Il predecessore di Kimi Antonelli duro su Charles Leclerc: “Meglio stare zitti”

Articolo di Marco Enzo Venturini

La questione riguarda alcune dichiarazioni dei rivali di Kimi Antonelli in difficoltà: ora c'è George Russell, 2-3 gare fa capitò a Charles Leclerc.

Andrea Kimi Antonelli ha raggiunto la ragguardevole quota di sei vittorie in Formula 1 aggiudicandosi il recente Gran Premio del Belgio a Spa, diventando il secondo italiano con maggiori successi nella storia del Circus. A quota sei c’è infatti anche Riccardo Patrese, che nel frattempo ha attaccato il compagno di team in Mercedes del giovanissimo bolognese, George Russell, ma anche Charles Leclerc. In particolare per alcuni momenti che hanno caratterizzato il 2026 del pilota Ferrari.

“A volte i piloti sono fatti così – ha osservato Patrese -. Se le cose non girano nel modo giusto pensano che il mondo intero ce l’abbia con loro. In questo modo, però, poi fanno delle sciocchezze. Come Leclerc, che cercava di giustificarsi con alcune critiche come quelle che ha fatto ai freni. Ed è curioso che lo facesse 2-3 gare fa in maniera molto simile a come ora fa Russell. Però a volte è meglio stare zitti piuttosto che cercare scuse”.

Il successo di Spa ha un peso specifico enorme anche sul piano della classifica iridata: Antonelli guida con 209 punti, con un vantaggio di 45 lunghezze su Lewis Hamilton e di 50 sul compagno di squadra George Russell. Un margine che inizia a far parlare di possibili team order in casa Mercedes, anche se il team principal Toto Wolff ha tagliato corto sull’argomento: “Questo è un campionato Costruttori tanto quanto un campionato Piloti. Non toglieremmo mai una vittoria a nessuno dei piloti. Quindi, se George fosse in testa, anche se è indietro in campionato, in questa fase della stagione, non lo fermeremmo per fare passare Kimi”.

Dal punto di vista storico, la vittoria belga ha assunto contorni quasi epici per il motorsport italiano. Antonelli è diventato il primo pilota italiano a trionfare a Spa-Francorchamps dopo ben 73 anni: l’ultimo era stato Alberto Ascari nel 1953. Con sei vittorie stagionali, il 19enne ha inoltre eguagliato il record di vittorie in una singola annata detenuto proprio da Ascari nel 1952. Nella classifica assoluta dei più vincenti di sempre, il bolognese è ora al 46° posto, affiancando una leggenda come Gilles Villeneuve a quota sei affermazioni in carriera, e punta dritta all’inseguimento di Ascari, unico italiano davanti a lui con tredici successi complessivi.

La crescita di Antonelli appare ancora più straordinaria se si considera il contesto di appena dodici mesi fa. Proprio a Spa, nel 2025, il giovane pilota era nel pieno di una crisi da rookie: qualifiche disastrose, lacrime davanti ai cronisti e dubbi diffusi sulla scelta di Wolff di affidargli il sedile che fu di Lewis Hamilton. Oggi, invece, Kimi è la forza trainante della Mercedes, un pilota capace di gestire e dominare con una maturità sorprendente per la sua età. Una trasformazione che non è passata inosservata nemmeno oltreoceano: The Athletic, la piattaforma sportiva del New York Times, gli ha dedicato un lungo editoriale dopo il trionfo di Spa, sottolineando come Antonelli sia diventato un esempio di “serenità e stabilità”, qualità che lo rendono, secondo la testata americana, un candidato credibile a diventare il più giovane campione del mondo della storia.

Il fenomeno Antonelli, del resto, ha ormai travalicato i confini del paddock per diventare un caso mediatico e sociale di portata nazionale. In Italia è esplosa la cosiddetta “Kimi-mania”: il numero dei suoi follower su Instagram ha superato i 6,9 milioni, una popolarità che lo pone davanti ad altri grandi campioni italiani del momento come Gianluigi Donnarumma e Jannik Sinner. Fuori dalla pista, però, il ragazzo nato nel 2006 sembra impermeabile alla fama: continua a trascorrere il tempo libero con la famiglia e gli amici di sempre, ed è spesso presente al fianco del padre Marco nelle gare del team di kart di famiglia, dove si mostra disponibile e attento nei confronti dei giovani piloti che lo considerano un modello da seguire prima ancora che un campione.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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