Stan Wawrinka
Aggiornato Mar 01 Set 2026 alle 07:12Stan Wawrinka ha scritto l’ultimo capitolo della sua straordinaria carriera tennistica nel corso del 2026, un anno che lo ha visto protagonista di momenti indimenticabili prima del ritiro definitivo. Le ultime notizie sul campione svizzero raccontano la storia di un atleta che ha voluto congedarsi dal grande tennis con la stessa grinta e passione che lo hanno contraddistinto per oltre vent’anni sul circuito.
L’addio al tennis: da Wimbledon agli US Open
Il momento più emozionante dell’ultima stagione di Wawrinka è arrivato a Wimbledon, dove il 41enne di Losanna ha disputato quello che si è rivelato il suo ultimo match ai Championships. La sfida contro Matteo Berrettini è entrata nella storia per la sua intensità: quattro ore e un quarto di gioco, tutti e quattro i set decisi al tie-break, con il punteggio finale di 6-7, 7-6, 7-6, 7-6 in favore dell’italiano. Una battaglia epica, in cui lo svizzero ha lottato fino all’ultimo punto prima di cedere in lacrime davanti al pubblico del Campo 1 dell’All England Club. Con uno strappo al protocollo, gli organizzatori hanno voluto far parlare anche lo sconfitto a fine partita: Wawrinka si è presentato ai microfoni visibilmente commosso, spiegando che la decisione di ritirarsi è dettata da un fisico che non riesce più a reggere i ritmi di questo livello. «Fosse per me continuerei sempre, la passione per questo sport è enorme», ha dichiarato il vincitore di Australian Open 2014, Roland Garros 2015 e US Open 2016.
Nonostante l’eliminazione a Wimbledon, la storia di Wawrinka agli US Open 2026 non è ancora finita. Il torneo americano gli ha concesso una wild card, permettendogli di disputare quello che potrebbe essere il suo ultimo Slam in assoluto, proprio sul cemento di Flushing Meadows dove trionfò dieci anni fa. Al primo turno lo attende nuovamente Berrettini, un avversario che conosce bene dopo la maratona londinese. Il precedente di Wimbledon pesa, ma il cemento americano è una superficie completamente diversa dall’erba, e Wawrinka ha sempre avuto un rapporto speciale con gli US Open.
Un’ultima stagione da protagonista
L’annuncio del ritiro era arrivato a dicembre 2025, quando Wawrinka aveva comunicato sui social la sua decisione con parole toccanti: «Ogni libro ha bisogno di una conclusione. È ora di scrivere l’ultimo capitolo della mia carriera da tennista professionista. Il 2026 sarà il mio ultimo anno nel tour. Voglio ancora superare i miei limiti e concludere la mia carriera nel migliore dei modi». Parole che hanno anticipato una stagione di addii intensi e commoventi.
L’ultima annata di Wawrinka era iniziata con una prestazione notevole all’Australian Open, dove il campione svizzero era riuscito a spingersi fino al terzo turno, battendo in cinque set e oltre quattro ore e mezza di gioco il francese Arthur Gea. Una vittoria che aveva entusiasmato il pubblico di Melbourne Park, conquistato dalla determinazione di un giocatore classificato al numero 139 del mondo ma capace di competere ancora ad altissimo livello. Il suo coach Magnus Norman aveva commentato con ammirazione: «Stan ha davvero voglia di giocare al livello che sente di poter ancora raggiungere». Il sogno australiano di Wawrinka si era poi interrotto al turno successivo contro Taylor Fritz, ma l’impressione lasciata era stata quella di un campione che non aveva ancora detto la sua ultima parola.
Nel corso della stagione, lo svizzero aveva anche incrociato la strada di Lorenzo Musetti al torneo ATP 250 di Atene nel novembre 2025, costringendo l’azzurro a quasi due ore e mezza di battaglia prima di cedere per 4-6, 7-6, 6-4. Un match che aveva confermato come Wawrinka, pur avviandosi verso il tramonto della carriera, fosse ancora in grado di mettere in difficoltà i migliori giocatori del circuito grazie soprattutto a un servizio devastante — 22 ace in quella partita — e a una solidità mentale forgiata in decenni di competizioni ai massimi livelli.
Il carattere di Stan: le polemiche e la schiettezza
Wawrinka non è stato solo protagonista in campo nell’ultimo periodo della sua carriera. Il campione svizzero si è distinto anche per la sua schiettezza fuori dal campo, non esitando a esprimere opinioni controverse. Nel febbraio 2025, dopo l’annuncio della sospensione di tre mesi di Jannik Sinner per il caso Clostebol, Wawrinka era stato uno dei colleghi più critici, scrivendo sui social «Non credo più in uno sport pulito». Una posizione che aveva generato un acceso dibattito nel mondo del tennis, con risposte da parte di altri ex giocatori come Feliciano Lopez. A distanza di mesi, Wawrinka non si era detto pentito delle sue parole, ribadendo le sue preoccupazioni sulla gestione della trasparenza nel tennis professionistico.
Questa schiettezza è sempre stata una delle caratteristiche più apprezzate — e a volte discusse — del campione di Losanna, lo stesso che a Parigi-Bercy nel 2022 non aveva esitato a rimproverare il giovane Holger Rune per i suoi comportamenti in campo, sussurrandogli all’orecchio «Smettila di comportarti come un bambino». Un gesto che aveva fatto discutere ma che raccontava molto del personaggio: un uomo di tennis vecchio stampo, cresciuto nell’era dei Big 3 e convinto che certi valori non debbano mai venire meno.
Ora, con gli US Open 2026 come probabile ultima vetrina, Stan Wawrinka si appresta a chiudere definitivamente un cerchio. Tre Slam vinti, un oro olimpico nel 2008 con la Svizzera, sedici titoli ATP e una carriera costruita all’ombra dei più grandi di sempre — Federer, Nadal, Djokovic — ma sempre con una identità propria, inconfondibile. Il tennis perde uno dei suoi ultimi grandi rappresentanti di un’epoca irripetibile.