L'Italia ha ancora una speranza, sia pure infinitesimale, di giocare nella rassegna iridata.
Le autorità sanitarie messicane hanno acceso l’attenzione sul possibile rischio che l’epidemia di Ebola possa arrivare nel Paese in occasione dei Mondiali di calcio, considerando che una delle gare della Repubblica Democratica del Congo si disputerà proprio in Messico, nazione che tra l’altro si era anche offerta di ospitare le partite dell’Iran: una questione che non è ancora stata risolta e che consente all’Italia di avere ancora una speranza, sia pure infinitesimale, di giocare nella rassegna iridata.
Il ministro della Salute David Kershenobich ha spiegato di aver già diramato un’allerta epidemiologica a tutte le strutture sanitarie, assicurando che resta attivo un sistema di monitoraggio costante per individuare eventuali casi importati.
Nel frattempo l’infettivologo Francisco Moreno ha proposto misure ancora più rigide: una quarantena di 21 giorni per i giocatori congolesi, pari al periodo massimo di incubazione del virus, e il divieto d’ingresso nel Paese per i tifosi provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo. Secondo Moreno, si tratta di provvedimenti severi ma necessari per evitare rischi sanitari, ricordando quanto possano diventare pericolose infezioni virali di questo tipo se sottovalutate.
La selezione congolese giocherà contro la Colombia il 23 giugno a Guadalajara, mentre le altre due sfide del girone si disputeranno negli Stati Uniti: il 17 giugno contro il Portogallo a Houston e il 27 giugno contro l’Uzbekistan ad Atlanta.
Flavio Brambilla
Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.