Ripescaggio Italia ai Mondiali, l’aut aut al Congo fa sognare gli Azzurri

Articolo di Andrea Gussoni

Nigeria e Camerun sperano nel ripescaggio, ma la situazione si intreccia anche con l’Italia in uno scenario mondiale ancora in evoluzione verso il Mondiale 2026

Nigeria e Camerun sperano nel ripescaggio, ma la situazione si intreccia anche con l’Italia in uno scenario mondiale ancora in evoluzione verso il Mondiale 2026. Al centro della vicenda c’è la nazionale della Repubblica Democratica del Congo, costretta a gestire un delicato protocollo sanitario legato a un’epidemia di Ebola. Secondo quanto dichiarato da Andrew Giuliani, direttore esecutivo della task force della Casa Bianca per il Mondiale, la squadra dovrà restare in una “bolla” controllata in Belgio per almeno 21 giorni prima di poter entrare negli Stati Uniti, dove sono previste alcune amichevoli di preparazione.

“Abbiamo chiarito al Congo che devono mantenere l’integrità della loro bolla per 21 giorni prima di poter arrivare a Houston l’11 giugno”, ha spiegato Giuliani a ESPN. “Se non rispetteranno il protocollo, rischiano di non poter entrare negli Stati Uniti. Non possiamo essere più chiari di così”.

La misura è legata alla conferma di un nuovo focolaio di Ebola di tipo Bundibugyo, che ha già provocato oltre 130 vittime e centinaia di casi sospetti, portando anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità a dichiarare l’emergenza sanitaria internazionale. Le autorità statunitensi, in coordinamento con il CDC, hanno rafforzato i controlli e valutano ulteriori restrizioni sugli ingressi da alcune aree dell’Africa centrale. Anche per questo motivo, la situazione del Congo rischia di avere ripercussioni dirette sulla preparazione mondiale della squadra, attualmente composta in larga parte da giocatori che militano nei campionati europei e guidata dal commissario tecnico francese Sébastien Desabre.

Giuliani ha inoltre sottolineato che eventuali nuovi arrivi o contatti esterni alla squadra potrebbero compromettere l’intero gruppo: “Devono mantenere una bolla separata. Se qualcuno dovesse risultare sintomatico, l’intera partecipazione potrebbe essere a rischio”. In questo contesto di incertezza, si apre anche il tema dei possibili ripescaggi e delle qualificazioni ancora da definire. Nigeria e Camerun osservano con attenzione l’evoluzione della situazione, alimentando la speranza di un eventuale subentro nel caso di esclusioni o riassegnazioni.

Ma tra le squadre che monitorano lo scenario, secondo ambienti federali, ci sarebbe anche l’Italia, impegnata a mantenere viva la propria posizione nel ranking e pronta a intervenire qualora si aprissero spiragli regolamentari legati alla struttura del torneo o a eventuali riammissioni.

Nel frattempo il calendario del Congo resta confermato, con amichevoli in Belgio e Spagna e un esordio mondiale fissato contro il Portogallo il 17 giugno a Houston, prima delle successive sfide contro Colombia e Uzbekistan. Una situazione in continua evoluzione, dove salute pubblica, logistica internazionale e regolamenti sportivi si intrecciano, lasciando aperti scenari ancora tutti da definire in vista del Mondiale 2026.

Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.

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