Ciclismo
Aggiornato Lun 18 Mag 2026 alle 20:02Il mondo del ciclismo non si ferma mai, e le ultime notizie confermano una stagione 2026 ricca di colpi di scena, protagonisti inattesi e grandi ritorni. Dalle classiche del Nord alle corse a tappe italiane, passando per il ritorno di un veterano e la consacrazione di nuovi talenti, le ultime settimane hanno regalato agli appassionati emozioni di ogni tipo.
Foldager sorprende alla Freccia del Brabante, Del Toro domina la Tirreno-Adriatico
La notizia più fresca arriva dal Belgio: Anders Foldager ha vinto la Freccia del Brabante con una prestazione a sorpresa, imponendosi allo sprint finale su un gruppo ristretto e precedendo Quinten Hermans, Benoît Cosnefroy e Romain Grégoire. Il danese della Jayco AlUla, già vincitore di una tappa al Tour de Slovaquie nel 2024, ha saputo sfruttare con intelligenza tattica un finale caotico, caratterizzato da una caduta che aveva coinvolto Cosnefroy e da numerosi tentativi di fuga mai andati a buon fine. Una vittoria che nessuno si aspettava e che arricchisce un albo d’oro in cui figura anche Remco Evenepoel.
Qualche settimana prima, a tenere banco era stata la Tirreno-Adriatico, conclusasi con il trionfo di Isaac Del Toro alla Corsa dei Due Mari. Il giovane messicano della UAE Team Emirates XRG ha dominato la classifica generale, chiudendo con 42 secondi di vantaggio su Giulio Pellizzari nella tappa decisiva da San Severino Marche a Camerino. Per Del Toro si tratta di un risultato storico: è il primo ciclista messicano a vincere la Tirreno-Adriatico, un primato che mancava al suo Paese in sessanta edizioni della corsa. Solo Raúl Alcalá, nel lontano 1992, era riuscito a salire sul podio finale.
La corsa aveva vissuto momenti di grande intensità, con Giulio Pellizzari che aveva indossato la maglia azzurra di leader dopo la quarta tappa, emozionandosi nel guidare la classifica nelle sue Marche. Il giovane corridore della Red Bull-Bora-Hansgrohe, classe 2003, è diventato solo il terzo marchigiano nella storia a guidare la generale della Tirreno-Adriatico, dopo il compianto Michele Scarponi e Giancarlo Polidori. Anche Mathieu van der Poel aveva lasciato il segno, tornando al successo di tappa nella corsa italiana a cinque anni di distanza dall’ultima volta, vincendo la frazione con arrivo a San Gimignano.
Il grande ritorno di Pozzovivo e le ambizioni dei big per il resto della stagione
Una delle notizie più sorprendenti delle ultime settimane riguarda Domenico Pozzovivo: il corridore lucano, classe 1982, ha deciso di tornare alle corse dopo oltre un anno di stop, firmando con il Team Solution Tech-Nippo-Rali guidato dal general manager Serge Parsani. Il ritorno di Pozzovivo a 43 anni ha stupito tutto il movimento ciclistico, con il corridore che ha spiegato la sua scelta con parole misurate: «È una scelta nata da analisi oggettive sulla mia condizione. Sono grato al team e cercherò di ricambiare con esperienza e competitività». Il suo debutto stagionale è previsto al Tour of the Alps, scattato il 20 aprile, dove affronta avversari come Giulio Pellizzari, Lorenzo Finn e Jakob Omrzel.
Guardando al futuro prossimo, gli occhi di tutti sono puntati sul Giro d’Italia, in calendario dall’8 al 31 maggio. La grande novità è la prima partecipazione di Jonas Vingegaard alla Corsa Rosa: il danese del Team Visma-Lease a Bike, già vincitore di due Tour de France e della Vuelta 2025, punta alla maglia rosa con l’obiettivo dichiarato di entrare nel ristretto club dei vincitori di tutti e tre i Grandi Giri. «Pensavo di partecipare al Giro da un po’ di tempo e sento che è il momento perfetto per debuttare. Vorrei aggiungere la maglia rosa alla mia collezione», ha dichiarato il corridore scandinavo.
Sul fronte italiano, Antonio Tiberi guarda invece al Tour de France come appuntamento principale della sua stagione, sognando di ripercorrere le orme di Vincenzo Nibali, ultimo italiano a trionfare sugli Champs-Élysées nel 2014. Il corridore della Bahrain Victorious, reduce da un 2025 complicato a causa di una caduta al Giro d’Italia, ha dichiarato di volersi presentare alla Grande Boucle senza pressioni eccessive, pronto però a lottare per la classifica generale qualora le gambe lo permettessero.
Sullo sfondo rimane la figura ingombrante di Tadej Pogačar, che dopo una stagione 2025 da record — venti vittorie, tra cui Tour de France, Giro delle Fiandre, Liegi-Bastogne-Liegi e il quinto Giro di Lombardia consecutivo — ha già fissato i suoi obiettivi per il 2026: oltre al quinto Tour de France, lo sloveno punta con decisione a Milano-Sanremo e Parigi-Roubaix, le due classiche monumento ancora mancanti nel suo palmarès. La concorrenza non mancherà: Wout van Aert ha dichiarato apertamente di voler finalmente conquistare il Fiandre e la Roubaix, mentre Vingegaard si prepara a sfidarlo su tutti i fronti. Il grande ciclismo, insomma, è più vivo che mai.