Filippo Volandri

Aggiornato Mar 22 Set 2026 alle 12:19

Le ultime notizie su Filippo Volandri raccontano la storia di un capitano che ha saputo costruire un ciclo vincente straordinario per il tennis italiano, affrontando al contempo le sfide più diverse: dalla gestione dei grandi campioni alle polemiche, fino alla difesa pubblica dei suoi giocatori. Le news più recenti lo vedono protagonista di dichiarazioni importanti su Jannik Sinner, dopo la sconfitta in semifinale agli Australian Open contro Novak Djokovic.

Volandri difende Sinner: nessun problema al quinto set

Dopo l’eliminazione di Jannik Sinner agli Australian Open per mano di Novak Djokovic con il punteggio di 3-6, 6-3, 4-6, 6-4, 6-4, si è riacceso il dibattito su una presunta difficoltà dell’altoatesino nei quinti set degli Slam. Le statistiche sembrano impietose: undici sconfitte su diciassette partite terminate al quinto set nei tornei del Grande Slam. Volandri, però, ha scelto di difendere Sinner con convinzione, intervenendo a SuperTennis per smontare la tesi dei detrattori.

«Jannik sa quando andare in modalità risparmio, l’ha dimostrato l’anno scorso partecipando a tornei indoor in cui aveva un livello bassissimo di energie», ha dichiarato il capitano azzurro. «Non si conosce ancora talmente bene da sapere alla perfezione fin dove arrivano i margini del suo corpo, ma sta migliorando tantissimo anche in questo». Una presa di posizione netta, in linea con quella di altri grandi nomi del tennis italiano come Adriano Panatta, che aveva attaccato duramente chi criticava Sinner dopo Melbourne. Lo stesso Volandri si era già espresso in termini simili nei mesi precedenti, sottolineando come il numero uno al mondo sia «un giocatore che ti entra nella testa» e che «quando lo affronti devi scalare l’Everest».

Il tris di Coppa Davis e il ruolo di Sinner da lontano

Uno dei capitoli più significativi del recente percorso di Volandri riguarda la conquista della terza Coppa Davis consecutiva, ottenuta a Bologna senza la presenza in campo di Sinner e Musetti. Un’impresa storica: l’Italia è diventata la prima nazione a vincere per tre volte di fila la competizione nel nuovo formato introdotto nel 2019. Per trovare un precedente tris consecutivo bisognava risalire agli Stati Uniti del 1969-1971.

Volandri ha rivelato un retroscena toccante: nonostante l’assenza fisica, Sinner è rimasto in contatto quotidiano con il capitano, scrivendogli ogni giorno in privato e partecipando attivamente alla chat di gruppo della squadra. «Mi ha detto di continuare a fare come ho sempre fatto, tenendo unito il gruppo e affidandomi ai giocatori», ha spiegato Volandri. Un dettaglio che racconta molto del legame tra il capitano e il suo fuoriclasse, e dello spirito di squadra che ha caratterizzato questo ciclo vincente. Dopo il successo, Volandri non ha nascosto l’ambizione di uno storico poker: «Ci piacerebbe tantissimo, si giocherà ancora in Italia e sarebbe bello riuscirci».

La gestione del gruppo è sempre stata una delle qualità più apprezzate del tecnico livornese. Anche in occasione delle Finals di Coppa Davis a Malaga del 2024, Volandri aveva sottolineato come il segreto del successo azzurro risiedesse nella coesione: «Questo è un gruppo di amici, sono pronti ad esserci quando un altro ha bisogno». Una filosofia che ha prodotto risultati concreti, con giocatori come Cobolli, Arnaldi e Darderi pronti a raccogliere il testimone nei momenti di necessità.

La polemica con Fognini e il ricordo di Pietrangeli

Non tutte le ultime notizie su Volandri sono state positive. A fine 2025, Fabio Fognini aveva lanciato un durissimo attacco al capitano durante la trasmissione Rai «Belve», rivelando un episodio emblematico: «Proprio nel giorno in cui avevo annunciato a Wimbledon il mio ritiro, ero a cena e nel tavolo accanto c’era lui, Volandri: ci ha salutati ma non ha avuto il coraggio di dirmi nulla, neanche un complimento per la carriera». L’ex tennista ligure aveva poi aggiunto: «Non mi ha detto niente. Non mi è stato chiarito nulla. L’essere uomo richiede confronti, a volte anche se con pareri diversi. Perché mi ha escluso? Chiedetelo a lui».

Volandri non ha risposto pubblicamente alle accuse di Fognini, ma proprio in quei giorni si è trovato a fare i conti con una perdita ben più grande per il tennis italiano: la scomparsa di Nicola Pietrangeli, leggenda azzurra venuta a mancare all’età di 92 anni. Il tributo del capitano è stato commosso e sentito: «Oggi il nostro tennis perde un gigante. Nicola Pietrangeli è stato il primo idolo e il primo vero punto di riferimento per chiunque abbia amato questo sport». Volandri ha ricordato come Pietrangeli avesse «aperto la strada a tutti noi», permettendo all’Italia di credere di poter competere ai massimi livelli, e ha concluso con una promessa: «Il suo spirito resterà con noi, in ogni Coppa Davis e in ogni ragazzo che entra in campo con la maglia azzurra».

Il quadro che emerge da queste ultime news su Volandri è quello di un capitano solido, capace di navigare tra le pressioni sportive e le tensioni personali, sempre con un obiettivo chiaro: mantenere l’Italia ai vertici del tennis mondiale. Un progetto ambizioso, ma che i risultati degli ultimi anni sembrano confermare come tutt’altro che utopico.