NBA

Aggiornato Ven 03 Lug 2026 alle 08:51

La stagione NBA 2025-26 ha scritto pagine indimenticabili, regalando agli appassionati di basket emozioni straordinarie fino all’ultima palla a due. Le ultime notizie raccontano di un’annata che resterà nella storia, coronata da un trionfo storico e da storie umane capaci di toccare il cuore.

New York Knicks campioni NBA: la festa dopo 53 anni di attesa

Il capitolo più importante di questa stagione porta il nome dei New York Knicks. Dopo 53 anni di attesa, la franchigia della Grande Mela è tornata sul tetto del mondo, battendo i San Antonio Spurs 4-1 nella serie finale. Decisiva gara 5, disputata a San Antonio, con un netto 94-90 che ha fatto esplodere di gioia milioni di tifosi. Il grande protagonista è stato Jalen Brunson, nominato MVP delle Finals dopo una prestazione monumentale nell’atto conclusivo: 45 punti, di cui 13 consecutivi nel quarto periodo decisivo. «È surreale, non riesco ancora a crederci», ha dichiarato coach Mike Brown a ESPN, mentre Brunson ammetteva di essere «sbalordito».

La parata per le vie di New York ha radunato oltre un milione di tifosi, e Brunson ne ha approfittato per rispondere a chi aveva dubitato di lui nel corso degli anni. «Ci sono molte persone che si lasciano andare a tanti giudizi. Ma quando dimostri a tutti loro che si sono sbagliati, non c’è davvero bisogno di dire altro», ha dichiarato la guardia dei Knicks, con un chiaro riferimento anche alle parole dell’ex stella WNBA Becky Hammon, che nel dicembre 2023 aveva affermato che New York non avrebbe mai potuto vincere un titolo con un giocatore di 1,88 cm come miglior elemento. Si sbagliava clamorosamente.

Tra i protagonisti del trionfo c’è anche Josh Hart, il giocatore che nessuno sembrava volere davvero. A 31 anni, dopo anni di cessioni, allenatori cambiati e momenti difficili, l’ex Villanova Wildcats ha trovato casa a New York e ha contribuito in maniera determinante alla conquista dell’anello. «Sono stato messo in dubbio così tante volte. Poi ho trovato casa a New York, dove sono stato accolto per la persona che sono», ha raccontato Hart a ESPN, sottolineando come per lui contasse solo vincere, non i punti personali. Una storia di riscatto che ha commosso l’intera città.

Il cammino verso il titolo: dai playoff alla gloria

La cavalcata dei Knicks verso il titolo era stata straordinaria fin dai primi turni dei playoff. New York aveva dominato la finale della Eastern Conference contro Cleveland, portandosi sul 3-0 con una striscia di dieci vittorie consecutive nei playoff, diventando la settima squadra nella storia NBA a raggiungere tale traguardo. Brunson aveva predicato calma lungo tutto il percorso: «Continuiamo a concentrarci su ciò che dobbiamo fare», le sue parole dopo gara 3 contro i Cavs.

Dall’altra parte del tabellone, la finale della Western Conference aveva regalato una serie spettacolare tra i San Antonio Spurs di Victor Wembanyama e gli Oklahoma City Thunder campioni in carica. Gara 7 è andata agli Spurs, con Wembanyama e compagni che si sono imposti 111-103 in Oklahoma, staccando il pass per le Finals. Il fuoriclasse francese aveva trascinato San Antonio con prestazioni da sogno, inclusa una gara 6 da 28 punti, 10 rimbalzi e tre stoppate. Per Shai Gilgeous-Alexander, MVP della regular season, è stata una sconfitta difficile da digerire: «Ho fallito il mio obiettivo. Non ho raggiunto ciò che volevo», ha ammesso l’asso di OKC, promettendo di tornare più forte.

Nelle Finals, Wembanyama ha vissuto la sua prima grande delusione a livello professionistico. «Questa è la lezione più importante della mia vita», ha dichiarato il giovane fenomeno degli Spurs dopo la sconfitta, aggiungendo con maturità sorprendente: «Non so dire esattamente quale sia la lezione, ma stiamo imparando». Parole che lasciano presagire un futuro luminoso per il talento francese, nonostante l’amaro in bocca di questa stagione.

Il futuro di LeBron James e le ultime novità dal mondo NBA

Mentre New York festeggia, il grande interrogativo che tiene banco riguarda il futuro di LeBron James. A 41 anni, dopo l’eliminazione dei Los Angeles Lakers per mano di OKC nei playoff, King James ha preso tempo prima di annunciare le sue decisioni, spiegando di voler consultare la famiglia. L’ipotesi del ritiro appare improbabile, ma anche la permanenza ai Lakers non è scontata: il board gialloviola si interroga sul valore di LBJ in un roster ormai costruito attorno a Luka Doncic. Un’ipotesi romantica vorrebbe LeBron approdare ai Golden State Warriors per giocare al fianco del vecchio amico Steph Curry, in quello che sarebbe un ultimo, affascinante capitolo di carriera.

La stagione ha portato anche notizie tristi. La NBA ha pianto la scomparsa di Brandon Clarke, l’ala dei Memphis Grizzlies morta a soli 29 anni, e di Jason Collins, il primo atleta apertamente gay a giocare in uno dei quattro principali campionati sportivi nordamericani, scomparso a 47 anni dopo una battaglia contro il glioblastoma. Due perdite che hanno scosso profondamente l’intera comunità cestistica.

Sul fronte delle ultime notizie di mercato e sviluppo del movimento, prosegue intanto il progetto NBA Europe, con la lega che punta a lanciare una competizione continentale entro il 2027, facendo grande affidamento sul Real Madrid come franchigia di punta. Un’espansione ambiziosa che potrebbe rivoluzionare il basket europeo nei prossimi anni.