Brindisi va a Verona, Alessandro Ramagli ne teme un aspetto in particolare

Articolo di Marco Enzo Venturini

Il coach di Verona evidenzia i punti di forza di Brindisi e gli aspetti da non sottovalutare in vista di Gara 1 dei Quarti di Finale Playoff.

Giovedì sera si terrà Gara 1 dei Quarti di Finale Playoff tra Tezenis Verona e Valtur Brindisi, con inizio fissato alle ore 20:45 nel palcoscenico del Pala AGSM AIM. Una sfida che Alessandro Ramagli, coach dei veneti, ha subito inquadrato con parole di grande entusiasmo ma anche di stima nei confronti degli avversari. Non è mancato da parte sua un appello in piena regola destinato ai tifosi.

“Inizia la parte più bella ed entusiasmante della stagione, quella in cui la pressione sale e tutti devono dare il meglio di sé: i giocatori, lo staff, la società e il pubblico. Incontriamo un avversario di grande spessore e tradizione, che fino a cinque giornate dalla fine della regular season si stava giocando il primo posto – ha sottolineato Ramagli riflettendo su Brindisi -. È un roster a cui è difficile prendere le misure. Hanno cambiato i due americani prima dell’inizio dei playoff e sarà dunque importante avere un grande senso d’identità. Concentriamoci su noi stessi e abbracciamo questa sfida con grande entusiasmo. Chiediamo l’aiuto del pubblico, il fattore campo deve rappresentare per noi un vantaggio”.

Del resto, Ramagli aveva già delineato con chiarezza la sua visione di questo confronto nel momento in cui l’accoppiamento era stato ufficializzato. “Non credo che Brindisi sia una squadra in crisi, Brindisi è una squadra forte, molto forte, quindi sarà un avversario durissimo e noi saremo per loro un avversario durissimo come è giusto che sia”, aveva dichiarato il coach livornese, aggiungendo con la consueta schiettezza: “Mi sembra un quarto di finale bello e piccante questo, non troviamo un avversario qualunque troviamo una squadra molto forte. È chiaro che una delle due alla fine piangerà, speriamo di non essere noi”.

Sul fronte Brindisi, il tema dei cambi in roster citato da Ramagli è tutt’altro che secondario. La società pugliese aveva già mosso pedine importanti nelle settimane precedenti ai playoff, ufficializzando l’arrivo di Khalil Ahmad, guardia statunitense già protagonista in A2 con Pesaro dove aveva viaggiato oltre i 20 punti di media. Ahmad, reduce da una parentesi in Israele con il Rishon LeZion conclusa con la risoluzione consensuale del contratto, ha preso il posto di Zach Copeland. Una rivoluzione nel parco stranieri che, come sottolineato dallo stesso Ramagli, rende difficile per gli avversari trovare le giuste contromisure tattiche.

La regular season aveva peraltro evidenziato qualche crepa nel meccanismo brindisino nelle ultime settimane. Coach Piero Bucchi si era trovato a fare i conti con un finale di stagione regolare in chiaroscuro, culminato in due sconfitte consecutive contro Fortitudo Bologna — prima in casa, poi a Pistoia — che avevano frenato le ambizioni di primato dei biancazzurri. Proprio nel ko interno contro l’Effe, i “due americani” di Brindisi erano stati indicati dallo stesso Bucchi come uno dei punti deboli: “I nostri due americani hanno fatto fatica”, aveva ammesso il coach pugliese a fine partita, in una serata in cui Alvise Sarto aveva dominato la scena con 24 punti e 6/9 dall’arco.

Quella di questa sera si preannuncia dunque come una sfida tra due squadre che, pur partendo da percorsi diversi nell’ultimo tratto di stagione, nutrono identiche ambizioni di promozione. Il Pala AGSM AIM è chiamato a fare la sua parte: Ramagli lo sa bene, e il suo appello al pubblico veronese suona come una vera e propria chiamata alle armi per trasformare il fattore campo in un’arma decisiva fin dalla prima palla a due.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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