NBA
Aggiornato Dom 17 Mag 2026 alle 07:37La NBA ha vissuto settimane intense, tra tragedie, imprese storiche e play-off avvincenti. Le ultime notizie dal mondo della pallacanestro americana dipingono un quadro ricco di emozioni, dentro e fuori dal campo.
Lutti e addii: la NBA piange Jason Collins e Brandon Clarke
Il mese di maggio 2026 ha portato con sé due notizie devastanti per il mondo del basket. Brandon Clarke, ala dei Memphis Grizzlies, è morto a soli 29 anni. Il club ha comunicato la scomparsa con un messaggio straziante: “Abbiamo il cuore spezzato per la tragica perdita di Brandon Clarke. Brandon era un compagno di squadra eccezionale e una persona ancora migliore il cui impatto sull’organizzazione e sulla comunità di Memphis non sarà dimenticato”. Clarke era approdato ai Grizzlies nel 2019, scelto con la chiamata numero 21 al primo giro del Draft, ma negli ultimi tre anni aveva disputato appena 72 partite a causa di continui problemi fisici.
A pochi giorni di distanza, la famiglia di Jason Collins ha annunciato la scomparsa dell’ex giocatore NBA, spentosi a 47 anni dopo una coraggiosa battaglia contro il glioblastoma. Collins era entrato nella storia nel 2013, quando, in un articolo di copertina di Sports Illustrated, aveva dichiarato la propria omosessualità, diventando il primo atleta apertamente gay a giocare in uno dei quattro principali campionati sportivi nordamericani. “Jason ha cambiato la vita di molte persone in modi inaspettati ed è stato fonte di ispirazione per tutti coloro che lo conoscevano”, si legge nel comunicato della famiglia. Una carriera di 13 anni, con le maglie di New Jersey, Memphis, Minnesota, Atlanta, Boston e Washington, prima del ritiro nel 2014. La sua eredità va ben oltre le statistiche.
Play-off NBA: OKC domina, Lakers in corsa, paura per Wembanyama
Sul fronte sportivo, i play-off NBA hanno regalato spettacolo e qualche brivido. Gli Oklahoma City Thunder, campioni in carica, hanno confermato subito il loro status travolgendo i Phoenix Suns 119-84 in gara 1, con 25 punti di Gilgeous-Alexander e 22 di Jalen Williams. Un inizio simile a quello della stagione precedente, quando annientarono Memphis con 51 punti di scarto. “Non è che affrontiamo gara 1 pensando: ‘Ok, distruggiamoli senza troppi problemi’. Piuttosto, ci chiediamo quanto possiamo impegnarci per imporre il nostro ritmo”, ha spiegato Williams a ESPN.
I Los Angeles Lakers hanno invece superato il primo turno nonostante le assenze pesanti di Luka Doncic e Austin Reaves. In gara 1 contro Houston, l’eroe inatteso è stato Luke Kennard con 27 punti, il suo massimo in carriera nei playoff, mentre LeBron James ha contribuito con 19 punti e 13 assist. “È questo che deve essere: un lavoro di squadra”, ha commentato LBJ, alla sua 19esima stagione di post season. In gara 2, i gialloviola si sono ripetuti vincendo 101-94, con James ancora protagonista con 28 punti, otto rimbalzi e sette assist.
Nota dolente per i San Antonio Spurs: in gara 2 contro Portland, Victor Wembanyama ha subito una commozione cerebrale dopo una brutta caduta nel secondo quarto, con Jrue Holiday in difesa. Il fuoriclasse francese ha giocato solo 12 minuti prima di essere inserito nel protocollo della lega e rimosso dalla partita, vinta poi dai Trail Blazers 106-103 (serie sull’1-1). “So solo che ha una commozione cerebrale ed è sotto protocollo”, ha dichiarato il coach degli Spurs Mitch Johnson. Una tegola enorme per San Antonio, che in gara 1 aveva vinto 111-98 proprio grazie ai 35 punti del suo campione.
Record storici: KD supera Jordan, LeBron sempre nella leggenda
Prima che i play-off entrassero nel vivo, la regular season aveva già regalato momenti destinati a restare nella storia. A marzo, Kevin Durant ha superato Michael Jordan al quinto posto nella classifica dei migliori marcatori di sempre della NBA, raggiungendo quota 32.294 punti. Il sorpasso è avvenuto con una tripla durante la sfida tra i suoi Houston Rockets e gli Miami Heat. “Ne mancano solo quattro”, il commento ironico di KD, riferendosi ai primi quattro posti della classifica all-time. Il prossimo obiettivo è Kobe Bryant, quarto con 33.643 punti. Durant, alla sua diciannovesima stagione in NBA, può vantare 16 convocazioni all-star, quattro ori olimpici e due titoli NBA.
Anche LeBron James ha scritto un’altra pagina memorabile, diventando il recordman assoluto anche dei canestri realizzati, superando Kareem Abdul-Jabbar con il canestro numero 15.838 della sua carriera. “Poter associare il mio nome a quello di alcuni dei più grandi giocatori di sempre è sempre stato un’esperienza incredibilmente fantastica”, ha dichiarato LBJ. A 41 anni, il fuoriclasse dei Lakers continua a stupire: ha partecipato al suo 22° All Star Game consecutivo, record assoluto nella storia della lega, e ha trascinato i gialloviola fino ai play-off con prestazioni da veterano senza tempo. Il prossimo traguardo statistico nel mirino è il record di partite giocate di Robert Parish, quota 1.611, con James fermo a 1.606.
Un’annata, quella 2025-26, che resterà impressa nella memoria degli appassionati di basket NBA per mille ragioni diverse: le gesta dei campioni in campo, i record infranti, ma anche il dolore per chi non c’è più. Le ultime notizie dal mondo della pallacanestro americana confermano che questa lega sa emozionare sempre, nel bene e nel male.