Wimbledon, Matteo Berrettini continua a sognare ma ammette un vecchio rimpianto

Articolo di Nicola Lama

Il tennista romano, che ha sconfitto in quattro set Arthur Fils nel secondo turno, ha espresso tutto il suo orgoglio e non solo.

Prosegue, a Wimbledon, l’avventura di Matteo Berrettini, che dopo aver sconfitto il veteranissimo Stan Wawrinka ha superato nel secondo turno un avversario potenzialmente molto complicato come il numero 24 del mondo Arthur Fils. 6-4, 7-5, 3-6, 6-3 il punteggio a favore del romano, bravo a non perdere fiducia e concentrazione dopo il passaggio a vuoto nel terzo set sul Campo Centrale.

“Sono felicissimo – ha detto Berrettini a margine del match -. Il primo turno contro Stan è stato durissimo, una partita che ricorderò per tutta la vita, ma anche questa è stata speciale, contro un avversario forte sul Campo Centrale. Era passato un po’ di tempo dall’ultima volta che avevo giocato qui, sono orgoglioso di me e del mio team”.

“Ho giocato una partita di alto livello – ha aggiunto -. Arthur ha giocato benissimo, soprattutto da fondo e al servizio: sapevo che avrei dovuto dare il massimo per vincere. Ho avuto qualche difficoltà nel terzo set, ma nel quarto ho ritrovato energie: ho servito meglio, sono stato più aggressivo. Queste partite mi hanno dato fiducia, ne ho giocate tante anche a Parigi: era da un po’ che non giocavo così tante partite a livello di Grande Slam”.

Berrettini, infine, è tornato su un vecchio rimpianto legato a Wimbledon: la positività al covid che gli impedì di prendere parte all’edizione 2022, dopo essere stato finalista in quella precedente: “Quattro anni fa, qui, ho preso una delle peggiori decisioni della mia vita – ha ammesso, riferendosi al tampone non obbligatorio che di fatto sancì il ritiro anticipato -. Per questo è un grande onore e un privilegio tornare a giocare partite di questo livello davanti a questo pubblico”.

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