Nadia Battocletti
Aggiornato Dom 23 Ago 2026 alle 18:36Nadia Battocletti continua a riscrivere la storia dell’atletica italiana. Le ultime notizie sulla mezzofondista trentina delle Fiamme Azzurre raccontano di un’atleta che, tra il 2024 e il 2026, ha costruito un palmarès straordinario, capace di spaziare dalla pista al cross, dalla strada alla pista indoor, imponendosi come una delle più grandi fondiste europee di ogni epoca.
Campionessa del mondo indoor: il trionfo di Torun
Il momento più recente e significativo della carriera di Battocletti è arrivato a marzo 2026, quando ha conquistato l’oro mondiale nei 3000 metri indoor ai Mondiali di Torun, in Polonia, con il tempo di 8:57.64. Una vittoria straordinaria, ottenuta in una gara tattica e caotica, gestita con lucidità e coronata da una volata irresistibile nell’ultimo rettilineo. Argento alla statunitense Emily Mackay e bronzo all’australiana Jessica Hull, mentre le temute etiopi sono rimaste fuori dal podio. Per l’Italia si è trattato del primo successo nel mezzofondo femminile in questa rassegna, e per l’Europa del primo trionfo nei 3000 ai Mondiali indoor dal 2001.
La vittoria ha avuto un sapore ancora più speciale considerando le difficoltà del periodo di avvicinamento. Battocletti aveva concluso il Ramadan solo due giorni prima della gara, e fino alla settimana precedente era in dubbio sulla partecipazione. «Qui bisognava danzare nel caos», ha dichiarato dopo la gara, «l’ho detto a me stessa nei momenti più critici, e ci sono riuscita». Un oro alla sua prima partecipazione a un Mondiale indoor, nella prima stagione in cui ha deciso di puntare anche alle gare al coperto. Non a caso, il padre e allenatore Giuliano ha ricordato come la scelta di gareggiare al coperto fosse stata condivisa con la figlia: «Ho chiesto a Nadia se volesse farle e ha detto di sì. Però al primo colpo è diventata campionessa del mondo».
Poche settimane prima, a febbraio 2026, Battocletti aveva già fatto parlare di sé al meeting di Madrid, eguagliando il record nazionale indoor dei 1500 metri con 4’03″59. Un segnale chiaro della sua versatilità su distanze diverse da quelle abituali, portando a sette il numero di record italiani assoluti detenuti.
La stagione 2025: dalle medaglie mondiali di Tokyo al dominio europeo
Per comprendere appieno la grandezza di Nadia Battocletti, occorre ripercorrere la stagione 2025, che l’ha consacrata definitivamente tra le più forti al mondo. Ai Mondiali di atletica di Tokyo, a settembre, ha realizzato un’impresa storica diventando la prima donna italiana a conquistare due medaglie in una singola rassegna iridata: argento nei 10.000 metri e bronzo nei 5000 metri. Prima di lei, solo Pietro Mennea nel 1983 e Francesco Panetta nel 1987 erano riusciti in tale doppietta. «Mi sono detta che era il giorno per provare a osare», aveva commentato dopo il bronzo nei 5000, ricordando di aver avuto in mente durante la volata finale la melodia di «Rain, in your black eyes» di Ezio Bosso.
Ma la stagione 2025 era iniziata già con grandi soddisfazioni. Ad aprile, Battocletti aveva conquistato il suo quarto titolo europeo in poco più di dieci mesi vincendo i 10 km agli Europei di corsa su strada a Lovanio, in Belgio, con record italiano di 31:10, trascinando anche la squadra azzurra all’oro collettivo. Prima ancora, a maggio, aveva firmato il record europeo dei 5 km su strada con 14:32 proprio a Tokyo, città che le ha sempre portato fortuna. Al Golden Gala di Roma, a giugno, aveva poi migliorato il proprio record italiano dei 5000 metri su pista portandolo a 14:23.15, secondo tempo europeo di sempre.
Il 2025 si era chiuso con la vittoria alla BOclassic di Bolzano il 31 dicembre, confermando un dominio che sembrava non conoscere pause. E il 2026 è ripartito esattamente da dove si era interrotto: con un titolo mondiale.
Il rapporto con papà Giuliano e la dimensione umana di una campionessa
Dietro ai risultati c’è anche una storia familiare unica. Il legame con il padre Giuliano, che è al tempo stesso il suo allenatore, è uno degli elementi più caratteristici della carriera di Battocletti. «Lavorare con papà è un onore ed è molto bello perché mi approccio con una persona che sa come sono», ha spiegato la campionessa in un recente convegno a Milano. «Mio padre è il mio Google perché sa tutto». Un rapporto di fiducia totale, costruito nel tempo, che ha permesso di prendere decisioni coraggiose come quella di affrontare per la prima volta i Mondiali indoor, con i risultati che tutti conoscono.
Battocletti non è solo un’atleta di vertice: è anche una studentessa universitaria, impegnata nel corso di laurea in Ingegneria Edile e Architettura a Trento, con l’obiettivo di discutere la tesi sull’architettura sostenibile in legno. Una dimensione umana che la rende ancora più straordinaria, capace di conciliare sacrifici sportivi e impegni accademici con una maturità rara. Le ultime notizie su di lei confermano che, a 26 anni, Nadia Battocletti è ancora lontana dall’aver raggiunto il limite delle proprie possibilità.