Ora Roma ne ha due. Tra lo stupore generale (e qualche imbarazzo) inizia la caccia al tifoso

Articolo di Flavio Brambilla

Le squadre della Capitale che giocheranno in serie A partono da zero.

In una vicenda che spesso ha vissuto fasi grottesche era il minimo scomodare Pippo Franco in una delle sue migliori interpretazioni all-time: tifoso della Roma per amore e tifoso della Lazio per interesse. In quanto a fan le squadre della Capitale che giocheranno in serie A partono da zero e, tra lo stupore generale (e qualche imbarazzo) determinato da una situazione inimmaginabile qualche mese fa, hanno cominciato la caccia al tifoso. Quasi impossibile possano attingere al serbatoio della Virtus Roma, a cui non è riuscito il salto in A2, surreale che i sostenitori della Vanoli Cremona e della Germani Brescia trasferiscano il loro affetto in massa.

A Brescia lo choc è stato fortissimo, e del resto non potrebbe essere altrimenti. Il trasferimento del titolo sportivo della Germani nelle mani dell’imprenditore californiano Paul Matiasic ha chiuso definitivamente diciassette anni di storia della Leonessa: dieci stagioni consecutive nella massima serie, una Coppa Italia conquistata e una finale Scudetto raggiunta nella scorsa stagione rappresentano il lascito sportivo di una realtà che fino a pochi mesi fa appariva solidissima. La conferma era arrivata ancor prima del Consiglio Federale straordinario riunitosi venerdì 26 giugno, quando l’ECA aveva pubblicato la lista delle squadre iscritte alla prossima Eurocup: nella lista figurava già la Maxima Roma di Matiasic, ammessa tramite wild card dopo che la FIBA aveva negato l’accesso alla Champions League.

La Federazione Italiana Pallacanestro ha provato a precisare la propria posizione con un comunicato ufficiale, sottolineando di aver “sempre agito in sinergia con la LBA, nel rispetto delle norme vigenti” e ricordando che “il rispetto del sentimento dei tifosi non può mai venir meno, essendo il fulcro di ogni attività sportiva”. Una presa di posizione che non ha però placato le polemiche, alimentate ulteriormente dalle dichiarazioni del Presidente Federale Gianni Petrucci, il quale ha ribadito che “le leggi attuali lo permettono, c’è libertà di investimento”, aggiungendo una considerazione destinata a far discutere: “Tutto lascia pensare che quella che alla fine resterà senza NBA Europe alla fine mollerà”. Una frase che in molti hanno interpretato come la previsione di un possibile collasso di uno dei due progetti romani, con conseguenze pesanti per l’intero movimento cestistico italiano.

La nuova realtà capitolina targata Matiasic si troverà infatti a operare nella stessa città del Roma Basketball Club SPQR, il progetto della cordata Nelson-Doncic presentato ufficialmente in Campidoglio alla presenza di Luka Doncic, stella NBA dei Los Angeles Lakers. Quest’ultimo ha già mosso i primi passi concreti sul mercato, annunciando l’ingaggio di Nico Mannion, playmaker classe 2001 reduce da due stagioni all’Olimpia Milano. Sul fronte tecnico della Maxima Roma, nelle scorse settimane è circolato con insistenza il nome di Ettore Messina come profilo ideale per guidare il progetto: l’ex coach dell’Olimpia ha recentemente annunciato il suo addio a Milano.

Il percorso che ha portato Matiasic al titolo della Germani è stato tutt’altro che lineare. L’imprenditore americano aveva già presentato in precedenza un’offerta da 6 milioni di euro per rilevare il club bresciano, prontamente smentita dal patron Mauro Ferrari. Prima di Brescia erano sfumati anche i tentativi su Trapani e Scafati, con la società campana neopromossa in Serie A che aveva respinto le sue avances con un netto rifiuto. Nel frattempo Matiasic si era mosso con largo anticipo sulla Capitale, acquisendo il settore giovanile della Stella Azzurra e assicurandosi la gestione del PalaEur, mosse che avevano già lasciato intuire la concretezza strutturale del progetto al di là delle difficoltà nel reperire un titolo sportivo.

 

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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