NBA
Aggiornato Ven 14 Ago 2026 alle 09:04È stata un’estate caldissima per la NBA, con notizie che si sono susseguite a ritmo serrato tra mercato, cambi di franchigia, lutti e novità sul futuro di alcune delle stelle più luminose della lega. Le ultime notizie confermano un panorama in continua evoluzione, con protagonisti assoluti come LeBron James e Steph Curry al centro dell’attenzione.
LeBron James a Philadelphia: il colpo dell’estate NBA
Il tema che ha dominato l’intera offseason è stato senza dubbio il futuro di LeBron James. Dopo settimane di attesa febbrile, con Cleveland, Miami e Golden State tutte in corsa, King James ha scelto i Philadelphia 76ers, scatenando un entusiasmo senza precedenti nella città dell’amore fraterno. L’impatto è stato immediato e clamoroso: secondo i dati di Fanatics, la maglia numero 23 di LBJ con la casacca dei Sixers è diventata la più venduta di sempre nelle 48 ore successive all’annuncio, superando persino il record che apparteneva a Shohei Ohtani al momento del suo trasferimento ai Los Angeles Dodgers. Le prime edizioni sono andate esaurite in circa due ore.
Il percorso verso questa decisione era stato lungo e tortuoso. Il 41enne aveva lasciato i Los Angeles Lakers dopo otto stagioni e un anello NBA conquistato nel 2020, dichiarandosi free agent e valutando ogni opzione disponibile. Il suo agente aveva rivelato che, a parte una o due franchigie, praticamente tutte le squadre della lega si erano fatte avanti. Miami aveva persino commesso una gaffe clamorosa, pubblicando per errore sul proprio canale YouTube un link a una conferenza stampa di presentazione di LBJ, poi rimosso. Cleveland faceva leva sul legame sentimentale — la città dove ha vinto l’anello nel 2016 — e su un viaggio che James aveva compiuto con i suoi ex compagni dei Cavs campioni. Golden State sognava di ricreare la magia delle Olimpiadi 2024, quando LeBron e Steph Curry avevano vinto l’oro insieme. Alla fine, però, ha prevalso Philadelphia, già rinforzata dall’arrivo di Jaylen Brown, una squadra costruita esplicitamente per puntare al titolo.
Steph Curry resta a Golden State: nessun dubbio sul futuro
Se LeBron ha scelto una nuova avventura, Steph Curry ha invece confermato la sua fedeltà assoluta ai Golden State Warriors. Il general manager Mike Dunleavy ha parlato chiaramente a ESPN, dissipando ogni dubbio: “Non ha mai detto di voler andar via. È sempre stato così. Credo che la situazione stia procedendo nella giusta direzione”. Il contratto di Curry, da 62,5 milioni di dollari, è scaduto il 29 agosto, ma si vocifera di un’estensione fino a due anni per un valore totale di 136,7 milioni di dollari. Dunleavy ha anche precisato che, qualora Curry volesse essere ceduto, la dirigenza ne parlerebbe, ma che al momento non è uno scenario che nessuna delle parti sta prendendo in considerazione. La sensazione è che Curry resterà a Golden State fino al termine della sua carriera.
Lutti e addii: la NBA piange Don Nelson e Paul Snyder
Agosto ha portato anche momenti di profondo dolore per il mondo della pallacanestro americana. La NBA ha perso due figure storiche nel giro di pochi giorni. Il 9 agosto è scomparso Don Nelson, 86 anni, secondo allenatore più vincente nella storia della lega con 1.335 vittorie in regular season, record superato solo da Gregg Popovich nel 2022. Nelson aveva allenato per 31 stagioni, passando da Milwaukee a Golden State, New York e Dallas, lasciando ovunque un’impronta indelebile. Fu l’inventore del cosiddetto “Nellie Ball”, un sistema basato su quintetti piccoli e ritmo alto che anticipò di decenni la NBA moderna. Fu anche uno dei primi a credere in Steph Curry, spingendo i dirigenti dei Warriors a sceglierlo al Draft 2009, e il primo coach in NBA di Marco Belinelli. Steve Kerr lo ha ricordato come “un vero innovatore, capace di vedere possibilità che altri non vedevano”.
Pochi giorni dopo, l’11 agosto, è arrivata la notizia della morte di Paul Snyder, 94 anni, storico proprietario dei Buffalo Braves tra il 1971 e il 1977. Imprenditore di Buffalo, fondatore della società di alimenti surgelati Freezer Queen e del parco a tema Darien Lake, Snyder aveva guidato i Braves in uno dei periodi più vivaci dell’era di espansione della lega. Ad annunciare la sua scomparsa è stata la figlia Janet attraverso i social network.
In un’estate già segnata da queste perdite, la NBA aveva dovuto fare i conti anche con la tragica morte di Brandon Clarke, l’ala dei Memphis Grizzlies scomparsa a soli 29 anni lo scorso maggio. Una notizia che aveva scosso profondamente l’intera comunità cestistica, con il club che aveva espresso tutto il proprio dolore definendolo “un compagno di squadra eccezionale e una persona ancora migliore”.
I New York Knicks campioni e il mercato in fermento
Sullo sfondo di questo mercato estivo agitato, non va dimenticato che la stagione 2025-26 si è conclusa con i New York Knicks campioni NBA per la prima volta dopo 53 anni. Jalen Brunson, MVP delle Finals, ha trascinato la squadra di coach Mike Brown alla vittoria in gara 5 contro i San Antonio Spurs con 45 punti, chiudendo la serie 4-1. Una cavalcata storica che ha fatto esplodere di gioia l’intera città di New York. Nel frattempo, Luka Doncic guarda avanti con i Lakers rinnovati, Russell Westbrook sembra intenzionato a continuare con i Sacramento Kings senza cedere alle sirene europee, e il progetto NBA Europe continua a procedere sottotraccia, con il Real Madrid identificato come partner chiave per la conquista del basket del Vecchio Continente.