Spagna
Aggiornato Gio 02 Lug 2026 alle 21:58La Spagna si presenta ai Mondiali 2026 con un percorso fatto di alti e bassi, ma con un messaggio chiaro lanciato alle avversarie: le Furie Rosse ci sono, e quando girano a pieno regime sono devastanti. Le ultime notizie dalla competizione raccontano di una nazionale capace di passare dall’imbarazzo del pareggio all’esordio alla goleada convincente della seconda uscita, in un girone H che si sta rivelando più complicato del previsto.
Il flop contro Capo Verde e il riscatto contro l’Arabia Saudita
Il debutto della Selección ai Mondiali 2026 è stato a dir poco deludente: il 15 giugno ad Atlanta, la squadra di Luis De La Fuente non è andata oltre lo 0-0 contro Capo Verde, all’esordio assoluto nella competizione. Un risultato che ha fatto il giro del mondo, con le Furie Rosse apparse lente, prevedibili e incapaci di sfondare il muro difensivo degli isolani. Particolarmente emblematico il dato su Oyarzabal, che non ha toccato palla nei primi 30 minuti di partita: come rivelato da Opta, l’attaccante della Real Sociedad è diventato il primo giocatore a registrare questo dato dal Mondiale 1966. Un record impietoso per uno dei giocatori più attesi della competizione.
De La Fuente aveva provato a minimizzare in conferenza stampa, sottolineando come la Spagna avesse superato le 32 partite senza sconfitte e invitando a non cedere al panico. Le sue parole si sono rivelate profetiche: sei giorni dopo, contro l’Arabia Saudita, è arrivata la risposta più convincente possibile. Un netto 4-0 che ha rilanciato le ambizioni iberiche e portato la squadra momentaneamente in vetta al Gruppo H.
Protagonista assoluto della serata è stato proprio Oyarzabal, che si è riscattato alla grande segnando una doppietta in appena due minuti: al 19′ il più veloce di tutti a trafiggere Al-Owais al termine di una mischia, al 21′ in girata su assist di Dani Olmo. Prima dell’intervallo aveva anche sfiorato la terza rete colpendo la traversa. Ma la vera notizia della serata è stata il ritorno da titolare di Lamine Yamal, che ha aperto le danze al 10′ con un gol in spaccata su cross di Oyarzabal, diventando l’ottavo giocatore più giovane ad aver segnato in un Mondiale. Il 4-0 è arrivato al 49′ grazie all’autogol di Al Tambakt su tiro di Cucurella, mentre nel recupero è stato annullato per fuorigioco un possibile 5-0 di Ferran Torres.
Il caso Lamine Yamal: dall’ansia pre-Mondiale al gol da titolare
La presenza di Lamine Yamal al Mondiale era tutt’altro che scontata fino a poche settimane fa. Ad aprile, il fuoriclasse del Barcellona si era infortunato al bicipite femorale della gamba sinistra durante la partita contro il Celta Vigo, proprio dopo aver trasformato un rigore che gli aveva permesso di raggiungere quota 30 gol in Liga prima dei 19 anni, superando il record di Raul. Gli esami avevano confermato la lesione muscolare, costringendolo a saltare il resto della stagione di campionato con il Barcellona.
La buona notizia era arrivata contestualmente: i medici avevano indicato che il giocatore sarebbe stato disponibile per il Mondiale. E così è stato, anche se De La Fuente aveva scelto di gestirlo con cautela, tenendolo in panchina all’esordio contro Capo Verde e facendolo entrare solo al 70′. La scelta si è rivelata azzeccata: riposato e motivato, Yamal ha risposto con un gol al primo pallone toccato da titolare contro l’Arabia Saudita, confermando di essere il faro tecnico attorno al quale ruota tutta la manovra spagnola.
Un cammino lungo verso il Mondiale: dalle qualificazioni alla vigilia
Il percorso della Spagna verso i Mondiali 2026 era stato quasi impeccabile. Nelle qualificazioni europee, le Furie Rosse avevano dominato il Gruppo E con cinque vittorie e un pareggio, segnando 19 gol senza subirne uno prima dell’ultima giornata. La qualificazione era arrivata matematicamente il 18 novembre 2025 grazie al 2-2 contro la Turchia a Siviglia, con Oyarzabal a firmare il gol del pareggio finale. Al termine di quella partita, De La Fuente aveva fatto discutere rifiutando platealmente il saluto a un guardalinee, irritato per un gol annullato nel finale.
In preparazione al Mondiale, la Spagna aveva anche disputato la Finalissima 2026 contro l’Argentina campione del mondo in carica, oltre a un’amichevole contro la Serbia a Villarreal a fine marzo, dove aveva dovuto fare a meno di Alvaro Morata e Nico Williams. Il gruppo si era comunque consolidato, con De La Fuente fedele al suo 4-3-3 con Unai Simón in porta, una difesa giovane con Cucurella, Huijsen e Cubarsí, e un centrocampo di qualità con Pedri, Zubimendi e Fabián Ruiz. Ora, con la vittoria sull’Arabia Saudita in tasca, la Spagna si prepara all’ultima sfida del girone contro l’Uruguay, consapevole che il vero Mondiale deve ancora cominciare.