Ripescaggio Italia ai Mondiali: Iran assente, annullate altre due partite. C’è un nuovo problema

Articolo di Martino Davidi

I rappresentanti della federazione calcistica iraniana non erano presenti alle riunioni FIFA a Vancouver, alimentando nuovi timori sulla partecipazione di Teheran

Resta sempre in bilico la partecipazione dell’Iran alla Coppa del Mondo di calcio, nonostante le rassicurazioni del presidente della FIFA Gianni Infantino, della Casa Bianca e dello stesso governo di Teheran. I rappresentati della federazione calcistica iraniana non erano presenti martedì al più grande incontro ufficiale dei leader calcistici asiatici in vista dei Mondiali di quest’estate. Lo riporta ESPN.

L’incontro si è tenuto martedì a Vancouver, in Canada, alla presenza del presidente della FIFA Gianni Infantino. L’assenza degli emissari iraniani alimenta timori sulla partecipazione dell’Iran ai Mondiali, soprattutto per quanto riguarda i problemi con i visti, che secondo indiscrezioni avrebbe impedito ai rappresentanti iraniani di partecipare al congresso dell’AFC.

Fino a questo momento la FIFA ha sempre affermato che l’Iran rispetterà il calendario delle partite dei Mondiali stabilito lo scorso dicembre, prima che Stati Uniti e Israele lanciassero gli attacchi militari del 28 febbraio, e ha rifiutato di prendere in considerazione le proposte di spostare le partite della squadra in Messico.

L’Iran è in difficoltà anche per quanto riguarda la preparazione alla rassegna iridata. Dopo Porto Rico e Panama, altre due Nazionali si sono tirate indietro e hanno annullato i test match con la squadra di Teheran. Come riporta persianfootball, Macedonia del Nord e Angola, che avrebbero dovuto giocare contro la formazione di Ghalenoei nel pre ritiro in Turchia, avrebbero annullato i loro impegni.

A confermare il quadro caotico della preparazione iraniana sono state le stesse parole del commissario tecnico Amir Ghalenoei, che ha ammesso pubblicamente l’incertezza sulle avversarie: “Preferisco non fare nomi in questo momento. Ieri avevo citato due squadre, ma quando sono arrivato in hotel ho scoperto che quegli incontri erano stati annullati”. Nonostante ciò, il tecnico non ha rinunciato a mostrare determinazione in vista del torneo: “Non ci sono motivi per non partecipare al Mondiale. Se Dio vuole lo faremo”. Il piano attuale prevede che la squadra rimanga a Teheran fino al 6 maggio per disputare due partite interne, per poi trasferirsi in Turchia e successivamente, se possibile, negli Stati Uniti.

Sul fronte diplomatico, il nodo principale resta quello sollevato dal segretario di Stato americano Rubio, che ha chiarito come il problema non riguardi gli atleti in sé: “Sarebbero alcune delle altre persone che l’Iran vorrebbe portare, alcune delle quali hanno legami con le Guardie Rivoluzionarie. Quello che non possono fare è portare un gruppo di terroristi delle Guardie Rivoluzionarie nel nostro Paese e fingere che siano giornalisti e preparatori atletici”.

L’Iran è inserito nel Gruppo G insieme a Belgio, Egitto e Nuova Zelanda, e dovrebbe disputare due partite a Los Angeles — contro la Nuova Zelanda il 16 giugno e contro il Belgio il 21 giugno — prima di chiudere il girone con l’Egitto a Seattle il 26 giugno.  In questo scenario si è fatta sempre più insistente l’ipotesi di un ripescaggio dell’Italia al posto dell’Iran, sostenuta con forza da Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente americano Donald Trump. Zampolli ha dichiarato che ci sarebbe “il 50% di possibilità, forse anche di più” che l’Italia venga ripescata, aggiungendo di voler incontrare il presidente della FIFA Gianni Infantino per ribadirgli che “un Mondiale senza l’Italia non ha senso di esistere”.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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