"Siamo al fianco del popolo kuwaitiano in questo momento difficile" ha affermato il segretario di stato statunitense.
Manca una settimana al via dei Mondiali ma nessuno è pronto a scommettere che ci sarà anche l’Iran. Perentorie le parole del segretario di Stato statunitense Marco Rubio: ha espresso una dura condanna per “gli attacchi oltraggiosi e inaccettabili dell’Iran”, che hanno colpito l’aeroporto internazionale del Kuwait e altre aree del Paese. Ha inoltre manifestato “le proprie condoglianze per le vittime e i feriti causati da tale attacco”.
Secondo una nota diffusa dal Dipartimento di Stato in merito all’incontro tra Rubio e il ministro degli Esteri kuwaitiano, Jarrah Jaber Al-Ahmad Al Sabah, “Siamo al fianco del popolo kuwaitiano in questo momento difficile”. Gli Stati Uniti hanno infine riaffermato il loro impegno a favore della sicurezza del Kuwait, della prevenzione dell’acquisizione di armi nucleari da parte dell’Iran e della tutela dell’apertura dello Stretto di Hormuz.
L’avvicinamento della nazionale iraniana alla Coppa del Mondo di calcio si sta rivelando molto difficoltoso a causa dell’attuale situazione geopolitica e delle tensioni tra Iran e Stati Uniti. Attualmente la squadra si trova ad Antalya in attesa di trasferirsi in Messico. Il presidente della Federcalcio iraniana, Mehdi Taj, durante un programma sportivo trasmesso dalla televisione di Stato, ha aggiornato sulla situazione: “Sabato partiremo per la Spagna e da lì la nazionale volerà direttamente a Tijuana. Dopo avere ottenuto il visto messicano credo e spero sarà rapida la procedura per i documenti statunitensi”.
Sul fronte strettamente sportivo, il ‘Team Melli’ ha concluso il proprio ritiro europeo in Turchia con un’amichevole a porte chiuse contro il Mali, disputata sul prato del Mardan Stadyumu di Antalya. Una scelta voluta dal CT Amir Ghalenoei per blindare gli ultimi schemi tattici e proteggere la squadra in vista della partenza per il Messico. L’Iran arriva a questo appuntamento forte di una preparazione incoraggiante, che aveva già fruttato una vittoria per 3-1 contro il Gambia, e di un percorso di qualificazione dominato con pieno merito: il pass per i Mondiali era stato matematicamente conquistato il 24 marzo 2025 grazie a un prezioso pareggio per 2-2 sul campo dell’Uzbekistan.
Inserito nel Gruppo G insieme a Belgio, Egitto e Nuova Zelanda, il ‘Team Melli’ dovrà disputare tutte e tre le partite sul suolo statunitense: il 15 giugno contro la Nuova Zelanda a Los Angeles, il 21 giugno contro il Belgio sempre a Los Angeles e il 26 giugno contro l’Egitto a Seattle. È proprio questo il nodo centrale della vicenda: senza i visti americani, la partecipazione iraniana resta tecnicamente impossibile. Taj ha chiarito la posizione della federazione nei confronti delle autorità statunitensi, che avrebbero proposto una permanenza limitata a 48 ore per ogni trasferta: “L’America non può decidere per noi. Noi siamo ospiti della FIFA e su questo parleremo con la federazione internazionale di calcio. Ciò che conta per noi è negoziare con la FIFA”.