Al-Nassr
Aggiornato Dom 24 Mag 2026 alle 18:51La stagione 2025-2026 dell’Al-Nassr si è conclusa nel modo migliore possibile: con il titolo della Saudi Professional League, il primo per Cristiano Ronaldo in Arabia Saudita dopo quattro anni di tentativi. Una cavalcata trionfale che ha avuto il suo epilogo nell’ultima giornata di campionato, con una vittoria netta per 4-1 contro il Damac — condannato alla retrocessione — e le lacrime di CR7 al momento dell’uscita dal campo. Un’immagine potente, quella del campione di Funchal visibilmente commosso al King Saud University Stadium di Riad, che racconta meglio di qualsiasi statistica quanto questo trofeo pesasse per lui.
Il trionfo finale: Ronaldo, Mané e Coman stendono il Damac
Nell’ultima partita della stagione, l’Al-Nassr ha dominato dall’inizio alla fine. Sadio Mané ha aperto le marcature al 34′, seguito da Kingsley Coman — già protagonista della finale di Champions League 2019-2020 con il Bayern Monaco — che ha firmato il raddoppio al 52′. Dopo il gol della bandiera del Damac su rigore al 58′, è stato Cristiano Ronaldo a chiudere definitivamente i conti con una doppietta al 63′ e all’81’, regalandosi e regalando ai tifosi un finale da favola. Nel frattempo, l’Al-Hilal di Simone Inzaghi vinceva 1-0 in casa dell’Al-Fayha, ma non bastava: i due punti di distacco in classifica erano insuperabili. Per l’allenatore italiano, che aveva guidato i suoi con grande determinazione per tutta la stagione, sfuma così quello che sarebbe stato il primo titolo di campionato fuori dall’Italia, anche se resta la soddisfazione della vittoria nella Coppa del Re dei Campioni.
La strada verso questo scudetto saudita non è stata priva di ostacoli. A metà maggio un clamoroso pareggio nel derby di Riad aveva fatto tremare i tifosi dell’Al-Nassr: sul risultato di 1-0 per i padroni di casa, il portiere Bento aveva commesso una papera incredibile su un cross innocuo, spedendo il pallone nella propria porta e regalando all’Al-Hilal un pareggio che aveva riaperto la corsa al titolo. Fortunatamente per CR7 e compagni, il vantaggio accumulato nel corso della stagione si è rivelato sufficiente.
Una stagione tra polemiche, infortuni e rimonte
Il cammino dell’Al-Nassr verso il titolo era iniziato tra mille difficoltà. A febbraio, Cristiano Ronaldo aveva fatto parlare di sé per ragioni extracalcistiche: furioso con il fondo PIF per la gestione del mercato — convinto che l’Al-Hilal avesse ricevuto investimenti ben superiori, tra cui l’acquisto di Karim Benzema — il portoghese aveva deciso di saltare una partita e un allenamento per protesta. La Saudi Pro League lo aveva rimproverato duramente con un comunicato ufficiale, e un opinionista televisivo locale, Walid Al-Faraj, aveva tuonato: «Questo Paese si chiama Arabia Saudita, non Arabia Ronaldo». La situazione si era poi ricomposta, con CR7 che era tornato ad allenarsi e a segnare con la consueta regolarità.
A marzo era arrivato un altro momento di apprensione: un infortunio muscolare più grave del previsto aveva costretto Ronaldo a volare a Madrid per ricevere le cure del suo staff medico di fiducia. L’allenatore Jorge Jesus aveva confermato la serietà del problema, alimentando i timori dei tifosi portoghesi in vista dei Mondiali 2026. Il recupero, però, era arrivato in tempo utile per permettere a CR7 di essere decisivo nella volata finale.
Sul piano personale, la stagione ha visto Ronaldo avvicinarsi ulteriormente al traguardo dei 1000 gol in carriera. La doppietta nella partita scudetto contro il Damac ha portato il suo contatore a cifre da leggenda, confermando che, a 41 anni, il fuoriclasse portoghese non ha alcuna intenzione di smettere di segnare. L’obiettivo del millennio resta nel mirino, e con il contratto rinnovato fino al 2027 — un accordo da circa 200 milioni di euro a stagione più bonus — l’Al-Nassr sarà ancora il suo palcoscenico per inseguire quel record storico.
Un progetto in continua evoluzione
Il titolo conquistato rappresenta il punto più alto di un progetto ambizioso costruito attorno alla figura di Ronaldo, che nel corso della stagione ha visto l’arrivo di João Félix — subito brillante con la maglia dell’Al-Nassr dopo le delusioni al Milan — e la guida tecnica di Jorge Jesus, scelto dopo l’addio di Stefano Pioli. Il tecnico portoghese ha saputo amalgamare un gruppo ricco di talenti internazionali, da Mané a Coman, costruendo una squadra capace di reggere la pressione fino all’ultima giornata.
L’unica nota stonata della stagione era arrivata a metà maggio, quando l’Al-Nassr aveva perso la finale di Champions League Two contro il Gamba Osaka: Ronaldo, visibilmente contrariato, aveva lasciato il campo senza ritirare la medaglia da finalista, un gesto che aveva fatto discutere. Ma il titolo di campione d’Arabia ha cancellato quella delusione, regalando a CR7 e all’intero ambiente dell’Al-Nassr una gioia che mancava da sette anni. Le ultime notizie dalla Saudi Pro League raccontano di un campionato sempre più competitivo, con l’Al-Nassr finalmente tornato sul tetto dell’Arabia Saudita.