Ciclismo

Aggiornato Lun 17 Ago 2026 alle 14:27

L’estate del 2026 ha regalato agli appassionati di ciclismo emozioni straordinarie, con protagonisti italiani e internazionali che hanno scritto pagine importanti nelle ultime settimane. Dalle strade del Tour de France Femmes alle piste del Giro di Polonia, le ultime notizie dal mondo delle due ruote parlano di trionfi, rimpianti e prestazioni da ricordare.

Elisa Longo Borghini conquista il podio del Tour de France Femmes

La notizia più fresca e significativa per i colori azzurri arriva dalla Costa Azzurra: Elisa Longo Borghini ha concluso al terzo posto il Tour de France Femmes 2026, salendo per la prima volta in carriera sul podio della Grande Boucle al femminile. Un risultato storico per la campionessa italiana dell’UAE Team L’Imad, già due volte vincitrice del Giro d’Italia (2024 e 2025), che a Nizza ha festeggiato con la maglia tricolore sulle spalle un piazzamento inseguito a lungo.

A vincere la corsa è stata l’olandese Demi Vollering (FDJ United-Suez), già trionfatrice del Giro Women 2026, davanti alla polacca Kasia Niewiadoma (Canyon-Sram) a 1’18”. Longo Borghini ha chiuso terza a 4’19”, recuperando una posizione in classifica generale grazie alla sfortuna della svizzera Marlen Reusser, vittima di una caduta nell’ultima tappa. Le parole di Longo Borghini dopo l’arrivo hanno commosso tutti: «Non ho parole, non pensavo di arrivare sul podio dopo la quinta tappa e la cronometro», ha detto quasi in lacrime la campionessa italiana, che ha anche raccontato le notti insonni degli ultimi giorni di gara, tra pensieri alla cronometro andata male e persino una foratura nell’ultima frazione. Un podio sudato, sofferto, e proprio per questo ancora più prezioso.

Jonathan Milan, tris al Giro di Polonia: un agosto da dominatore

Mentre Longo Borghini scriveva la storia al femminile, Jonathan Milan continuava a fare sfracelli in Polonia. Il campione italiano della Lidl-Trek ha firmato la sua terza vittoria consecutiva di tappa al Giro di Polonia, dominando la frazione da Gorzow Wielkopolski a Zielona Gora con la consueta esplosione di potenza che lo ha reso uno dei velocisti più temuti del panorama internazionale. Milan ha regolato allo sprint Noah Hobbs (EF Education-EasyPost) e Alessandro Romele (XDS Astana Team), consolidando il primato in classifica generale con 18″ su Magnier e 20″ su Hobbs.

Un rendimento straordinario per il friulano, che aveva già dimostrato il suo valore nella tappa finale del Giro d’Italia a Roma. Il tris di Milan in Polonia conferma uno stato di forma semplicemente devastante, anche se le tappe di montagna successive avrebbero inevitabilmente rimescolato le carte nella classifica generale della corsa polacca.

Il Tour de France maschile: Pogacar dominatore, Vingegaard ko

Guardando indietro alle settimane precedenti, il mese di luglio è stato dominato dalle vicende del Tour de France maschile, conclusosi con la vittoria di Tadej Pogacar — la sua quinta in carriera, record condiviso con Indurain, Hinault, Merckx e Anquetil. Lo sloveno dell’UAE Team Emirates XRG aveva già mostrato segnali inequivocabili della sua superiorità al Giro di Svizzera, attaccando a 71 km dall’arrivo e lasciando tutti a oltre due minuti.

Il momento più drammatico della Grande Boucle è stato il ritiro di Jonas Vingegaard, costretto ad abbandonare la corsa nella tappa con arrivo a Plateau de Solaison a causa di una brutta caduta a 20 km dal traguardo. Il danese del Team Visma-Lease a Bike, vincitore del Giro d’Italia 2026, era il principale rivale di Pogacar per la classifica generale. L’uscita di scena di Vingegaard ha proiettato Remco Evenepoel al secondo posto, con il belga della Red Bull-Bora-Hansgrohe che aveva vinto la tappa di giornata anticipando proprio Pogacar al traguardo. Il margine finale del campione sloveno su Evenepoel era di 5 minuti esatti.

Per gli italiani, il Tour 2026 non ha regalato grandi soddisfazioni: Antonio Tiberi e Davide Piganzoli hanno chiuso rispettivamente in quindicesima posizione in classifica generale, senza mai impensierire i big. Filippo Ganna, uno degli uomini più attesi alla vigilia, è stato sfortunato in più occasioni, tra cui una foratura che gli ha impedito di partecipare a un’azione promettente nella dodicesima tappa. L’assenza di Jonathan Milan, che aveva vinto due tappe nell’edizione 2025, si è fatta sentire nelle frazioni per velocisti puri.

Un’estate di ciclismo italiano tra luci e ombre

Tirando le somme di questa intensa estate ciclistica, il bilancio per il movimento italiano appare complessivamente positivo. Il podio di Longo Borghini al Tour de France Femmes rappresenta un risultato storico che mancava da anni, mentre le vittorie di Milan in Polonia confermano che il friulano è uno dei migliori velocisti al mondo. Sul fronte maschile delle grandi corse a tappe, la strada verso i vertici assoluti appare ancora lunga, ma talenti come Piganzoli e Pellizzari — protagonista di una bella Tirreno-Adriatico e di un ottimo Giro d’Italia — lasciano ben sperare per il futuro del ciclismo italiano.

Le novità dal mondo del pedale non si fermano mai, e con la stagione autunnale alle porte — con classiche come il Giro di Lombardia all’orizzonte — ci sarà ancora molto da raccontare per gli appassionati di questo sport meraviglioso e imprevedibile.