Il navigato coach della Tezenis Verona è perentorio: "Noi viviamo in un contesto dove si cerca di trasmettere emozioni".
Intervistato dal Messaggero Veneto, il navigato tecnico della Tenezis Verona, Alessandro Ramagli, non ha parlato solo della promozione conquistata con gli scaligeri ma anche del fenomeno della compravendita di diritti che ha stravolto la serie A maschile della pallacanestro italiana.
“Non sono un grande conoscitore di certi regolamenti, ma sembra che tutto rientri nelle norme – ha puntualizzato -. Il punto però è un altro: nello sport, quando la gente non capisce certe situazioni, il segnale non è affatto positivo. Il mio è un giudizio emozionale, perché noi viviamo in un contesto dove si cerca di trasmettere emozioni”.
Quella di Ramagli con Verona è una storia che ha radici profonde e che, come lui stesso ha sottolineato dopo il rinnovo del contratto fino al 30 giugno 2028 ufficializzato lo scorso 25 giugno, ha avuto un percorso tutt’altro che lineare: “Certe storie, anche quando sembrano finite, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Dodici mesi fa sembrava che la mia avventura a Verona fosse interrotta, e invece oggi siamo qui a celebrare una vittoria, un prestigioso approdo in Serie A e il rinnovo di contratto per continuare a guidare questa squadra e rappresentare la città di Verona”.
La promozione in Serie A è arrivata al termine di una finale playoff giocata contro Rimini, con il coach livornese che in sala stampa, prima ancora di parlare della propria squadra, aveva voluto rendere omaggio agli avversari sconfitti: “In questo momento mi interessa solo di chi sta applaudendo la squadra di casa, Rimini. Perché merita questi applausi per il campionato straordinario che ha fatto e per la seconda finale che ha raggiunto in due anni”. Decisivi, nel momento clou della serie, i canestri di Federico Zampini, che hanno chiuso definitivamente i conti nell’ultima gara.
Ramagli sa bene che il salto di categoria rappresenta una sfida di proporzioni ben diverse rispetto alla A2, e non ha mancato di mettere in guardia il proprio ambiente: “Sappiamo quanto sarà duro il campionato, sappiamo che siamo gli ultimi arrivati, ma avremo sempre l’orgoglio e la voglia di difendere il nostro portone di casa, che per me è a tutti gli effetti Verona”. Un avvertimento velato anche alle rivali, accompagnato dalla promessa di trasmettere quella mentalità all’intero gruppo: “Sono certo che riusciremo a trasmettere a tutti coloro che faranno parte di questa squadra il desiderio di difenderlo. Nulla più di questo può avere impatto in un campionato dove ci saranno squadre di altissimo livello e dove noi dovremo lottare con le unghie e con i denti per strappare ogni vittoria”.