Mondiali 2026, Spagna in finale: la Francia si scioglie a Dallas

Articolo di Marco Enzo Venturini

Oyarzabal e Pedro Porro stendono una Francia mai in partita, e che manca la terza finale consecutiva ai Mondiali: la giocherà la Spagna.

La Spagna è la prima finalista dei Mondiali di calcio 2026. Gli iberici, che già erano riusciti a battere la Francia in semifinale a Euro 2024, si ripetono anche nella serata di Dallas sempre contro i Bleus e tornano a giocarsi l’atto conclusivo della Coppa del Mondo per la prima volta dal 2010 (quando si laurearono campioni). I ragazzi del ct Luis De La Fuente si impongono per 2-0 con una rete per tempo, ma al termine di una prestazione assolutamente dominante nei confronti della squadra guidata da Didier Deschamps. Che, dopo aver incantato per buona parte della spedizione americana, si scioglie d’incanto e non riesce di fatto mai a reagire alle marcature di Mikel Oyarzabal e Pedro Porro. Particolarmente in ombra l’attesissimo Kylian Mbappé.

Dopo un inizio di partita piuttosto contratto, in cui però si fanno notare Barcola e Koundé, la partita svolta al 22′: una follia di Digne regala un rigore alla Spagna, che Oyarzabal trasforma senza problemi. Mai, fino a questo punto, i Bleus si erano trovati in svantaggio nei Mondiali 2026. I problemi per la Francia peraltro aumentano quando, prima ancora della mezz’ora, Deschamps perde anche Saliba per infortunio. Prima dell’intervallo, quindi, Baena direttamente su lancio del portiere Unai Simon e poi Fabian Ruiz dopo un’azione avvolgente sfiorano il raddoppio (nel secondo caso è provvidenziale Upemecano). A tempo scaduto arriva un raro guizzo di Mbappé, anticipato sul gran lancio in profondità di Koundé da una perfetta e coraggiosa uscita del portiere avversario.

Ci si aspetterebbe una reazione della Francia nella ripresa, che però si apre con una grande occasione targata Yamal. Al 58′, quindi, Porro chiude definitivamente la partita raccogliendo palla da Olmo dopo una grande azione di squadra e presentandosi davanti a Maignan che non può evitare il 2-0. Meno di cinque minuti dopo è solo un fuorigioco ad evitare il tris di Yamal. I transalpini non riescono in alcun modo a dimezzare lo svantaggio, nemmeno quando Mbappé tenta la fortuna dalla distanza: Cucurella sventa il pericolo. Quando poi il capitano dei Bleus costringe Unai Simon ad un’uscita spericolata, un pigro Doué di fatto gli scaraventa il pallone addosso sprecando la più grande occasione del match per i suoi. È il segno che nulla cambierà: cade la Francia, dopo 16 anni la Spagna torna a giocarsi la finale di un Mondiale. I Galletti, per la prima volta dopo la doppietta 2018-2022, non lo faranno.

Una serata amara per i Bleus, che pagano a caro prezzo la leggerezza di Lucas Digne: il terzino dell’Aston Villa, nel tentativo di fermare Lamine Yamal in area, ha commesso il fallo che ha consegnato il rigore alla Spagna, spezzando il sogno di una nazionale che era arrivata alla semifinale come l’unica del torneo ad aver vinto tutte le partite nei tempi regolamentari. Nel percorso verso Dallas, la Francia aveva superato nel girone Senegal, Iraq e Norvegia, per poi eliminare Svezia, Paraguay e Marocco nella fase a eliminazione diretta. Un cammino quasi perfetto, rovinato da un singolo episodio e da una prestazione collettiva mai all’altezza delle aspettative.

La partita è stata raccontata in diretta su Rai1 dalla coppia formata da Stefano Bizzotto e Andrea Stramaccioni. Per Bizzotto si è trattata di un appuntamento dal sapore speciale e malinconico al tempo stesso: era la sua ultima telecronaca mondiale, la nona Coppa del Mondo raccontata per la televisione pubblica italiana. Una carriera straordinaria, chiusa però con una gaffe che ha fatto rapidamente il giro dei social: proprio nel momento del rigore, il telecronista bolzanino aveva commentato “grande occasione per la Francia e per Mbappé”, quando invece era la Spagna a stare per portarsi in vantaggio. Tra chi ha sottolineato l’episodio con ironia c’è stato anche Roberto Burioni, che su Facebook ha scritto: “Rigore per la Spagna e il telecronista Rai, più o meno a 20:27 della partita dice ‘grande occasione per la Francia e per Mbappé’. Ho ricontrollato su RaiPlay. Incredibile”. La finale del 19 luglio a New York sarà affidata ad Alberto Rimedio e Lele Adani.

Non solo calcio giocato, però: sulle tribune dell’AT&T Stadium di Arlington si è consumato anche un altro atto della saga che accompagna questi Mondiali. Gianni Infantino, presente in prima persona alla semifinale tra le tribune dello stadio texano, è stato accolto da una selva di fischi non appena inquadrato sui maxischermi. L’ombra del caso Balogun — la squalifica revocata all’attaccante del Monaco in circostanze mai del tutto chiarite, con la Commissione disciplinare FIFA che aveva applicato in maniera inedita l’articolo 27 del proprio Codice Disciplinare — continua a pesare sull’intera competizione. Le polemiche si erano ulteriormente alimentate quando sia Inghilterra che Francia avevano tentato di percorrere la stessa strada, ottenendo però esito negativo: un trattamento diseguale che aveva fatto parlare di “competizione diventata una farsa”. Persino Sepp Blatter, predecessore di Infantino alla guida della FIFA, aveva usato parole durissime: “I cartellini rossi non vengono ribaltati da telefonate politiche. Se un Presidente degli Stati Uniti interviene con il Presidente della FIFA, e un giocatore viene improvvisamente scagionato prima di una partita a eliminazione diretta della Coppa del Mondo, la domanda è inevitabile: Quo vadis, FIFA?”.

La vigilia della partita era stata peraltro segnata anche da un caso politico-diplomatico innescato dall’ex premier spagnolo Mariano Rajoy, che aveva definito la Francia “una squadra senza francesi” in riferimento alle origini africane di molti giocatori dei Bleus. Le reazioni erano state immediate e trasversali: la portavoce del governo francese Maud Bregeon aveva parlato di parole “chiaramente razziste”, mentre il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez aveva preso le distanze con un messaggio netto su X: “La Spagna appartiene a chi la ama e lavora per essa, non a chi la disonora con dichiarazioni xenofobe. Ci auguriamo che tra Francia e Spagna vinca il migliore ma soprattutto che perda il razzismo”. Sul campo, la risposta più eloquente l’ha data la Spagna stessa, dominando con autorità e mettendo a tacere ogni polemica con il gioco.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

TG SPORT

Articoli correlati