Alessandro Ramagli

Aggiornato Lun 29 Giu 2026 alle 13:14

Le ultime notizie su Alessandro Ramagli raccontano la storia di un allenatore che ha vissuto una stagione straordinaria, coronata da un traguardo storico e da un futuro già scritto. Il coach livornese, protagonista assoluto della pallacanestro italiana negli ultimi mesi, ha firmato il rinnovo del contratto con la Tezenis Verona fino al 30 giugno 2028, blindando così il suo legame con la città scaligera dopo aver centrato la promozione in Serie A.

La promozione in Serie A: un’impresa costruita sul carattere

La novità più importante riguarda proprio il rinnovo ufficializzato il 25 giugno 2026: Ramagli resterà sulla panchina veronese per altri due anni, con la chiara intenzione di consolidare il club nel massimo campionato italiano. Un epilogo che pochi avrebbero pronosticato dodici mesi fa, quando la sua avventura a Verona sembrava essersi interrotta. “Certe storie, anche quando sembrano finite, fanno dei giri immensi e poi ritornano”, ha dichiarato il tecnico al momento della firma, con la soddisfazione di chi sa di aver compiuto qualcosa di speciale.

La promozione era arrivata a metà giugno, al termine di una finale playoff memorabile contro Rimini, vinta con carattere e intelligenza tattica. Ramagli aveva guidato la Scaligera in una serie combattutissima, dimostrando ancora una volta la sua capacità di leggere le partite e adattare il gioco agli avversari. Decisivi, nel momento clou, i canestri di Federico Zampini, che avevano chiuso definitivamente i conti nell’ultima gara della serie. Un dettaglio non secondario: Zampini è stato successivamente convocato dal commissario tecnico dell’Italbasket Luca Banchi per la finestra di qualificazione ai Mondiali 2027, a conferma di come il rendimento stagionale non sia passato inosservato a livello nazionale.

In sala stampa, dopo la festa, Ramagli aveva voluto prima di tutto elogiare gli avversari: “È stato un grandissimo onore giocare contro una squadra che ha fatto veramente bene. Rimini nonostante non sia uscita con la coppa in mano dovrà annoverare questa stagione come grandissima”. Una classe rara, quella del coach toscano, capace di celebrare la propria vittoria senza dimenticare il rispetto per chi ha perso.

Ramagli e la Serie A: consapevolezza e ambizione

Con il rinnovo in tasca, Ramagli ha già inquadrato con lucidità la sfida che attende Verona nel prossimo campionato. “Sappiamo quanto sarà duro, sappiamo che siamo gli ultimi arrivati”, ha ammesso senza giri di parole, aggiungendo però che la squadra affronterà la Serie A con orgoglio e determinazione. “Avremo sempre l’orgoglio e la voglia di difendere il nostro portone di casa”, ha sottolineato, usando una metafora che racchiude perfettamente la sua filosofia: prima la difesa dell’identità, poi tutto il resto.

Il percorso che ha portato alla promozione era stato tutt’altro che lineare. Nei quarti di finale playoff contro Brindisi, Ramagli aveva dovuto fare i conti con un avversario di grande spessore, arrivato ai playoff dopo aver dominato per lunghi tratti la regular season. Il coach aveva chiesto esplicitamente l’aiuto del pubblico veronese, trasformando il fattore campo in un’arma tattica. “Incontriamo un avversario di grande spessore e tradizione”, aveva detto prima di gara 1, senza mai sottovalutare i pugliesi pur credendo nelle possibilità dei suoi.

La solidità mentale mostrata nel corso dei playoff era stata una costante del gruppo. Già dopo gara 2 della finale, con i veneti avanti 2-0, Ramagli aveva messo in guardia il gruppo dall’euforia: “Le partite offrono sempre una possibilità. Bisogna crederci e trovare le risorse caratteriali per resistere nei momenti difficili”. Parole profetiche, visto che Rimini aveva saputo riaprire la serie prima della resa dei conti finale.

Ora, con il contratto rinnovato e la Serie A nel mirino, Ramagli guarda avanti con la stessa mentalità che lo ha sempre contraddistinto: “Voglio continuare ad allenare perché mi diverto, voglio raccogliere sfide. Non devo chiudere cerchi, anzi, più stanno aperti e meglio è”. Un messaggio chiaro alle rivali, ma soprattutto a se stesso: il tecnico livornese non ha nessuna intenzione di fermarsi, e Verona sarà il palcoscenico su cui scrivere il prossimo capitolo di una carriera ricca di soddisfazioni.