Eurolega

Aggiornato Ven 03 Lug 2026 alle 09:15

La stagione 2025-2026 di Eurolega ha riservato grandi delusioni per le squadre italiane, mentre sullo sfondo continua a prendere forma il progetto che potrebbe rivoluzionare il basket continentale: NBA Europe. Ultime notizie e novità si intrecciano tra risultati sportivi e scenari futuri, disegnando un panorama in profonda trasformazione.

Olimpia Milano e Virtus Bologna: un’altra stagione europea da dimenticare

Per l’Olimpia Milano si è consumata la quarta stagione consecutiva senza accedere ai playoff di Eurolega. La squadra guidata da Peppe Poeta — subentrato nel corso dell’anno — ha chiuso la regular season senza mai riuscire a entrare stabilmente nella zona play-in, nonostante momenti di buon basket come la vittoria sul Barcellona a marzo e i successi casalinghi su Maccabi e Barcellona. Il problema ricorrente è stato sempre lo stesso: crolli verticali nell’ultimo quarto, con parziali devastanti subiti da avversari anche non di primissimo livello. «Tre quarti non sono abbastanza», aveva ammesso lo stesso Poeta dopo la sconfitta con la Stella Rossa a gennaio, una frase che è diventata quasi il simbolo di questa annata europea delle Scarpette Rosse.

A pesare sono stati anche una serie infinita di infortuni — da Bolmaro a Flaccadori, passando per Dunston — e scelte di mercato rivelatesi poco azzeccate, su tutte quella di puntare su Lorenzo Brown come playmaker titolare, poi estromesso dal progetto tecnico a stagione in corso. L’ultima gara casalinga contro il Bayern Monaco ha fotografato perfettamente lo stato d’animo: sconfitta per 94-84, con Poeta costretto a chiedere scusa pubblicamente a tifosi e proprietà. L’ultima partecipazione dell’Olimpia ai playoff di Eurolega risale alla stagione 2021-2022, quando fu l’Anadolu Efes a fermare la squadra allora allenata da Ettore Messina.

Non è andata meglio alla Virtus Bologna, che ha concluso la stagione europea con sette sconfitte consecutive tra campionato ed Eurolega, cambiando anche allenatore: fuori Dusko Ivanovic, dentro Nenad Jakovljevic. Il nuovo tecnico serbo-italiano ha dovuto fare i conti con un roster incompleto e ha invocato rinforzi dal mercato, pur riconoscendo un buono spirito di squadra. La sconfitta contro il Bayern Monaco nella terzultima giornata ha certificato le difficoltà di un gruppo che non disputa una gara ad eliminazione diretta in Eurolega dalla stagione 2023-2024. Il nodo strutturale, comune a entrambe le italiane, resta quello del doppio impegno: campionato e Eurolega insieme rappresentano un peso difficile da sostenere senza roster profondi e budget paragonabili a quelli delle grandi corazzate greche, turche o spagnole.

NBA Europe: il progetto avanza, l’Eurolega osserva

Mentre le news sul campo raccontano di un’Eurolega sempre più competitiva e sempre meno accessibile per i club italiani, le ultime notizie sul fronte istituzionale riguardano il futuro stesso della competizione. Il progetto NBA Europe, portato avanti dal commissioner Adam Silver in collaborazione con la FIBA, continua a prendere forma in modo concreto, anche se sottotraccia. L’obiettivo dichiarato è quello di lanciare la nuova lega nel 2027, con un modello che prevede tra i 10 e i 16 club — di cui 12 con licenza permanente — e città ospitanti come Madrid, Barcellona, Milano, Roma, Parigi, Berlino, Londra e Atene.

Secondo quanto riportato da Marca, il Real Madrid starebbe svolgendo un ruolo chiave nelle trattative, aiutando NBA e FIBA a capire come strutturare il progetto e a individuare i club fondatori. Il club blanco ha tutto per essere il simbolo di NBA Europe: storia, tradizione e un seguito globale che va ben oltre i confini spagnoli. Il ruolo del Real Madrid nel progetto NBA Europe appare sempre più centrale, anche perché club come Barcellona sembrano già orientati ad abbandonare l’Eurolega qualora il nuovo format dovesse decollare, nonostante i costi di ingresso stimati attorno ai 500 milioni di dollari.

L’Eurolega ha risposto con una certa sicurezza, forte del rinnovo di quasi tutti i club attualmente iscritti — incluso il Fenerbahce — e attraverso le parole del CEO Paulius Motiejunas: «Siamo qui da 26 anni, sappiamo come funziona il basket in Europa. Avere un progetto è una cosa, realizzarlo è tutt’altra». Una risposta che suona come una sfida aperta ad Adam Silver, il quale ha però chiarito che NBA Europe non è un’iniziativa per chi ha una prospettiva a breve termine, e che i club fondatori dovranno essere pronti a investire senza aspettarsi ritorni immediati.

In Italia, il nodo principale riguarda proprio l’Olimpia Milano. Il presidente Ettore Messina è l’uomo incaricato dalla proprietà di valutare l’opportunità di aderire a NBA Europe, con possibili connessioni anche con la società calcistica del Milan. A Roma, invece, l’entusiasmo per un eventuale ritorno del grande basket è già palpabile. I prossimi mesi saranno decisivi: l’Eurolega ha costruito una solida rete di rinnovi contrattuali, ma esistono clausole di uscita che potrebbero essere attivate — e secondo alcune indiscrezioni, i promotori di NBA Europe sarebbero disposti a coprire le eventuali penali. Una partita nella partita, che si giocherà lontano dai parquet ma che potrebbe cambiare per sempre il volto del basket europeo.