Il 94 volte Azzurro ha deciso di mettere fine alla sua carriera, raccontando le sue ragioni sui propri profili social.
Achille Polonara ha deciso: la sua carriera di cestista professionista si chiude qui, al termine di un’intera annata in cui non è potuto scendere sul parquet (era sotto contratto con la Dinamo Sassari, dopo l’addio alla Virtus Bologna), ritrovandosi a lottare con un altro tipo di avversario, la lunga malattia che lo ha debilitato, ha più volte ferito il suo spirito, ma non lo ha mai piegato, confermando un coraggio che va ben oltre i successi sportivi.
Il messaggio apparso lunedì sera sui social è parso come un fulmine a ciel sereno, dopo le giornate passate ad allenarsi ad Avellino, nella struttura messa a disposizione dell’Unicusano Basket. “Grazie a coach, grazie ai compagni, agli staff medici di ogni squadra in cui sono stato per avermi fatto sentire un bravo giocatore ma soprattutto un uomo… Grazie anche a chi mi ha insultato nei social e nei palazzetti, siete stati la mia forza”.
“Vorrei che questo momento non arrivasse mai. Ci ho provato, riprendendo gli allenamenti individuali ma capisco che è ora di dire basta al basket giocato perché non sarò più il giocatore di prima e voglio che mi ricordiate per quel che ero! Mi mancherai palla a spicchi” ha concluso Polonara, che lascia la pallacanestro dopo diciassette stagioni fra Serie A, Liga ACB spagnola e Süper Lig turca, campionato lituano e coppe europee, senza dimenticare la Nazionale.
Il lungo calvario di Achille Polonara era iniziato nell’ottobre del 2023, quando l’ormai ex cestista si era fermato per sottoporsi a un intervento di rimozione di una neoplasia testicolare, tornando in campo dopo appena due mesi. Stavolta, però, il percorso si è rivelato infinitamente più lungo e tortuoso. Dopo un primo rientro in campo, la seconda mazzata, a giugno 2025: leucemia mieloide acuta la diagnosi, con i mesi successivi trascorsi fra chemioterapia e radioterapia, culminati in un trapianto di midollo osseo eseguito a settembre.
Le complicazioni non si erano fermate lì: una trombosi venosa lo aveva portato in coma per una decina di giorni, un passaggio drammatico che Polonara aveva raccontato senza filtri al Corriere della Sera. “Ho pensato: basta, ora mi butto dalla finestra dell’ospedale e la faccio finita. Per fortuna c’era Erika lì: devi resistere per la famiglia, per i bambini. Ma mi sono sentito spalle al muro con dieci bestioni che ti tengono fermo. Volevo scomparire. Poi però ho pensato: non è giusto che i miei figli crescano senza un padre, o che pensino che papà non ci abbia almeno provato”.
A febbraio 2026 un ulteriore intervento al cuore, necessario per ottenere l’idoneità agonistica, aveva fatto intravedere uno spiraglio concreto verso il ritorno in campo. Gli allenamenti individuali avevano ulteriormente fatto sperare, ma all’indomani del termine della regular season del campionato (che ha visto, tra l’altro, la retrocessione della stessa Dinamo Sassari) Polonara ha deciso di fermarsi.
Della sua carriera resta un palmarès invidiabile: campionati e coppe vinti in Italia, Spagna, Turchia e Lituania, una FIBA Europe Cup con Sassari nel 2019, prima ancora la soddisfazione di un argento agli Europei Under-20 nel 2011. Nella sua lunga avventura ha vestito le canotte di Teramo, Varese, Reggio Emilia, Sassari, Vitoria, Fenerbahce, Efes, Zalgiris Kaunas e Virtus Bologna, prima del ritorno a Sassari che però non si è concretizzato con presenze in campo.
In Nazionale, Polonara ha giocato 94 partite fra il 2012 e il 2024, realizzando complessivamente 596 punti. Ha partecipato, con la canotta azzurra, agli Europei del 2015 e 2022, ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 (disputati l’estate successiva causa Covid) e ai Mondiali 2023. La sua miglior partita a livello realizzativo con la Nazionale fu lo storico 102-95 contro la Serbia che garantì all’Italia l’accesso ai Giochi del 2020: 22 i punti realizzati da PolonAir, uno dei soprannomi più utilizzati dagli addetti ai lavori.