Il campione serbo non solo ha perso per la prima volta con Struff dopo otto successi consecutivi ma è anche sempre più lontano dalle Finals.
La sconfitta rimediata da Novak Djokovic agli ottavi dell’ATP 500 di Basilea contro Jan-Lennard Struff (capace di spezzare una striscia di otto ko consecutivi negli scontri diretti contro il serbo, imponendosi 6[4]-7, 7-5, 7-6[5] al termine di una battaglia di oltre due ore e mezzo) fa male per il punteggio e per l’andamento del match, ma rischia di pesare come un macigno ben oltre i confini dell’arena svizzera. Per Nole, la serata si tinge infatti di nero soprattutto in ottica ATP Finals.
Con il tabellone delle finali di Torino (in programma dal 15 al 22 novembre) che si compone dei migliori otto giocatori disponibili, la situazione del campione di Belgrado si è fatta assai complicata. Al momento, la Race Live vede Djokovic in undicesima posizione, fuori dal cut-off principale. E quel che sta accadendo attorno a lui apre a scenari limite.
Con Jannik Sinner fuori dai giochi per infortunio e i dubbi su Flavio Cobolli dopo il ko rimediato a Vienna, la soglia per strappare un pass si sposta più in basso ma nei fatti, guardando la situazione attuale, Nole si ritroverebbe a essere il primo dei non qualificati, scivolando in un ruolo di riserva per il PalaAlpitour tutt’altro che ambito da uno che ha vinto ben sette edizioni delle Finals fra il 2008 e il 2023.
Molto, se non tutto, dipenderà dai risultati che gli avversari diretti raccoglieranno nei prossimi giorni in questo vero e proprio rush finale. Di certo, dopo la delusione di Basilea, per l’ex numero uno del mondo la strada verso il torneo dei Maestri non è più in discesa: servirà un vero e proprio miracolo sportivo per evitare una clamorosa esclusione dal tavolo dei magnifici otto.