Ripescaggio Italia ai Mondiali, Iran gelato dalla Casa Bianca: “Non lo permetteremo”

Articolo di Martino Davidi

La situazione in Medio Oriente influenzerà pesantemente le decisioni sui visti

Mancano 13 giorni al debutto dell’Iran ai Mondiali 2026 contro la Nuova Zelanda a Los Angeles, e la partecipazione del ‘Team Melli’ alla rassegna iridata è di nuovo in bilico. La selezione di Teheran, che si sta allenando in Turchia, dovrebbe partire nel weekend alla volta di Tijuana, in Messico, dove è stata allestita la nuova sede di allenamento dopo il rifiuto dell’amministrazione Trump di ospitare la squadra in Arizona. I visti per i giocatori e per lo staff tecnico non sono però ancora arrivati.

La preoccupazione è soprattutto per quelli a entrata multipla per gli Stati Uniti: l’Iran infatti dovrà attraversare per ben tre volte il confine tra Messico e USA per poter giocare le sue partite, due a Los Angeles e una a Seattle. Il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha dichiarato martedì ai parlamentari che gli Stati Uniti non permetteranno a iraniani legati al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) di infiltrarsi nella delegazione del Paese per partecipare ai Mondiali di calcio che iniziano questo mese.

Nonostante la guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran alla fine di febbraio, Rubio ha affermato che Washington non ha “nessun problema” con l’ingresso della nazionale iraniana di calcio e del suo staff di supporto nel Paese. “Quello che non permetteremo è che inseriscano nella loro delegazione un gruppo di persone che sappiamo non avere nulla a che fare con lo sport e che hanno legami con l’IRGC o realtà di questo tipo, quindi monitoreremo la situazione molto attentamente”, ha detto Rubio durante un’audizione presso una commissione della Camera dei Rappresentanti secondo quanto riporta Reuters.. Diversi giocatori dell’Iran e diversi dirigenti che accompagneranno la squadra hanno un passato nell’IRGC.

Il calendario del girone G prevede per l’Iran tre sfide tutte in territorio statunitense: il 15 giugno contro la Nuova Zelanda a Los Angeles, il 21 giugno contro il Belgio sempre a Los Angeles e il 26 giugno contro l’Egitto a Seattle. Proprio la Nuova Zelanda, prossima avversaria del Team Melli all’esordio, sta ultimando la propria preparazione: gli All Whites hanno disputato nella notte tra martedì e mercoledì un’amichevole contro Haiti al Chase Stadium di Fort Lauderdale, in Florida, e il 6 giugno affronteranno l’Inghilterra in un altro test pre-Mondiale.

Sullo sfondo di questa intricata vicenda resta l’Italia, prima nazionale esclusa nel ranking FIFA tra quelle non qualificate e potenziale beneficiaria di un eventuale forfait iraniano in base all’articolo 6.7 del regolamento FIFA. Le speranze degli Azzurri sono però al lumicino: anche Paolo Zampolli, inviato speciale dell’amministrazione Trump e principale sponsor della causa italiana, si è arreso. “Il mio sogno e quello di tanti era di avere l’Italia con noi. Avevo suggerito al presidente e a Gianni Infantino che, in caso l’Iran non fosse venuto per qualsiasi ragione, si sarebbe potuto ripescare l’Italia”, ha dichiarato ai microfoni di Radio Rai GR Parlamento. “Purtroppo le cose non sono andate così e abbiamo l’Iran che si allenerà in Messico. I giocatori dell’Iran avranno il permesso soltanto di venire a giocare in giornata negli USA e poi tornare”.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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