Mondiali 2026, la Spagna in finale attira i primi sfottò a Donald Trump

Articolo di Marco Enzo Venturini

La prima finalista dei Mondiali 2026 rappresenta un Paese, la Spagna, che Donald Trump non vede di buon occhio: possibili imbarazzi a New York.

La Spagna giocherà la finale dei Mondiali di calcio 2026 in virtù della vittoria in semifinale contro la Francia di martedì sera a Dallas. Il successo per 2-0 della ‘Roja’, però, non è passato inosservato negli USA anche per questioni che vanno oltre il calcio. Non è infatti un segreto il fatto che Donald Trump avrà un ruolo centrale nella cerimonia della consegna della Coppa del Mondo ai vincitori, come non lo è il fatto che il presidente degli Stati Uniti veda attualmente tutt’altro che di buon occhio il Paese iberico. Aspetto che ha già iniziato a scatenare le prime ironie all’indirizzo dell’inquilino della Casa Bianca, in particolare da parte dei suoi detrattori in patria.

Uno di loro è Thomas J. Wright, in passato Senior Director per la pianificazione strategica presso il National Security Council (NSC, il Consiglio per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti) e che dopo la partita di Dallas non ha resistito alla tentazione di pubblicare un commento su X, l’ex Twitter. “Sarà piuttosto divertente se domenica Trump dovrà consegnare il trofeo della Coppa del Mondo alla Spagna”, è stata la sua considerazione.

Wright, del resto, ha fatto riferimento a un altro post, risalente allo scorso 8 luglio, in cui Trump parlò nel corso del vertice NATO di Ankara affermando: “La Spagna è una causa persa. Tra l’altro, non vogliamo più avere rapporti commerciali con loro. Vorrei interromperli. La Spagna è un pessimo partner nella NATO. Interrompete ogni commercio con la Spagna, per favore. Incluse le visite. Non vogliamo averci nulla a che fare. Sono irrecuperabili. Gente pessima”. E in effetti un eventuale exploit della squadra del ct De La Fuente potrebbe creare un certo imbarazzo nella notte del MetLife Stadium di New York. Quando sport e politica, ancora una volta, potrebbero incrociare il loro cammino.

Il contesto politico attorno alla finale di domenica 19 luglio è del resto già denso di tensioni che vanno ben oltre le dichiarazioni di Trump sulla Spagna. L’intera edizione dei Mondiali 2026 è stata accompagnata da polemiche che hanno investito direttamente la FIFA e il suo presidente Gianni Infantino, già fischiato sulle tribune dell’AT&T Stadium di Arlington durante la semifinale di martedì sera. L’ombra del caso Balogun — la revoca senza precedenti della squalifica automatica dell’attaccante statunitense del Monaco, maturata secondo molti osservatori in seguito a una telefonata di Trump allo stesso Infantino — continua a pesare sulla competizione. Persino Sepp Blatter, predecessore di Infantino alla guida della FIFA, aveva usato parole durissime: “I cartellini rossi non vengono ribaltati da telefonate politiche. Se un Presidente degli Stati Uniti interviene con il Presidente della FIFA, e un giocatore viene improvvisamente scagionato prima di una partita a eliminazione diretta della Coppa del Mondo, la domanda è inevitabile: Quo vadis, FIFA?”.

Non è peraltro l’unica polemica che ha caratterizzato la vigilia della semifinale tra Francia e Spagna. L’ex premier spagnolo Mariano Rajoy aveva definito la Francia “una squadra senza francesi”, in riferimento alle origini africane di molti giocatori dei Bleus, scatenando reazioni immediate e trasversali: la portavoce del governo francese Maud Bregeon aveva parlato di parole “chiaramente razziste”, mentre il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez aveva preso le distanze con un messaggio netto su X: “La Spagna appartiene a chi la ama e lavora per essa, non a chi la disonora con dichiarazioni xenofobe”. Sul campo, la risposta più eloquente l’ha data la Spagna stessa, dominando con autorità.

In questo scenario, già di per sé infuocato, la finale di domenica al MetLife Stadium di New York si arricchisce di un ulteriore elemento di spettacolo. Laura Pausini è stata scelta per cantare in diretta e in Mondovisione nel corso della cerimonia di chiusura, al fianco di Robbie Williams e Nicole Scherzinger, l’inno ufficiale FIFA ‘Desire’. “Che emozione! Si parte per New York!”, ha scritto la cantautrice romagnola sul suo account Instagram, ricordando come un anno fa Robbie Williams l’avesse invitata a unirsi a lui per questa canzone. La presenza di una voce italiana ad aprire la partita che potrebbe vedere la Spagna — la nazione che Trump ha definito “irrecuperabile” — alzare la Coppa del Mondo aggiunge un ulteriore strato di suggestione a una serata che si preannuncia storica, dentro e fuori dal campo.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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