Eurolega
Aggiornato Gio 09 Apr 2026 alle 22:04La corsa ai play-in di Eurolega entra nella sua fase più calda e decisiva. Le ultime notizie raccontano di un finale di stagione regolare ricco di tensione, con l’Olimpia Milano e la Virtus Bologna ancora in lizza per un posto nella post season, tra speranze, infortuni e risultati altalenanti.
Olimpia Milano: la sfida con il Maccabi Tel Aviv vale una stagione
Venerdì 12 marzo, l’EA7 Emporio Armani Milano ha ospitato all’ex Palalido il Maccabi Tel Aviv in quello che coach Peppe Poeta ha definito un vero e proprio crocevia stagionale. I biancorossi si presentavano all’appuntamento con un record del 50% (15-15), dodicesimi in classifica e distanti una sola vittoria dal decimo posto, l’ultimo utile per accedere ai play-in. Una sconfitta avrebbe di fatto chiuso i giochi per la post season europea, assente a Milano dalla stagione 2021/22.
Il cammino verso questo appuntamento era stato tutt’altro che lineare. La vittoria sofferta contro il Barcellona, maturata dopo un crollo clamoroso nell’ultimo quarto — da +27 a rischiare la sconfitta — aveva tenuto vive le speranze, ma aveva anche evidenziato i limiti strutturali di questa squadra. Poeta non aveva risparmiato critiche ai suoi: «Non credo sia stata mancanza di energia, siamo stati poco pazienti e abbiamo sbagliato tiri facili». Un copione già visto in precedenza, come nella sconfitta interna contro la Stella Rossa, dove un vantaggio di +13 a inizio quarto periodo si era trasformato in una sconfitta per 104-96.
A pesare sulla stagione europea dell’Olimpia è stata soprattutto la lunghissima lista degli infortunati. Bolmaro, Flaccadori, Dunston, Diop, Tonut, Sestina: un’emergenza continua che ha costretto alcuni giocatori, come Ellis e LeDay, a straordinari prolungati. La scelta estiva di puntare su Lorenzo Brown come playmaker titolare si è rivelata fallimentare: l’ex Panathinaikos non ha mai convinto, ed è stato di fatto escluso dal progetto tecnico. Nel mercato di gennaio è arrivato il tentativo di rattoppare le falle, ma trovare rinforzi a stagione in corso non è mai semplice.
A tenere a galla l’Olimpia ci ha pensato soprattutto Armoni Brooks, il miglior realizzatore biancorosso, autore di prestazioni di altissimo livello come i 31 punti con 7/12 da tre nella vittoria contro l’Efes. Lo stesso Brooks ha dichiarato a Repubblica di voler restare a Milano: «Sarei felice di restare, amo la città, è un bel posto per crescere dei figli». Un segnale di attaccamento che la società accoglie con favore, consapevole di quanto sia centrale il suo contributo.
Il calendario di marzo si è rivelato durissimo: dopo il Maccabi, l’Olimpia era attesa dalla trasferta sul campo del Fenerbahce il 20 marzo e poi dalla sfida diretta in casa del Monaco il 24, rivale diretto nella corsa al play-in. Il 26 marzo, infine, il big match casalingo contro la Virtus Bologna. Tre partite per capire se questa squadra ha davvero la forza di compiere il miracolo.
Virtus Bologna: Ivanovic ci crede, ma la costanza manca
Anche la Virtus Bologna di coach Dusko Ivanovic ha vissuto un finale di regular season con luci e ombre. Le ultime news raccontano di una squadra capace di grandi prestazioni individuali — su tutti Carsen Edwards, autentico trascinatore con 32 punti nella sconfitta di Madrid contro il Real e 29 nella beffa di Belgrado contro la Stella Rossa — ma ancora troppo discontinua nei momenti decisivi.
La sconfitta contro il Real Madrid per 92-84 ha fotografato bene i limiti delle V Nere: avanti di tre punti a inizio quarto periodo, la Virtus ha poi commesso «due o tre errori di troppo» nei momenti chiave, come ammesso dallo stesso Ivanovic. Un problema di gestione e pazienza che si è ripetuto più volte nel corso della stagione, dalla rimonta subita in casa contro l’Hapoel Tel Aviv — sprecato un vantaggio di +14 — alle sconfitte nel finale contro la Stella Rossa.
Con un record di 13 vittorie e 17 sconfitte e ancora otto partite da disputare, la Virtus puntava a raccogliere più vittorie possibili per agguantare almeno il play-in. L’obiettivo dichiarato era entrare tra il settimo e il decimo posto, ma la strada si presentava in salita. Ivanovic ha sempre mantenuto un atteggiamento costruttivo: «Dobbiamo restare positivi e continuare a lottare», le sue parole dopo la sconfitta di Belgrado. Tra gli appuntamenti cruciali di marzo figurava anche la sfida casalinga contro la Virtus Bologna del 26 marzo all’Unipol Forum di Assago, un derby italiano di Eurolega ad altissima posta.
Il contesto: sedi spostate e l’ombra di NBA Europe
A complicare ulteriormente il quadro della stagione di Eurolega ci ha pensato la situazione geopolitica in Medio Oriente. I vertici dell’Eurolega hanno deciso che le gare interne di Maccabi Tel Aviv, Hapoel Tel Aviv e Dubai non si potranno più disputare nelle rispettive sedi. Il Maccabi è tornato a Belgrado, l’Hapoel ha fatto base a Sofia, mentre Dubai ha dovuto trovare una nuova collocazione tra Bosnia e Lituania. Una decisione che ha inevitabilmente condizionato la classifica e il calendario, rendendo ancora più complessa la lettura della stagione regolare.
Sullo sfondo, intanto, continua a fare rumore il progetto NBA Europe, con il commissioner Adam Silver che ha confermato l’intenzione di lanciare la nuova lega nel 2027. L’Eurolega ha risposto con toni piccati attraverso il CEO Paulius Motiejunas: «Siamo qui da 26 anni, sappiamo come funziona il basket in Europa». L’Olimpia Milano, con il presidente Ettore Messina al lavoro per valutare le opzioni, non ha ancora chiuso nessuna porta. Una rivoluzione che potrebbe cambiare per sempre il volto del basket continentale è sempre più vicina.