Jannik Sinner spazza via anche Rublev e vola in semifinale

Articolo di Aldo Seghedoni

6-2, 6-4 il risultato maturato dall'altoatesino in poco più di un'ora e mezza.

Jannik Sinner non si ferma più: l’altoatesino ha superato i quarti di finale degli Internazionali d’Italia regolando Andrej Rublev con il punteggio di 6-2, 6-4 maturato in poco più di un’ora e mezza. Un match a senso unico nel quale il russo è riuscito a impensierire l’Azzurro solo durante uno spezzone del secondo set.

Con questo successo Sinner ha anche stabilito un nuovo record: nessuno prima di lui aveva mai infilato 32 vittorie consecutive nei tornei Masters 1000. Una striscia impressionante che potrebbe ulteriormente allungarsi in caso di trionfo finale a Roma.

Il match si è indirizzato subito a favore dell’azzurro, capace di prendere rapidamente il controllo del primo set grazie a un avvio molto aggressivo. Dopo essersi portato avanti 3-1, Sinner ha respinto i tentativi di rientro del russo e ha chiuso il parziale 6-2 in appena 38 minuti, lasciando pochissimo spazio all’avversario.

Più equilibrata la seconda frazione, con Rublev che ha provato a cambiare ritmo e ad aumentare l’intensità del proprio tennis. Anche in questo caso, però, Sinner è partito forte salendo fino al 4-1. Un breve passaggio a vuoto ha permesso al russo di riavvicinarsi ma l’Azzurro ha reagito con lucidità nei momenti decisivi, evitando di riaprire la partita.

Nel game finale al servizio, il numero uno del ranking ha chiuso senza esitazioni trascinato anche da due ace consecutivi che hanno spento definitivamente le speranze di Rublev. Dopo 1 ora e 31 minuti, Sinner ha potuto festeggiare un’altra vittoria convincente davanti al pubblico del Foro Italico.

In semifinale raggiungerà Luciano Darderi confermando l’ottimo momento del tennis azzurro. Per il secondo anno consecutivo, infatti, due italiani sono approdati tra i migliori quattro agli Internazionali di Roma, alimentando il sogno di una finale tutta tricolore.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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