Canada
Aggiornato Mar 07 Lug 2026 alle 04:26Il Canada è protagonista assoluto delle ultime notizie calcistiche, con l’esordio ai Mondiali 2026 che ha già acceso i riflettori sulla selezione nordamericana. Dopo mesi di preparazione e un percorso di qualificazione garantito dal ruolo di paese ospitante, la nazionale di Jesse Marsch ha debuttato nel Gruppo B con un pareggio per 1-1 contro la Bosnia, deludendo i quasi 50mila tifosi accorsi allo stadio di Toronto.
Canada-Bosnia 1-1: un esordio amaro per i padroni di casa
Le ultime news dal fronte Mondiali raccontano di un Canada che ha faticato più del previsto contro una Bosnia organizzata e concreta. La selezione di Barbarez — la stessa che aveva eliminato l’Italia ai playoff di marzo — ha trovato il vantaggio già al 21′ con Jovo Lukic, bravo a sfruttare un corner con un tap-in che ha gelato il pubblico di casa. Dzeko è rimasto in panchina, ma la Bosnia ha dimostrato di non aver bisogno del suo veterano per fare male.
Il Canada ha spinto con continuità nella ripresa, soffrendo però la compattezza difensiva bosniaca. La svolta è arrivata al 77′ con il cambio azzeccato di Marsch: fuori Oluwaseyi, dentro Cyle Larin, che dopo appena tre minuti ha trovato il pareggio con un destro preciso su assist di Promise David. Jonathan David, attaccante della Juventus, non è riuscito a incidere come ci si aspettava: al 17′ aveva già sprecato una buona occasione tirando troppo centralmente davanti a Vasilj. Il risultato finale di 1-1 lascia il Canada in una posizione di equilibrio nel girone, con Svizzera e Qatar come prossime avversarie.
Un Mondiale tra polemiche politiche e tensioni internazionali
Le ultime notizie sui Mondiali 2026 non riguardano solo il campo. Il torneo è partito avvolto da un clima di tensioni politiche senza precedenti, con gli Stati Uniti al centro delle polemiche per la gestione dei visti. Il caso dell’arbitro somalo Omar Artan, respinto alla frontiera americana nonostante la selezione FIFA, ha aperto una ferita difficile da rimarginare. Gianni Infantino ha dichiarato che la Federazione internazionale non può intromettersi nelle politiche migratorie di un paese organizzatore, una posizione che non ha placato le critiche.
Dal Canada è arrivata una risposta politica pungente: David Eby, premier della British Columbia, ha pubblicato un messaggio su X invitando Artan ad arbitrare a Vancouver, in una provocazione diretta alla gestione statunitense dei confini sotto la presidenza di Donald Trump. Una mossa più simbolica che concreta, ma sufficiente a fare il giro del mondo e ad alimentare ulteriormente le tensioni tra i tre paesi co-organizzatori. Il risultato è un Mondiale che rischia di essere ricordato tanto per quanto accade fuori dal campo quanto per le gesta sportive.
Il percorso del Canada verso i Mondiali: tra infortuni e ambizioni
Per comprendere appieno le novità legate alla nazionale canadese, vale la pena ripercorrere i mesi che hanno preceduto il torneo. Nella preparazione pre-Mondiale, il ct Jesse Marsch aveva dovuto fare i conti con una vera emergenza infortuni: il capitano Alphonso Davies era rimasto ai box per un problema al tendine del ginocchio, mentre il vice-capitano Stephen Eustáquio e il difensore Moise Bombito avevano saltato l’amichevole contro l’Islanda a fine marzo. Assenze pesanti che avevano costretto lo staff tecnico a sperimentare soluzioni alternative, lanciando volti nuovi in tutti i reparti.
Nonostante le difficoltà, il Canada si è presentato ai Mondiali con una rosa di qualità, con Jonathan David — reduce da una stagione importante con la Juventus — come punto di riferimento offensivo. Anche Tajon Buchanan, ala dell’Inter reduce da un prestito al Villarreal, è tra i giocatori più attesi. Il canadese aveva già fatto parlare di sé nell’estate del 2025, quando durante un match contro l’Honduras aveva sbattuto violentemente la testa contro il palo prima di rialzarsi e segnare addirittura due gol nel 6-0 finale: un episodio che aveva mostrato la sua tempra e il suo valore.
Il Canada porta con sé anche l’esperienza maturata nella Copa America del 2024, dove aveva raggiunto le semifinali eliminando il Venezuela ai rigori grazie alla parata decisiva di Crepeau e al rigore trasformato da Ismael Koné. In semifinale era arrivata la sconfitta contro l’Argentina, mentre nella finalina per il terzo posto l’Uruguay aveva avuto la meglio ai calci di rigore. Quell’esperienza, tuttavia, aveva dimostrato le potenzialità di un gruppo in crescita, capace di competere con le migliori nazionali del continente americano.
Ora, con il Mondiale in casa, le aspettative sono altissime. Il pareggio all’esordio contro la Bosnia non è un risultato catastrofico, ma il Canada sa che dovrà fare di più per soddisfare il proprio pubblico e per superare la fase a gironi. Le prossime partite contro Svizzera e Qatar saranno decisive per capire se questa generazione di talenti riuscirà finalmente a lasciare il segno sulla scena mondiale.