Quindici anni senza Marco Simoncelli: il tempo passa, il ricordo del Sic resta

Articolo di Nicola Lama

Il 23 ottobre è una data dolorosa per tutti gli appassionati di motociclismo, ma il ricordo del centauro di Coriano è sempre vivo.

Sono passati quindici anni. In questo arco di tempo la MotoGp è cambiata profondamente: sono emersi nuovi campioni, si sono chiusi cicli che sembravano interminabili e il motociclismo ha attraversato una trasformazione tecnica e generazionale radicale. Eppure c’è una data che continua a resistere al passare degli anni, scolpita nella memoria collettiva di appassionati e addetti ai lavori: 23 ottobre 2011, il giorno in cui Marco Simoncelli perse la vita sul circuito di Sepang.

Il tempo, naturalmente, è andato avanti. Ma il ricordo del Sic non ha mai conosciuto davvero l’usura degli anni. Non si tratta soltanto del rimpianto per ciò che avrebbe potuto diventare, bensì della forza di ciò che è stato e del segno che è stato capace di lasciare dentro e fuori dal paddock.

Simoncelli rappresentava qualcosa di raro già per la sua epoca. In un ambiente sempre più costruito attorno all’immagine, portava con sé una spontaneità disarmante. I ricci ribelli, la parlata genuina, l’energia contagiosa e quel modo diretto di vivere il motociclismo lo avevano reso una figura unica e immediatamente riconoscibile.

Era competitivo fino all’estremo, talvolta persino divisivo in pista, ma sempre autentico. Quelle staccate al limite che gli costarono critiche e polemiche vengono oggi ricordate come l’espressione più sincera di un pilota che correva seguendo il proprio istinto, senza filtri e senza calcoli. Qualcosa di cui tanti lamentano l’assenza nell’attuale panorama del motorsport.

A distanza di quindici anni, la sua eredità continua a essere tangibile. Vive nell’attività della Fondazione Marco Simoncelli, capace di trasformare un immenso dolore in aiuto concreto per chi ne ha bisogno. Vive nel progetto della Squadra Corse SIC58, portato avanti con determinazione da papà Paolo, che continua a offrire opportunità ai giovani talenti trasmettendo loro gli stessi valori che hanno accompagnato Marco per tutta la sua carriera. E vive anche a Misano, nel circuito che porta il suo nome.

Ogni anno, quando la MotoGp fa tappa in Romagna, il Misano World Circuit Marco Simoncelli diventa luogo di pellegrinaggio sportivo per migliaia di tifosi, pronti a colorare le tribune con il numero 58. Forse è proprio questo il motivo per cui Simoncelli continua a occupare un posto speciale nella memoria degli appassionati. Non per i risultati che avrebbe potuto raggiungere o per le vittorie che il destino gli ha negato, ma per ciò che rappresentava.

Il Sic era il manifesto di coraggio, spontaneità e passione, della capacità di affrontare ogni sfida con il sorriso e con la voglia di dare sempre qualcosa in più. Quindici anni dopo Sepang, il 58 continua a essere molto più di un numero. È un ricordo che non sbiadisce, una storia che continua a essere raccontata e un’eredità che il tempo, semplicemente, non è riuscito e non riuscirà mai a cancellare.

Insieme con la musica lo sport è sempre stato al centro dei suoi interessi. Gli piace leggere e scrivere ed è anche appassionato di cinema: il suo idolo è Quentin Tarantino e il suo film preferito è Pulp Fiction.

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