appendere le scarpe al chiodo è arrivata al termine di una stagione trascorsa interamente lontano dal parquet, dopo un calvario lungo e durissimo. Il lungo calvario era iniziato nell’ottobre del 2023 con un intervento di rimozione di una neoplasia testicolare, ma il colpo più duro era arrivato nel giugno del 2025 con la diagnosi di leucemia mieloide acuta, seguita da chemioterapia, radioterapia e infine da un trapianto di midollo osseo eseguito a settembre. Una trombosi venosa lo aveva poi portato in coma per una decina di giorni, e a febbraio di quest’anno si era reso necessario un ulteriore intervento al cuore per ottenere l’idoneità agonistica.

Nonostante tutto, Polonara non aveva mai smesso di sperare nel ritorno in campo. Appena poche settimane fa, ad aprile, si allenava ancora nella struttura messa a disposizione dall’Unicusano Avellino Basket, promettendo ai tifosi della Dinamo Sassari — con cui era sotto contratto — che “Polon-Air sarebbe tornato”. Un proposito alimentato anche dal calore ricevuto dal club sardo e dal presidente Sardara, la cui fiducia aveva trasformato l’obiettivo del giocatore: non più soltanto recuperare la salute, ma tornare anche sul parquet.

La notizia del ritiro ha dunque sorpreso molti, arrivando come un fulmine a ciel sereno proprio all’indomani della fine della regular season, che ha visto tra l’altro la retrocessione della stessa Dinamo Sassari. Nel messaggio pubblicato sui social, Polonara aveva salutato il mondo del basket con parole cariche di emozione: “Vorrei che questo momento non arrivasse mai. Ci ho provato, riprendendo gli allenamenti individuali, ma capisco che è ora di dire basta al basket giocato perché non sarò più il giocatore di prima e voglio che mi ricordiate per quel che ero”.

Durante i lunghi mesi di stop, Polonara ha anche trovato il tempo e la forza di pubblicare la propria autobiografia, “Il mio secondo tempo: una storia di basket, una storia di vita”, scritta insieme a Marco Garavaglia. “Raccontare la mia storia era un’idea che avevo per fine carriera, ma ho deciso di farlo ora, durante questo stop. In ospedale, quest’estate, ho iniziato a scriverla. Non penso al basket ma alla vita, perché la partita più importante la sto giocando fuori dal campo”, aveva spiegato. Un’opera che racconta non solo i successi sportivi — campionati e coppe vinti in Italia, Spagna, Turchia e Lituania, 94 presenze in Nazionale con 596 punti realizzati — ma soprattutto la battaglia umana di un uomo che ha saputo rialzarsi ogni volta, trovando nella moglie Erika e nei figli Vitoria e Achille junior la forza per non arrendersi.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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