Il popolare ex coach non ha nascosto la sua irritazione per la situazione che si è venuta a creare in Serie A
La fine di Vanoli Cremona e Germani Brescia e la nascita delle due nuove realtà romane in vista della NBA Europe ha mandato su tutte le furie Dan Peterson, che a margine di un evento non ha lesinato le critiche.
“Sono contrario all’idea di poter vendere il diritto sportivo, per mille motivi. Il diritto sportivo si guadagna, si vince sul campo non con l’assegno bancario o col bonifico”, ha spiegato Peterson. “Trapani fallisce? Via la squadra, si richiama quella di sotto. Se Cremona vuole rinunciare al titolo e non ha i soldi per giocare in Serie A, può andarsene e lasciare spazio a chi se lo è meritato”, sono le parole riportate da Il T Quotidiano.
“Sa qual è la verità? Che la Lombardia ha perso due basi importanti, e questo non fa bene a nessuno”, ha continuato Peterson, che si è poi concentrato su Brescia: “Spero che il basket a Brescia non sparisca. Vorrei ripartisse, non so da dove e spero di scoprirlo presto. E’ triste che deve sparire una realtà che ha centrato semifinali e una finale scudetto, risultati di assoluto prestigio per una città che non è equiparabile ad altre piazze di basket”, è la dichiarazioni ripresa dal Giornale di Brescia.
“Per me è terribile, io vengo dal campo e questa operazione fa male a tutto il panorama cestistico italiano. La serie A la ottieni sul parquet, non con un bonifico. Provo a fare l’esempio di Cremona. Se la società sceglie di chiudere i battenti, che venga promosso qualcuno dalla A2. Ci vorrebbe una legge del Governo, del Coni o della Fip stessa che impedisca il meccanismo che viene invece ora messo in atto”.