Torna prepotentemente d'attualità il dibattito fra tifosi e addetti ai lavori sul format della classe regina dopo la Sprint in Australia.
La caduta di Jorge Martin nella Sprint Race di Phillip Island rischia di stravolgere la lotta per il Mondiale MotoGp e l’infortunio riportato dal pilota Aprilia ha riacceso un dibattito che accompagna il Motomondiale praticamente dall’introduzione delle gare brevi del sabato: il gioco vale davvero la candela?
Sui social e nei forum dedicati alla MotoGp, già nei minuti successivi all’incidente dello spagnolo, sono tornate a moltiplicarsi le critiche nei confronti del format che caratterizza la classe regina dal 2023 e la riflessione non nasce certo oggi. Fin dall’introduzione delle Sprint Race, una parte degli addetti ai lavori ha evidenziato come queste prove spingano inevitabilmente i piloti ad attaccare fin dal primo giro, con punti pesanti in palio e poco tempo a disposizione per recuperare terreno. Un tema che negli anni è stato affrontato anche da diversi protagonisti del Motomondiale, preoccupati per il crescente carico fisico e mentale imposto ai piloti.
L’infortunio di Martin rappresenta soltanto l’ultimo episodio di una lunga serie di incidenti che hanno coinvolto piloti di primo piano durante le gare del sabato. Ed è proprio questo l’aspetto che fa infuriare una fetta consistente di tifosi: il timore che un Mondiale possa essere deciso non soltanto dalla velocità in pista, ma anche dalle conseguenze di una gara aggiuntiva che fino a pochi anni fa non esisteva.
Tra i commenti più diffusi emerge una richiesta precisa: tornare al format tradizionale, con i punti assegnati esclusivamente la domenica. Sono in tanti ad ammettere che l’idea di aggiungere spettacolo nel weekend funzioni a metà, esponendo i centauri a un rischio supplementare che può compromettere l’intera stagione per una caduta avvenuta il giorno prima del Gran Premio.
C’è anche chi difende la scelta della MotoGp, sottolineando come le Sprint abbiano aumentato l’interesse del pubblico per quanto accade il sabato e la frenetica azione in pista. Tuttavia, nel momento in cui uno dei protagonisti della corsa al titolo finisce ko con una frattura al braccio, le critiche tornano inevitabilmente in primo piano.
Una revisione del format è decisamente fuori discussione (dal 2027, anzi, verrà aggiunta una sessione di qualifica esclusivamente dedicata alla Sprint), ma il caso Martin è destinato ad alimentare nuovamente una discussione mai davvero sopita. Per molti appassionati, infatti, la domanda è semplice: vale la pena correre un rischio così elevato il sabato, se poi si rischia di perdere uno dei protagonisti del Mondiale?