Dopo Canada e Messico anche gli Stati Uniti hanno concluso la loro avventura agli ottavi di finale.
Dei tre Paesi organizzatori del campionato del mondo due già nei giorni scorsi avevano smesso di sperare di alzare la coppa più ambita: prima è toccato al Canada uscire dalla competizione, travolto da un Marocco di altro livello rispetto a Jonathan David e compagni, e quindi al Messico, estromesso dall’Inghilterra del bomber Harry Kane.
Nonostante le macumbe – e probabilmente qualcosa di più – da parte di Donald Trump e Gianni Infantino anche gli Stati Uniti hanno fatto la stessa fine, strapazzati davanti agli occhi del presidente della Fifa dal Belgio di uno scatenato Charles De Ketelaere, autore di una doppietta già nella prima frazione di gioco: 4-1 il risultato finale della squadra allenata da Rudi Garcia che ora se la vedrà con la Spagna ai quarti di finale, fase del torneo tabù per le tre nordamericane. Non una grande figura, va detto.
A nulla è servita la clamorosa grazia concessa dalla FIFA a Folarin Balogun, l’attaccante statunitense che era stato espulso nella sfida contro la Bosnia-Erzegovina per un intervento su Muharemovic e che avrebbe dovuto scontare un turno di squalifica automatica. La commissione disciplinare della FIFA aveva invece deciso di sospendere la sanzione applicando l’articolo 27 del proprio Codice Disciplinare, una mossa senza precedenti nella storia dei Mondiali che aveva scatenato un putiferio diplomatico e sportivo. Balogun è dunque sceso in campo contro il Belgio, ma non è bastato: i Diavoli Rossi lo hanno travolto lo stesso.
La partita, disputata a Seattle, ha visto il Belgio dominare sin dalle prime battute. Timothy Castagne aveva già messo in apprensione il portiere americano Freese con un’occasione clamorosa prima che De Ketelaere aprisse le marcature. Gli Stati Uniti avevano trovato un momentaneo pareggio con Malik Tillman su calcio di punizione, ma la risposta belga era stata immediata con la doppietta dello stesso De Ketelaere. Nella ripresa, Hans Vanaken aveva approfittato di un grave errore del portiere americano su assist dello stesso De Ketelaere per il 3-1, prima che Romelu Lukaku chiudesse definitivamente i conti nel finale. Da segnalare anche il problema fisico di Christian Pulisic, che zoppicava vistosamente ed è stato costretto a lasciare il campo anzitempo.
Il caso Balogun, nel frattempo, rischia di trasformarsi in un vero e proprio vaso di Pandora per la FIFA. Dopo le proteste dell’UEFA, della Federcalcio belga e di numerosi esponenti del mondo del calcio, la decisione ha creato un precedente pericoloso: sia l’Inghilterra che la Francia hanno annunciato l’intenzione di presentare ricorsi analoghi. La Football Association starebbe valutando di impugnare il cartellino rosso ricevuto da Jarrel Quansah durante l’ottavo di finale contro il Messico, con l’obiettivo di averlo a disposizione per i quarti contro la Norvegia di Haaland. I Bleus, dal canto loro, avrebbero già inviato alla FIFA una richiesta formale di annullamento del cartellino giallo rimediato da Olise contro il Paraguay.
A gettare ulteriore benzina sul fuoco ci ha pensato persino Sepp Blatter, ex presidente FIFA, che sui social non ha risparmiato il suo successore Infantino: “I cartellini rossi non vengono ribaltati da telefonate politiche. Vengono ribaltati da regole, prove e organismi indipendenti. Se un Presidente degli Stati Uniti interviene con il Presidente della FIFA, e un giocatore viene improvvisamente scagionato prima di una partita a eliminazione diretta della Coppa del Mondo, la domanda è inevitabile: Quo vadis, FIFA?”. Parole durissime, che si aggiungono al coro di critiche di chi vede nel calcio un terreno sempre più esposto alle pressioni del potere politico.
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