Inghilterra
Aggiornato Sab 18 Lug 2026 alle 14:45Il cammino dell’Inghilterra ai Mondiali 2026 si è concluso ad Atlanta con la sconfitta in semifinale contro l’Argentina, al termine di una partita che ha tenuto il mondo con il fiato sospeso fino al 92′. Le ultime notizie raccontano di una squadra che ha lottato fino all’ultimo, portandosi in vantaggio con Gordon al 55′, salvo poi subire la rimonta dell’Albiceleste firmata da Enzo Fernández all’85’ e da Lautaro Martínez in pieno recupero, entrambi su assist di Lionel Messi. Una beffa cocente per i Tre Leoni, che escono dal torneo a testa alta ma con il rimpianto di aver sfiorato la finale.
La partita è entrata nella storia anche per un episodio diventato virale sui social: la borraccia dimenticata in campo da Jordan Pickford, raccolta dal massaggiatore argentino Marcelo D’Andrea e mostrata ai giocatori dell’Albiceleste. Sul retro della borraccia erano riportati gli appunti dello staff inglese per una eventuale lotteria dei rigori, con indicazioni dettagliate su ogni possibile tiratore argentino. Messi, incuriosito, ha chiesto ai compagni cosa ci fosse scritto, mentre Enzo Fernández e Marcos Senesi, grazie alla loro esperienza in Premier League, hanno tradotto le note in inglese tra le risate generali. Un epilogo beffardo per Pickford, che aveva preparato meticolosamente ogni scenario senza poi averne bisogno.
Una semifinale di fuoco: tensioni, record e polemiche arbitrali
La sfida tra Inghilterra e Argentina era carica di tensioni già prima del calcio d’inizio. Durante gli inni nazionali, i tifosi argentini avevano coperto con i propri cori il God Save the King, scatenando la reazione dei sostenitori inglesi che avevano fischiato l’inno avversario. In campo, i primi dieci minuti hanno fatto registrare sette falli, un dato che secondo Alberto Rimedio e Lele Adani in telecronaca rappresenterebbe un record assoluto per l’inizio di una partita di questo livello. La rivalità storica tra le due nazionali, alimentata da decenni di precedenti memorabili e da tensioni che vanno ben oltre il rettangolo di gioco, ha reso ogni duello individuale una battaglia.
Anche la vigilia era stata infuocata. Le dichiarazioni di Thomas Tuchel, che aveva definito Messi «un killer silenzioso», avevano scatenato un caso mediatico in un contesto già delicatissimo, considerando il peso storico che accompagna ogni sfida tra i due Paesi. E non erano mancate le polemiche sulla designazione arbitrale: la FIFA aveva scelto l’americano Ismail Elfath, nelle cui cinque partite con Messi in campo l’Argentina aveva sempre vinto, alimentando ironie e sospetti tra i tifosi inglesi.
Sul fronte della telecronaca italiana, Lele Adani è finito al centro di una bufera social per il suo entusiasmo durante la diretta Rai. La sua esclamazione «Infinita la leggenda di Messi!» al momento del gol del sorpasso argentino è diventata virale, dividendo il pubblico tra chi ha apprezzato la passione e chi lo ha accusato di commentare come un tifoso dell’Albiceleste, chiedendo addirittura una raccolta firme per allontanarlo dalla Rai.
Il percorso dei Tre Leoni: da Kansas City ad Atlanta
La strada che ha portato l’Inghilterra fino in semifinale è stata tutt’altro che lineare. Il torneo era iniziato con una clamorosa disavventura: il furto nel ritiro di Kansas City, dove ignoti avevano forzato i portelloni dei furgoni dell’attrezzatura, facendo sparire palloni, divise, kit medici e scarpe personalizzate di Kane e Bellingham. Un inizio da dimenticare, che però non aveva scalfito la determinazione del gruppo.
Nella fase a gironi, i Tre Leoni avevano battuto la Croazia 4-2 all’esordio, con una doppietta di Harry Kane e reti di Bellingham e Rashford, prima di fermarsi sullo 0-0 contro il Ghana e chiudere con la vittoria sul Panama. Agli ottavi, il successo per 3-2 sul Messico allo Stadio Azteca aveva portato con sé la gioia e il dramma: Kane e Bellingham avevano trascinato i Tre Leoni, ma durante i festeggiamenti post-partita Jordan Henderson era scivolato su un cartellone pubblicitario, riportando la frattura dell’avambraccio sinistro. Il centrocampista aveva scelto di restare nel ritiro per supportare i compagni, diventando un simbolo dello spirito del gruppo.
Ai quarti, la sfida contro la Norvegia era stata un’altra battaglia epica, risolta solo ai tempi supplementari per 2-1 grazie alla doppietta di Jude Bellingham. Anche in quel caso non erano mancate le polemiche: il gol del pareggio inglese era stato preceduto da un possibile contatto con la Spidercam, la telecamera sospesa sull’Hard Rock Stadium di Miami, con la Norvegia convinta che il pallone avesse deviato modificando la traiettoria. La FIFA aveva risposto con i dati del sensore interno al pallone, escludendo qualsiasi contatto rilevante, ma le discussioni non si erano placate. A complicare ulteriormente il quadro, la squalifica di due giornate inflitta a Jarell Quansah dopo il rosso contro il Messico, una decisione che aveva fatto infuriare i tifosi inglesi, soprattutto alla luce del trattamento diverso riservato all’americano Balogun, graziato dopo l’intervento diretto di Donald Trump presso il presidente FIFA Gianni Infantino.
Nonostante l’eliminazione, il Mondiale 2026 resterà nella memoria collettiva inglese come un torneo di emozioni intense, polemiche roventi e momenti di calcio straordinario. Pickford ha riscritto la storia stabilendo il record di presenze ai Mondiali tra i portieri inglesi, superando la leggenda Peter Shilton. Kane ha continuato a segnare con continuità. Bellingham ha confermato di essere uno dei talenti più cristallini della sua generazione. L’Inghilterra torna a casa senza il trofeo, ma con la consapevolezza di aver disputato un torneo di altissimo livello.