Ripescaggio Italia ai Mondiali, scendono in campo anche le escort

Articolo di Nicola Lama

"La pratica si può sbloccare per il modo che alcuni giocatori hanno di passare il tempo libero, cosa che io non condanno assolutamente“ dice Pietro Senaldi.

Pietro Senaldi, condirettore di Libero, interviene tra il serio e il faceto sulla questione del possibile ripescaggio dell’Italia ai Mondiali che si giocheranno tra Canada, Messico e Stati Uniti. “Cioè, ma posso di organizzare un mondiale senza avere dei frequentatori di escort (ma il termine utilizzato è un altro, ndr) di primissima fascia come alcuni calciatori italiani – si è domandato -? Ma la mia lettura è un’altra, perché questa vicenda si è concomitante con l’esplosione di questo scandalo del sesso che coinvolge molti calciatori di Serie A che si sarebbero stati nel giro di un’agenzia di escort che organizzava loro incontri anche sessuali con giovani donne”.

“Non c’è reato per i ragazzi, però io penso che siccome forse sono coinvolti anche dei giocatori della Nazionale, e qui forse si spiega perché non riescono a combinare un cavolo in campo, forse Trump si è entusiasmato, diciamo così, da questo attivismo sessuale dei nostri calciatori e dice ‘Ma posso di organizzare un mondiale senza avere dei (lo stesso termine di prima, ndr) di primissima fascia come i calciatori italiani?’”.

“E allora, ecco, io credo che se si sbloccherà questa pratica, forse sarà per la guerra, probabilmente sarà per Zampolli, forse sarà perché questo Zampolli ha confuso Antonio Conte con Giuseppe Conte, ma soprattutto sarà per il modo che alcuni giocatori hanno di passare il tempo libero, cosa che io non condanno assolutamente“.

Negli ultimi giorni si è parlato di un “super playoff” fra alcune delle migliori nazionali escluse a seguito delle qualificazioni: le selezioni di cui si è discusso maggiormente sono Italia (migliore in assoluto nel ranking fra le escluse), Nigeria (migliore nel ranking tra le africane), Emirati Arabi Uniti e Bolivia (entrambe fuori agli ultimi ostacoli). C’è però chi non ci sta, sentendosi ulteriormente escluso: è, ad esempio, il caso del Camerun.

A Yaoundé, infatti, c’è chi alza la voce sottolineando che l’unica nazionale africana a chiudere un Mondiale senza sconfitte (a Spagna 1982, infatti, ottenne tre pareggi che però non valsero la qualificazione alla fase successiva), nonché l’unica, sempre tra le africane, a sconfiggere il Brasile nella rassegna iridata, non debba essere esclusa a priori dal discorso ripescaggio, chiedendo che l’attenzione mediatica e politica non debba concentrarsi esclusivamente sulla Nigeria.

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