La Fifa continua a prendere tempo sulla partecipazione o meno dell’Iran alla rassegna iridata: uno stallo comprensibile alla luce di quanto sta succedendo tra gli Stati Uniti, tra l’altro una delle sedi della rassegna iridata che andrà in scena dall’11 giugno al 19 luglio, e il Paese asiatico. Sul piano militare, il segretario della difesa Pete Hegseth ha riaffermato che, se non si arriverà a un accordo soddisfacente, le forze armate statunitensi sono pronte a tornare a colpire l’Iran. Ha inoltre precisato che il blocco dei porti iraniani continuerà finché sarà ritenuto necessario.
Il Comando centrale degli Stati Uniti ha sottolineato su X che, per la prima volta da molti anni, tre portaerei sono operative contemporaneamente in Medio Oriente: la USS Abraham Lincoln, la Gerald R. Ford e la George H.W. Bush. Trump, dal canto suo, ha invitato alla prudenza, chiedendo di non affrettare i tempi e ribadendo di voler raggiungere un’intesa solida e duratura.
La Gazzetta dello Sport, sulla sua edizione online, ha intanto creato un sondaggio. “Sareste contenti se l’Italia venisse ripescata per il Mondiale?” ha chiesto ai suoi lettori. L’esito dell’inchiesta, che si è appena chiusa, sta già creando scalpore. L’opzione “No, il Mondiale andava conquistato sul campo” ha stravinto con il 78.3%. Soltanto il 21.7% (in pratica uno su cinque) ha detto “Sì, sarebbe una grande occasione per il Paese”. Oltre 27mila le persone che hanno espresso il proprio voto.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è stato netto: “Oggi ho letto che l’inviato di Trump vuole ripescare l’Italia ai mondiali: la trovo una cosa vergognosa. Io mi vergognerei”. Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente del CONI Luciano Buonfiglio: “Innanzitutto non credo sia possibile. Seconda cosa, mi sentirei offeso: la partecipazione a un Mondiale va meritata”. Anche il giornalista Enrico Mentana ha affidato ai social il proprio disappunto, parlando di una prospettiva “squallida e ingiusta, e offensiva per la nostra storia sportiva”. Una voce parzialmente fuori dal coro è quella dell’ex presidente della FIGC Giancarlo Abete, che pur esprimendo “grandi perplessità” sul piano normativo, non ha chiuso del tutto alla speranza: “Da tifosi non si può che sperare. Tutto può avvenire, ma se, come leggo, il soggetto fa la proposta per Trump non saprei da che parte iniziare”. Abete ha poi sottolineato la questione della rappresentatività geografica: “Se fossi un continente direi che quel posto spetta a una squadra dello stesso continente”.
La Fifa dovrà sciogliere la riserva entro fine aprile o i primi di maggio. Tra le ipotesi sul tavolo figura un mini-torneo di qualificazione che coinvolgerebbe Italia e Danimarca tra le europee, oltre a rappresentanti asiatiche, africane e sudamericane, per assegnare l’unico posto eventualmente rimasto vacante. In pole position per una sostituzione diretta dell’Iran resterebbe comunque una selezione asiatica, con gli Emirati Arabi Uniti in prima fila.